• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00275 (4-00275)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00275presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diMartedì 5 giugno 2018, seduta n. 11

   FRATOIANNI e FASSINA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il 13 maggio 2018 alle Acciaierie Venete di riviera Francia, nella zona industriale di Padova, si è verificato l'ennesimo grave incidente sul lavoro che ha coinvolto quattro operai. Di questi, due sono stati colpiti dal getto incandescente di acciaio fuso e sono in condizioni gravissime con ustioni su tutto il corpo e un terzo lavoratore presenta ustioni al 70 per cento;

   l'incidente si sarebbe verificato a causa della rottura di alcuni supporti che sostengono i tubi nei quali scorre l'acciaio allo stato liquido e il materiale incandescente avrebbe investito i dipendenti;

   secondo una prima ricostruzione diffusa dal sindacato metalmeccanici Fiom, si è trattato di un cedimento strutturale avvenuto tra il carroponte e la siviera, l'enorme recipiente di oltre 100 tonnellate con cui viene trasportato l'acciaio fuso. La caduta della siviera ha causato una sorta di enorme deflagrazione, dovuta sia all'impatto di questa col suolo sia alle tonnellate di acciaio liquido schizzato dappertutto, che hanno investito i lavoratori dell'acciaieria;

   sempre secondo la Fiom in nessun caso si può parlare di fatalità, perché già nel recente passato, la stessa organizzazione sindacale avrebbe richiesto che non ci fosse promiscuità tra la movimentazione delle siviere e i dipendenti;

   l'incidente di Padova è solo il più recente e purtroppo neanche l'ultimo di una «guerra civile» in corso in Italia, con vittime quei lavoratori e quei precari che ogni giorno perdono la vita o vengono gravemente menomati sul posto di lavoro;

   incidente di Padova a parte, solo per elencare gli ultimi casi, l'11 maggio 2018 ci sono un morto a Carrara e 2 feriti gravi a Lucca e a Siracusa, il 9 maggio un morto e un ferito in Friuli Venezia Giulia, il 3 maggio un morto e un ferito in Campania, il giorno della Festa del lavoro un morto in Calabria e uno in Liguria;

   si è di fronte ad una vera e propria «mattanza» contro la quale serve un intervento deciso del Governo e del Parlamento, perché non si muore certo per colpa del destino cinico e baro e occorre riaffermare il ruolo pubblico di salvaguardia della salute e della sicurezza;

   il diritto alla salute e alla sicurezza va garantito a tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro;

   l'allungamento degli orari di lavoro contrattuali e di legge, il ricorso all'appalto e spesso al sub appalto, la compressione dei costi di produzione e anche di quelli su salute e sicurezza sono scelte sbagliate che sono spesso alla base dei tragici infortuni che ormai quotidianamente colpiscono i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese;

   a parere degli interroganti servirebbero atti forti e significativi, fino ad arrivare alla chiusura di quelle aziende che non rispettano o che non fanno rispettare le regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, perché chi non rispetta le regole non rispetta la vita delle persone –:

   se il Governo non intenda assumere immediatamente iniziative, per quanto di competenza, per accertare se nell'incidente descritto in premessa vi sia stato il pieno rispetto di ogni procedura legata alta sicurezza sul lavoro e quali siano state le cause dell'incidente;

   se il Governo non intenda mettere in atto tutte le iniziative di competenza, anche di carattere normativo, al fine di diffondere in tutti i luoghi di lavoro la cultura della prevenzione, permettere ed estendere i controlli e aumentare gli ispettori del lavoro che, a parere degli interroganti, sono oggi in numero assolutamente insufficiente a coprire l'intero territorio nazionale.
(4-00275)