• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00266 (4-00266)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00266presentato daBENVENUTO Alessandro Manueltesto diMartedì 5 giugno 2018, seduta n. 11

   BENVENUTO, MOLINARI, MACCANTI, CAFFARATTO, PATELLI, BOLDI, TIRAMANI, GIACCONE, PETTAZZI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI e LIUNI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   la Società gestione impianti nucleari – Sogin – è stata costituita il 1° novembre 1999 in ottemperanza al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, cosiddetto decreto Bersani, con il compito di controllare, smantellare, decontaminare e gestire i rifiuti radioattivi degli impianti nucleari italiani spenti, a seguito dei referendum abrogativi del 1987;

   dalla sua costituzione ad oggi la Sogin spa, con le risorse derivanti dagli oneri inseriti nelle bollette di energia elettrica a carico degli utenti, avrebbe dovuto smantellare le vecchie centrali da impianti nucleari italiani, mettendo in sicurezza i rifiuti prodotti durante la loro attività; invece, a distanza di circa un ventennio, si trova in una crisi gestionale, dalla quale emergono elementi poco rassicuranti anche per il futuro;

   con il decreto ministeriale 7 maggio 2001 dell'allora Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato (Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2001) e con il successivo decreto ministeriale 2 dicembre 2004 del Ministro delle attività produttive (Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2005), recanti «Indirizzi strategici ed operativi alla Sogin – Società gestione impianti nucleari S.p.a., ai sensi del Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79», sono state previste sequenze legate a calendari dei lavori, che non sono state rispettate;

   in particolare, il condizionamento dei «rifiuti pregressi», molti dei quali sono ancora custoditi nei contenitori originali, avrebbe dovuto essere completato nel 2010 e lo smantellamento entro il 2018, mentre non risulta invece neppure iniziato il trattamento dei rifiuti più pericolosi degli impianti di Saluggia (VC) e di Trisaia (MT);

   i pochi lavori effettivamente in corso procedono con estrema lentezza, frutto di una crisi gestionale che si è di recente aggravata;

   negli ultimi due anni sono stati eseguiti lavori per appena il 30 per cento di quanto programmato nel piano industriale originario, sbilanciando il rapporto tra costi di gestione, inclusi quelli per il personale, e valore delle attività svolte;

   i due principali contratti in essere, affidati a Saipem, relativi a due complessi progetti per la solidificazione di rifiuti liquidi ad alta attività negli impianti di Saluggia e di Trisaia, sono stati risolti unilateralmente ad agosto 2017 con quella che agli interroganti appare una piuttosto singolare interpretazione dei termini contrattuali (lavori versus forniture), azzerando ogni previsione sulla effettiva messa in sicurezza di quei rifiuti e comportando una causa civile intentata da Saipem, con la richiesta di danni ed altri oneri per complessivi 112 milioni di euro, che sarebbero anch'essi a carico degli utenti di energia elettrica;

   il sostanziale blocco delle attività e la mancanza di reali prospettive di crescita a breve rendono oggettivamente critico il mantenimento dell'attuale organico di poco meno di 1000 addetti: –:

   se non ritengano opportuno assumere le iniziative di competenza per il commissariamento di Sogin, con una figura esterna di alta professionalità, per elaborare una proposta di riordino della società, garantendo un'accelerazione della messa in sicurezza dei rifiuti nucleari, iniziando dal condizionamento di quelli vecchi degli impianti di Saluggia e di Trisaia;

   quali iniziative il Governo intenda intraprendere allo scopo di rivedere il progetto del deposito nazionale alla luce delle conclusioni del parere della commissione Via/Vas n. 2577 del 12 dicembre 2017 relativo al programma nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi e delle osservazioni e delle condizioni ivi contenute, di cui deve tenere conto il rapporto ambientale;

   se il Governo ritenga necessario aggiornare la strategia di decommissioning, considerando il tempo oramai trascorso e i consistenti ritardi accumulati.
(4-00266)