Proposta di modifica n. 1.676 al ddl S.2353 in riferimento all'articolo 1.
  • status: Ritirato

testo emendamento del 21/09/21

Dopo il comma 18, inserire il seguente:

        Â«18-bis. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, i decreti di misure cautelari e percorsi di recupero per uomini autori di violenza sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

            a) prevedere nei confronti dei soggetti che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, autori di violenza domestica e di genere l'applicazione delle misure prevenzione personali del questore previste dal capo I del titolo I del libro I del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;

            b) prevedere nei confronti del soggetto ammonito per azioni di violenza domestica e di genere l'obbligo di partecipazione a specifici percorsi di recupero di cui al quinto comma dell'articolo 165 del codice penale per un periodo non inferiore a otto mesi, con l'obbligo di notifica all'ufficio del questore della partecipazione ai medesimi percorsi, in particolare attraverso la notificazione dell'avvio della stessa con la presa in carico del soggetto ammonito, dell'attestazione di partecipazione al percorso con frequenza almeno settimanale e di ogni eventuale anomalia dovesse riscontrarsi da parte del soggetto nell'ambito della partecipazione al percorso di recupero. In caso di mancata attestazione di partecipazione a tali percorsi di recupero da parte del soggetto ammonito o di valutazione negativa all'esito della partecipazione agli stessi percorsi, prevedere che il questore possa procedere alla proposta, nei confronti del soggetto ammonito, della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza o, qualora le circostanze lo richiedano e ciò sia conforme alle esigenza di tutela del soggetto per la tutela del quale si è proceduto all'ammonimento, di una delle altre misure previste dal codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

            c) prevedere che il giudice, qualora si proceda per i delitti di cui agli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis, nonché agli articoli 582 e 583-quinquies nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, del codice penale, prescriva all'imputato destinatario dell'applicazione di misure cautelari la partecipazione a specifici percorsi di recupero di cui al quinto comma dell'articolo 165 del codice penale per un periodo non inferiore a otto mesi, con frequenza almeno settimanale. La violazione dell'obbligo suddetto, o la valutazione negativa nei confronti dell'imputato all'esito del percorso di recupero, configuri trasgressione alle prescrizioni inerenti a una misura cautelare ai sensi dell'articolo 276. In caso di cessazione o revoca delle misure cautelari disposte per i delitti di cui al primo periodo;

            d) prevedere che la partecipazione ai percorsi di recupero di cui all'articolo 8, comma 2-bis, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, e all'articolo 282-quinquies del codice di procedura penale, come modificati dal presente decreto legislativo, sia subordinata al versamento di un contributo da parte del soggetto ammonito o destinatario delle misure cautelari di cui ai medesimi articoli;

            e) prevedere l'istituzione e il potenziamento dei centri per il recupero degli uomini autori di violenza domestica e di genere al fine di assicurare la tutela delle vittime e la prevenzione della violenza domestica e di genere e specificamente per contrastare il fenomeno favorendo il recupero degli uomini autori di violenza;

            f) prevedere l'istituzione di corsi di formazione e aggiornamento professionale specificamente indirizzati agli operatori dei centri di cui al presente comma nonché del potenziamento degli stessi laddove già istituiti, promuovendo un approccio integrato alle fenomenologie della violenza, al fine di garantire il riconoscimento delle diverse dimensioni della violenza nei confronti delle vittime, a livello relazionale, fisico, psicologico, sociale, sessuale, culturale ed economico.».