Articolo aggiuntivo n. 21.0123 al ddl C.1334 in riferimento all'articolo 21.
  • status: Approvato

testo emendamento del 21/11/18

  Dopo l'articolo 21, aggiungere il seguente:

Art. 21-bis.
(Lavoratori esposti all'amianto)

  1. Al comma 115, dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al comma 115, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dal 1o gennaio 2019, possono presentare domanda di riconoscimento dei benefici di cui al presente comma anche i lavoratori che sono stati esposti alla lavorazione dell'amianto, contraendo la patologia, accertata e comprovata anche in via extragiudiziale, nel periodo successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. Ai fini previdenziali, i contributi calcolati con il sistema retributivo o misto, versati in periodi di esposizione all'amianto sono imputati alla quota C, concernente il sistema contributivo, nonché ricalcolati secondo i parametri di cui all'articolo 13, commi 7 e 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e all'articolo 47 del citato decreto-legge n. 269 del 2003.

  Conseguentemente, all'articolo 90, comma 2, sostituire le parole: di 250 milioni di euro per l'anno 2019 e di 400 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020 con le seguenti: di 100 milioni di euro per l'anno 2019 e di 250 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020.

nuova formulazione del 04/12/18

  Dopo l'articolo 21 inserire il seguente:

Art. 21-bis
(Lavoratori esposti all'amianto)

  1. All'articolo 1, comma 275, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «quella dell'INPS» sono inserite le seguenti: « ,compresi coloro che, transitati nel pubblico impiego ovvero nella gestione del soppresso Istituto postelegrafonici, abbiano effettuato la ricongiunzione contributiva ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, e risultino iscritti a forme previdenziali obbligatorie diverse dall'assicurazione generale obbligatoria,».

  Conseguentemente il fondo di cui all'articolo 90, comma 2, è ridotto di 2,3 milioni di euro per l'anno 2019, di 2,8 milioni di euro per l'anno 2020, di 3,2 milioni di euro per l'anno 2021, di 3,7 milioni di euro per l'anno 2022, di 4,1 milioni di euro per l'anno 2023, di 2,5 milioni di euro per l'anno 2024, di 2 milioni di euro per l'anno 2025, di 1,6 milioni di euro per l'anno 2026, di 1,7 milioni di euro per l'anno 2027, di 0,8 milioni di euro per l'anno 2028 e di 0,4 milioni di euro per l'anno 2029.