• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00364 CONZATTI, CAUSIN - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016), all'art. 1, comma 855, ha istituito il...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00364 presentata da DONATELLA CONZATTI
giovedì 12 luglio 2018, seduta n.021

CONZATTI, CAUSIN - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016), all'art. 1, comma 855, ha istituito il fondo di solidarietà per l'erogazione di prestazioni per il ristoro di soggetti che, alla data di entrata in vigore del decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183, recante "Disposizioni urgenti per il settore creditizio", abrogato dall'articolo 1, comma 854, della medesima legge n. 208, a decorrere dal 1° gennaio 2016, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalla Banca delle Marche SpA, dalla banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, dalla Cassa di risparmio di Ferrara SpA e dalla Cassa di risparmio della Provincia di Chieti SpA;

il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante "Disposizioni urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio nonché per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.", convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, ha esteso l'ambito di applicazione del fondo di solidarietà al ristoro degli investitori in strumenti finanziari subordinati emessi dalle due banche venete poste in liquidazione coatta amministrativa, rinviando alla disciplina di cui all'art. 9 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, e successivamente modificato dal decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15;

esso disciplina le modalità di accesso alle prestazioni del fondo di solidarietà che è gestito e alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD);

in data 10 agosto 2017 il FITD ha pubblicato il "regolamento per l'indennizzo forfettario", concernente la procedura per l'indennizzo forfettario che disciplina le modalità e le condizioni di accesso al fondo;

sono legittimati a presentare istanza di erogazione dell'indennizzo forfettario, qualora in possesso dei requisiti reddituali o patrimoniali, di cui all'articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 59 del 2016, e successive modificazioni e integrazioni: a) gli investitori (la persona fisica, l'imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore diretto) che abbiano acquistato gli strumenti finanziari subordinati entro il 12 giugno 2014 nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con la banca emittente e i successori mortis causa degli investitori, e che li detenevano al momento dell'avvio della liquidazione coatta amministrativa delle due banche; b) i nuovi soggetti legittimati (il coniuge, il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado dei soggetti di cui sopra, detentori alla data della liquidazione coatta amministrativa degli strumenti finanziari, a seguito di trasferimento per atto inter vivos, a titolo oneroso o gratuito), purché possiedano un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 di valore inferiore a 100.000 euro o, in alternativa, un ammontare del reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche nell'anno 2014 inferiore a 35.000 euro;

le linee guida, inoltre, specificano quanto segue: "In particolare, indipendentemente dal fatto che l'acquisto degli strumenti sia avvenuto in sede di primo collocamento o successivamente, ai fini dell'individuazione dell'avente diritto ad accedere alla procedura di indennizzo forfettario rileva l'esistenza di un comprovato rapporto negoziale diretto con la banca emittente. Pertanto, sono esclusi dalla procedura di indennizzo forfettario le sottoscrizioni e gli acquisti di strumenti finanziari subordinati emessi dalle due banche, ancorché effettuati entro il 12 giugno 2014, presso altri intermediari, ivi comprese le banche appartenenti ai gruppi bancari, di cui le due banche risultavano essere capogruppo alla data di acquisto degli strumenti finanziari stessi. Sono altresì esclusi gli acquisti avvenuti nell'ambito di operazioni di compravendita sul mercato secondario in cui la banca emittente abbia svolto solo un'attività di intermediazione tra acquirente e venditore, senza aver instaurato alcun rapporto negoziale diretto come sopra definito" (pag. 7);

per "primo collocamento" si intende quello strumento finanziario subordinato acquistato dall'investitore in sottoscrizione;

il regolamento prende in esame, però, anche gli strumenti finanziari subordinati acquistati "successivamente" al primo collocamento;

sulla base dei detti presupposti, quegli investitori che hanno acquistato gli strumenti finanziari subordinati "successivamente" al primo collocamento, ma sempre nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con la banca emittente ancorché non in contropartita diretta (e tutti rientranti nei requisiti reddituali o patrimoniali richiesti dalla norma), hanno depositato fiduciosi istanza al FITD per il ristoro diretto dell'investimento;

il FITD ha tuttavia rigettato le loro richieste "in quanto relative ad acquisti effettuati non in contropartita diretta con la Banca in liquidazione che li ha emessi" (art. 8, comma 1, lett. a), del decreto-legge n. 59), ma per il tramite della banca di territorio (banca di credito cooperativo nel caso di specie) con la quale gli investitori avevano un rapporto negoziale diretto;

l'art. 8, comma 1, lett. a), del decreto-legge n. 59, richiamato della FITD, definisce la qualità di "investitore": «Ai fini del presente capo si intendono per: a) "investitore": la persona fisica, l'imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore diretto, o il suo successore mortis causa, che ha acquistato gli strumenti finanziari subordinati indicati nell'art. 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (...), nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con la Banca in liquidazione che li ha emessi" [dunque la stessa definizione riportata a pag. 7 del regolamento]; il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado in possesso dei predetti strumenti finanziari, a seguito di trasferimento con atto tra vivi»;

nell'approfondire il significato dell'affermazione di "contropartita diretta con la Banca in liquidazione", è emerso ciò che non rileva dal regolamento;

il FITD in buona sostanza indennizza anche gli investitori che hanno acquistato gli strumenti finanziari "successivamente" al primo collocamento, ma per "successivamente" deve intendersi soltanto l'acquisto dello strumento finanziario detenuto nel paniere della banca emittente e non quello stesso strumento finanziario a listino sul mercato;

ne consegue che a quegli stessi investitori sarà precluso anche il ricorso all'arbitrato avanti all'ANAC (peraltro non ancora regolamentato in quanto mancano ancora i decreti attuativi), in quanto anche l'arbitrato parte dallo stesso presupposto, ossia che l'acquisto degli strumenti finanziari sia avvenuto nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con la banca emittente e conseguentemente solo se avvenuto in "sede di primo collocamento o successivamente";

i commi da 1106 a 1109 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), recano l'istituzione di un fondo, con una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018-2021, per l'erogazione di misure di ristoro in favore dei risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dalla legge nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento, se relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari di banche sottoposte a risoluzione o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa nel tempo intercorrente tra il 16 novembre 2015 e la data di entrata in vigore della legge medesima;

i requisiti, le modalità e le condizioni necessari all'attuazione di quanto disposto, sono state demandate ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, e quindi entro fine marzo 2018;

ad oggi, il citato decreto non è stato ancora adottato;

a giudizio degli interroganti occorre stigmatizzare il diverso trattamento riservato a soggetti che hanno in comune il medesimo elemento soggettivo e oggettivo richiesto per il rimborso, fatta eccezione per la diversa tipologia di acquisto avvenuta attraverso diversi canali distributivi; tale discriminante non può ledere l'investitore che si è affidato ad un canale distributivo con il quale intrattiene un consolidato rapporto diretto e attraverso il quale vengono, di norma, distribuiti anche i prodotti finanziari;

a giudizio degli interroganti tale dicotomia di trattamento di situazioni analoghe ha avuto un effetto dirompente in territori dove il canale distributivo delle banca di credito cooperativo è preponderante,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente dell'anomala situazione che penalizza i risparmiatori che, in buona fede, si sono affidati ai suggerimenti dati loro allo sportello della banca di territorio con la quale era in essere un rapporto negoziale diretto, suggerimenti peraltro non smentiti dal regolamento del fondo interbancario di tutela dei depositi;

quali iniziative intenda adottare per porvi rimedio;

se intenda adottare un provvedimento, anche di natura legislativa, che preveda un meccanismo di indennizzo per gli investitori esclusi dal ristoro diretto, mediante ad esempio l'emissione di un'obbligazione a scadenza decennale o quindicennale, o comunque ogni altro strumento che tuteli i risparmiatori.

(4-00364)