Proposta di modifica n. 1.665 al ddl S.981 in riferimento all'articolo 1.

testo emendamento del 15/12/18

All'articolo 1, dopo il comma 67, inserire i seguenti:

        Â«67-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 854, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: ''Per l'anno 2020:

                1) la richiesta di contributo deve riferirsi ad opere inserite in uno strumento programmatorio;

                2) ciascun comune può inviare una richiesta, nel limite di importo massimo di 1.000.000 euro per i comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti, 2.500.000 euro per i comuni con una popolazione da 5.001 a 25.000 abitanti e 5.000.000 euro per i comuni con popolazione superiore a 25.001 abitanti;

                3) la richiesta di contributo non può essere presentata dai comuni che hanno beneficiato dei contributi di cui al comma 853 per gli anni 2018 e 2019'';

            b) al comma 855, primo periodo, le parole: ''il 31 ottobre 2018 per l'anno 2018 e il 31 ottobre 2019 per l'anno 2020'' sono sostituite dalle seguenti: ''il 31 ottobre per l'anno 2019'';

            c) dopo il comma 855 è inserito il seguente:

        ''855-bis. Per l'anno 2020, l'ammontare del contributo attribuito a ciascun comune è determinato, entro il 31 ottobre 2019, con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, secondo il seguente ordine di priorità:

            1) interventi di messa in sicurezza degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici;

            2) interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico;

            3) messa in sicurezza di strade, ponti e altre strutture di proprietà comunale.

        Ferme restando le priorità di cui ai numeri 1), 2) e 3), qualora l'entità delle richieste pervenute superi l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata a favore dei comuni che presentano la minore incidenza del risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, risultanti dai rendiconti della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento, assicurando, comunque, ai comuni con risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, negativo, un ammontare non superiore alla metà delle risorse disponibili.'';

            d) al comma 857, primo periodo, la parola: ''affidare'' è sostituita dalle seguenti: ''avviare l'affidamento'';

            e) al comma 861, dopo le parole: ''in collaborazione'', sono inserite le seguenti: ''con il Ministero dell'economia e delle finanze e'';

            f) dopo il comma 861 sono inseriti i seguenti:

        ''861-bis. Il Ministero dell'interno può stipulare apposita convenzione con la Cassa depositi e prestiti Spa, quale istituto nazionale di promozione ai sensi dell'articolo 1, comma 826, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, per disciplinare le attività di supporto e assistenza tecnica connesse all'utilizzo delle risorse del Fondo di cui al comma 853, con oneri posti a carico del medesimo Fondo.

        861-ter. Lo stanziamento previsto dal comma 853 è incrementato di ulteriori 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Tale incremento è destinato a finanziare le richieste di contributo, di cui all'allegato 2 del decreto interministeriale per l'anno 2018, dei comuni che presentano la minor incidenza del risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, positivo, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, risultanti dai rendiconti della gestione del penultimo esercizio precedente a quello di riferimento. Ciascun comune potrà beneficiare del citato contributo, nel limite di importo massimo di 1.000.000 di euro per i comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti, di 2.500.000 euro per i comuni con una popolazione da 5.001 a 25.000 abitanti e di 5.000.000 euro per i comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti.''.

        67-ter. Agli oneri di cui al comma 67-bis, lettera f), si provvede nell'ambito del fondo di cui al comma 64».