• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00178 PUGLIA, GIROTTO, VACCARO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che: nel mese di aprile 2018 il gruppo Intesa Sanpaolo, tra i primissimi gruppi...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00178 presentata da SERGIO PUGLIA
martedì 29 maggio 2018, seduta n.007

PUGLIA, GIROTTO, VACCARO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nel mese di aprile 2018 il gruppo Intesa Sanpaolo, tra i primissimi gruppi bancari dell'eurozona con una capitalizzazione di mercato di 53,1 miliardi di euro e leader in Italia in tutti i settori di attività (retail, corporate e wealth management), e la società Intrum Justitia SpA, presente in Europa con servizi di gestione e recupero crediti, hanno siglato un accordo al fine di costituire una partnership strategica in Italia riguardante i crediti deteriorati (NPL). Sostanzialmente, il gruppo bancario ha avviato una delle più importanti operazioni di cessione e cartolarizzazione realizzate nel mercato italiano su un portafoglio di crediti in sofferenza pari a 10,8 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore;

l'accordo riguarda, però, anche un'altra operazione, ovvero l'integrazione delle piattaforme italiane di Intesa Sanpaolo e Intrum. Nello specifico, la costituzione di un operatore di primo piano nel servicing di NPL nel mercato italiano, con circa 40 miliardi di euro in servicing; il 51 per cento della nuova piattaforma detenuto da Intrum ed il 49 per cento da Intesa Sanpaolo. Le operazioni suddette comportano una plusvalenza di circa 400 milioni di euro dopo le imposte nel conto economico consolidato di Intesa Sanpaolo (la piattaforma di servicing viene valutata 500 milioni di euro e le sofferenze da cartolarizzare circa 3,1 miliardi di euro);

considerato che:

la partnership così costituita prevede un contratto di durata decennale per il servicing delle sofferenze di Intesa Sanpaolo a condizioni di mercato. Inoltre, sono circa 1.000 i dipendenti interessati, di cui 600 i lavoratori provenienti dal gruppo Intesa Sanpaolo per i quali si attende il confronto con le organizzazioni sindacali affinché la collaborazione valorizzi le risorse coinvolte e non ne comporti, invece, conseguenze peggiorative. Ed invero, nei termini dell'operazione è previsto il trasferimento di tali 600 unità, facenti parte del comparto recupero crediti del gruppo bancario, alla società di servicing. Di queste, circa 250 lavoratori risulterebbero localizzati nel Meridione d'Italia: le risorse attualmente impiegate nell'attività di gestione delle sofferenze, infatti, sono dislocate lungo tutto il territorio nazionale ed il 50 per cento è occupato nel Sud Italia;

così come riportato dagli organi di stampa nazionale, per lungo tempo i vertici del gruppo Intesa Sanpaolo hanno riconosciuto e ribadito l'efficacia, l'efficienza e la strategicità della gestione interna dei crediti deteriorati. Quest'ultima, infatti, è stata, sin dall'origine, demandata ad una struttura composta da risorse specialistiche le cui doti di professionalità e competenza hanno condotto ai risultati straordinari registrati negli anni. Infatti, la gestione interna dei crediti deteriorati è risultata vincente ed ha consentito alla banca di ridurre lo stock di crediti deteriorati di 11 miliardi di euro in 18 mesi. Ed ancora, basti rimembrare il salvataggio del Banco di Napoli ossia il lavoro ultraventennale sul recupero dei crediti effettuato dalla Società per la gestione di attività (Sga) SpA. In particolare, la Sga SpA è una società acquisita dal Ministero dell'economia e delle finanze nel 2016, creata nel 1997 come sorta di "bad bank" alla quale sono state trasferite le sofferenze bancarie del Banco di Napoli, per recuperare i crediti in sofferenza. Il Banco di Napoli ha ceduto alla Sga crediti "incagliati" per circa 6,4 miliardi di euro e tale società è riuscita a rientrare di circa il 90 per cento delle esposizioni cedute dall'istituto partenopeo. Attualmente, la Sga è tornata sotto i riflettori in quanto scelta per la gestione delle sofferenze delle banche venete, con la speranza di replicare l'esperienza passata 20 anni fa con la ristrutturazione del Banco di Napoli;

le linee guida BCE sulla gestione dei NPL potrebbero indurre gli istituti di credito italiani ad aumentare il livello di accantonamenti sui crediti deteriorati e, di conseguenza, favorire un aumento nei volumi delle operazioni di dismissione. In particolare, l'incentivo alla cessione dovrebbe riguardare i crediti sprovvisti di garanzie che andranno svalutati integralmente dopo due anni dalla classificazione a deteriorato. Sul tema degli accantonamenti impatteranno anche le nuove regole proposte dalla Commissione europea così come occorre, inoltre, considerare, anche alla luce del processo di private equity sulle piattaforme di servicing, l'incentivo a dismettere le operation dedicate al recupero onde evitare i costi di adeguamento alle normative più stringenti;

considerato infine che:

occorre ricordare come il gruppo Intesa Sanpaolo, per la creazione di una struttura in Basilicata, abbia ricevuto una contribuzione pubblica regionale, assumendo i dipendenti per la durata di 4 anni con contratto di apprendistato professionalizzante ed applicando condizioni in deroga al contratto collettivo nazionale di lavoro (retribuzione decurtata del 20 per cento, buono pasto di valore inferiore, eccetera), al fine di un intervento occupazionale straordinario nel Mezzogiorno che ha, poi, previsto la stabilizzazione del personale interessato;

le forti preoccupazioni per il futuro dei lavoratori coinvolti riguardano tanto la salvaguardia di dei posti di lavoro quanto il futuro dell'economia e del mondo del lavoro nel nostro Paese, in particolar modo per il Meridione d'Italia;

l'operazione banche venete ha scongiurato i tagli agli stipendi attraverso la salvaguardia dei trattamenti economici contrattuali per la quasi totalità dei lavoratori coinvolti e l'integrazione del personale dalle ex BpVi e Veneto banca. Pertanto, sono stati confermati inquadramenti ed anzianità maturati alla data di passaggio al gruppo. Per limitare la mobilità, peraltro, banca Intesa si è impegnata a cercare nuove possibilità sui territori dove c'è maggiore concentrazione di personale anche attraverso l'apertura di nuove filiali on line, come pure l'accesso al part-time e lo smart working,

si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, al fine di verificare, nel dettaglio, la fattibilità e la concretezza delle politiche industriali del gruppo Intesa Sanpaolo e, conseguentemente, le prospettive occupazionali dei lavoratori interessati dalle operazioni di partnership cui si è accennato.

(4-00178)