Proposta di modifica n. 4.1 ai ddl C.1524 , C.1834 in riferimento all'articolo 4.

testo emendamento del 05/11/19

  Sostituirlo con il seguente:

«Art. 4.
(Modifiche al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, in materia di provvedimenti del tribunale per i minorenni)

  1. Al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) l'articolo 25 è sostituito dal seguente:
  “Art. 25. – (Misure rieducative) – 1. Il procuratore della Repubblica, quando abbia acquisito la segnalazione che un minore degli anni 18 assume comportamenti irregolari o vive una situazione di disagio da cui possa derivare un pregiudizio per la sua salute psicofisica, ovvero agisce condotte aggressive nei confronti di persone, animali o cose o lesive della dignità altrui, assunte le necessarie informazioni, può riferire i fatti al tribunale per i minorenni, il quale può, con decreto motivato, affidare il minorenne al servizio sociale per lo svolgimento di un progetto di intervento educativo con finalità rieducativa e riparativa, che favorisca anche percorsi di mediazione, sotto la direzione e il controllo del servizio stesso. Il tribunale può altresì imporre al minorenne prescrizioni in ordine ad attività da svolgere ed a luoghi o persone da non frequentare.
  2. Il decreto di cui al comma 1 definisce gli obiettivi e la durata del progetto di intervento educativo, che non può essere superiore a dodici mesi, prorogabili di ulteriori dodici mesi per una sola volta.
  3. Il competente servizio sociale territoriale definisce il contenuto del progetto di intervento educativo secondo gli obiettivi individuati nel decreto di cui al comma 1. Esso può prevedere il coinvolgimento del nucleo familiare mediante un percorso di sostegno all'esercizio della responsabilità genitoriale.
  4. Almeno dieci giorni prima della conclusione del progetto di intervento educativo, il servizio sociale territoriale trasmette al tribunale per i minorenni una relazione che illustra il percorso e gli esiti dell'intervento. Il tribunale per i minorenni, valutate le risultanze attestate nella relazione e sentito il minorenne e i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale, con decreto motivato, può:
    1) dichiarare concluso il procedimento;
    2) disporre la proroga del progetto di intervento educativo o adottare un nuovo progetto rispondente a mutate esigenze educative del minorenne;
    3) disporre il collocamento del minorenne in una comunità educativa o terapeutica.

  5. Ove il minorenne nei cui confronti è stato disposto l'affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un progetto di intervento educativo violi le prescrizioni stabilite, il tribunale può stabilire ulteriori prescrizioni più stringenti ovvero disporre il collocamento comunitario. Ove il minore che si era già reso autore di condotte di reato, anche se non imputabile, si allontani ingiustificatamente dalla comunità, il tribunale può disporre una misura di sicurezza di cui al capo IV del decreto del Presidente della Repubblica n. 448 del 1988.
  6. I provvedimenti previsti nei commi precedenti sono deliberati in camera di consiglio, previo ascolto del minorenne che abbia compiuto gli anni dodici, o anche di età inferiore ove capace di discernimento, e sentiti i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale e il pubblico ministero. Nel procedimento è obbligatoria fin dall'inizio l'assistenza del difensore”;
   b) all'articolo 26, è abrogato il terzo comma;
   c) all'articolo 27, primo comma, le parole: “dal n. 1 dell'articolo 25” sono sostituite dalle seguenti: “dall'articolo 25, commi 1 e 4, numero 2)”;
   d) all'articolo 28:
    1) al primo comma, le parole: “è ricoverato per l'esecuzione di una delle misure previste al n. 2 dell'articolo 25” sono sostituite dalle seguenti: “è collocato in esecuzione della misura prevista dall'articolo 25, comma 4, numero 3),”;
    2) alla rubrica, la parola: “ricoverati” è sostituita dalle seguenti: “collocati presso comunità”;
   e) all'articolo 29, terzo comma, le parole: “ad una delle misure di cui al n. 2 dell'articolo 25” sono sostituite dalle seguenti: “alla misura prevista dall'articolo 25, comma 4, numero 3),”;
   f) all'articolo 29, quarto comma, le parole: “La cessazione è in ogni caso ordinata al compimento del ventunesimo anno di età o per servizio militare di leva” sono abrogate;
   g) dopo l'articolo 29 è inserito il seguente:
  “Art. 29-bis.(Prosieguo amministrativo) – Quando un minore, al compimento della maggiore età, necessita di un prolungato supporto educativo e/o terapeutico volto alla realizzazione di un progetto di autonomia, o comunque al completamento di un percorso educativo già intrapreso, il tribunale per i minorenni può assumere, previo consenso dell'interessato, con decreto motivato, uno dei provvedimenti contemplati negli articoli 25 e 25-bis, ovvero disporne la prosecuzione, ove già adottati, comunque non oltre il compimento del ventunesimo anno di età”».