Articolo aggiuntivo n. 59.0.29 al ddl S.1925 in riferimento all'articolo 59.
  • status: Ritirato

testo emendamento del 24/09/20

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 59-bis.

(Disposizioni in materia di attività commerciali ed affini)

        1. Al fine di mitigare gli effetti negativi derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, nonché per consentire la prosecuzione delle attività commerciali, le vendite di liquidazione sono consentite agli esercizi non alimentari che abbiano scorte di prodotti da smaltire in conseguenza della chiusura temporanea, in deroga alle norme procedurali stabilite dalle norme regionali, a condizione che tale vendita venga iniziata non oltre 6o giorni dal termine dello stato di emergenza, che non si protragga per oltre 6 settimane e che ne venga data preventiva comunicazione al Comune. Le vendite di liquidazione di cui al periodo precedente non comportano la cessazione dell'attività.

        2. Per le finalità di cui al comma i, al fine di facilitare gli adempienti da parte degli operatori, qualora un'impresa intenda svolgere contemporaneamente le vendite straordinarie o sottocosto in più esercizi commerciali, anche siti in diversi Comuni, può presentare ai SUAP di tutti i Comuni interessati, a mezzo posta elettronica certificata, un'unica comunicazione con le date e l'indicazione di tutti gli esercizi interessati, fornendo tutte le informazioni richieste dalle norme vigenti per la specifica attività. In alternativa alla tenuta cartacea, la relativa documentazione deve essere tenuta a disposizione delle autorità di controllo nell'esercizio per due anni, ovvero pubblicata su un sito internet preventivamente comunicato ai comuni, mantenuto attivo per almeno due anni dopo la fine della vendita straordinaria. La modalità prescelta deve essere indicata nella comunicazione inviata ai Comuni L'obbligo di cui al periodo precedente si applica anche alle vendite effettuate on-line.

        3. All'articolo 3, comma i, lettera f), del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 le parole: ''tranne che nei periodi immediatamente precedenti i saldi di fine stagione per i medesimi prodotti'' sono soppresse».