• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00291 (4-00291)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00291presentato daDIENI Federicatesto diMartedì 5 giugno 2018, seduta n. 11

   DIENI. — Al Ministro della salute, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   come riportato dal Corriere della Calabria, il 12 maggio 2018, verso le 16, dopo un violento piovasco, una escursionista, mentre stava scendendo dalla cima del Panno Bianco, seconda cima del Monte Sellaro, nel Parco nazionale del Pollino, nel comune di Cerchiara di Calabria, a causa di un mancato appiglio, scivolava ruzzolando giù per venticinque metri lungo la parete rocciosa fermandosi miracolosamente in un sottostante canalino in parete, appena prima di precipitare per altri 30 metri;

   immediatamente i compagni di escursione, tutti della provincia di Catanzaro, davano l'allarme alla centrale operativa del 118 di Cosenza, la quale girava la chiamata alla stazione del Pollino del Soccorso alpino Calabria;

   il Soccorso alpino, per velocizzare l'intervento, richiedeva al 118 l'intervento dell'elisoccorso così da imbarcare i tecnici del Soccorso alpino presso la piazzola a Cerchiara e sbarcarli direttamente in quota (sulla sella tra la cima del Monte Sellaro e la cima del Panno Bianco) in modo da risparmiare il tempo necessario per percorrere (con tutto il materiale tecnico, barella, corde e altro) i 400 metri di dislivello su sentiero per raggiungere la ferita;

   sebbene in un primo momento sembrasse che la missione dell'elisoccorso fosse stata confermata, gli otto uomini del Soccorso alpino già in piazzola in attesa dell'elicottero in virtù di una successiva comunicazione negativa della centrale 118 hanno dovuto raggiungere l'attacco del sentiero e percorrere a piedi l'itinerario sino al Panno Bianco;

   giunti sul posto, i soccorritori si rendevano subito conto che il canalino in cui si era fermata dopo la caduta l'escursionista era a forma di imbuto, per giunta contornato da materiale roccioso instabile e che non sarebbe stato facile immobilizzare e imbarellare la ferita, operazione che ha richiesto tutta la professionalità dei tecnici del Soccorso alpino;

   una volta imbarellata, la donna veniva dapprima calata in parete accompagnata da due operatori e, successivamente, alla base del canalino, veniva trasportata a spalle con tecnica «portantina», con una decina di ripresa di ancoraggi, sino al Santuario della Madonna delle armi ove ad attenderla vi era una ambulanza medicalizzata del 118;

   la regione Calabria è una delle pochissime ad avere l'elisoccorso con ben quattro elicotteri in configurazione Hems (elicottero medicalizzato che effettua missioni con atterraggi o nei campi sportivi o in ampie piazzole e spazi); per permettere all'elisoccorso di intervenire anche in ambienti impervi o in montagna è necessario che la configurazione sia in Sar (soccorso e ricerca) con la possibilità di utilizzare il verricello senza atterrare così anche da poter trasportare gli uomini del Soccorso alpino per effettuare gli interventi sanitari su richiesta del 118 in ogni luogo ove ci sia la necessità, così come avviene praticamente in tutta Italia;

   il diniego di imbarcare il personale del soccorso alpino sull'elisoccorso crea il paradosso che la centrale del 118 chieda al Soccorso alpino di intervenire per portare soccorso ad un paziente, ma poi nega il mezzo aereo;

   sarebbe inoltre avvenuto in passato che il recupero di un ferito fosse effettuato con elicotteri non sanitari proprio su richiesta del 118 e che poi il paziente venisse imbarcato dall'elisoccorso 118 magari al campo sportivo più vicino, nonostante l'Enac vieti agli elicotteri non sanitari di imbarcare persone traumatizzate –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa, quale impedimento di tipo normativo non consenta agli uomini del Soccorso alpino di accedere ai mezzi di elisoccorso e se non ritenga di mettere in atto iniziative, per quanto di propria competenza, visto il pericolo per la vita e la salute dei cittadini che tali limiti rischiano di produrre, per rimuovere ogni ostacolo, a iniziare da quelli descritti, che consenta una piena sinergia tra i soccorritori medici e il Soccorso alpino.
(4-00291)