• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00389 (4-00389)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00389presentato daZANICHELLI Davidetesto diMartedì 5 giugno 2018, seduta n. 11

   ZANICHELLI e CARLO SIBILIA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   è stato ampiamente riportato da molteplici organi di stampa (tra le quali, la Gazzetta di Reggio del 16 novembre 2017) e dalle reti televisive che le società Intermarket Diamond Business s.p.a. (IDB) e Diamond Private Investment (DPI), in associazione con istituti bancari italiani (tra i quali Unicredit, Banco Popolare di Milano, Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena), hanno predisposto offerte d'acquisto di diamanti da investimento, diffondendo informazioni omissive e ingannevoli in merito alle caratteristiche dell'investimento proposto, al prezzo dei diamanti e alla convenienza economica di tale acquisto. Tale asimmetria informativa è stata, peraltro, riconosciuta successivamente dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato;

   è emerso inequivocabilmente che i diamanti sono stati venduti a prezzi di gran lunga superiori rispetto a quelli di mercato, con particolare riferimento al listino «Rapaport» di Anversa in cui vengono indicati settimanalmente i prezzi di contrattazione dei diamanti;

   nell'adunanza del 20 settembre 2017 (provvedimento n. 26757), l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha comminato sanzioni per un totale di 15,35 milioni di euro, e le più colpite sono state, anzitutto le due società promotrici, IDB (la quale ha impugnato legalmente il provvedimento) per 2 milioni di euro, e DPI per 1 milione di euro. Ulteriori sanzioni sono state predisposte per Unicredit per un importo pari a circa 4 milioni di euro, per la Banca Popolare di Milano 3,35 milioni di euro, per Intesa San Paolo 3 milioni di euro e per il Monte dei Paschi di Siena 2 milioni di euro;

   in data 14 marzo 2018, la Banca d'Italia ha emesso un monito verso le banche puntando l'attenzione verso la commercializzazione dei diamanti;

   la procura di Milano ha aperto un procedimento, ha disposto perquisizioni e ha avanzato l'ipotesi di reato di truffa aggravata;

   appare, inoltre, grave e preoccupante il fatto che la Consob, oltre a esitare sui controlli, avesse stabilito nel 2013 che le banche potessero vendere diamanti senza l'obbligo di fornire ai clienti la garanzia del prospetto informativo imparziale, in difformità alla pronuncia della Corte di cassazione, emessa solo qualche mese prima (sentenza n. 2736/13);

   da visure camerali operate in relazione alle società sopra indicate, emerge che elementi apicali delle realtà coinvolte nella fattispecie hanno lavorato in passato in compagini governative;

   ad oggi non è ancora chiara la dimensione reale del fenomeno. Secondo plurime fonti giornalistiche la truffa ammonterebbe a miliardi di euro;

   da ultimo, il 29 maggio 2018 la Federconsumatori di Reggio Emilia ha organizzato e sostenuto una manifestazione contro la Banca popolare di Milano, l'unico istituto che sembra non aver ancora dato nessuno chiarimento sul caso, chiamando a raduno i risparmiatori di tutta la regione rimasti coinvolti nella spinosa vicenda –:

   se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

   se intenda assumere iniziative, nei limiti delle sue competenze, per garantire una più effettiva tutela dei risparmiatori truffati ai sensi dell'articolo 47 della Costituzione, dal momento che tale tutela sembra essere stata agli interroganti poco efficiente a causa degli insufficienti e non adeguati controlli.
(4-00389)