• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.9/00484-A/006    premesso che:     il volume d'acqua erogato annualmente a livello nazionale alle utenze civili ammonta a circa cinque miliardi di metri cubi;     nonostante la...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00484-A/006presentato daCIABURRO Monicatesto diMartedì 8 maggio 2018, seduta n. 9

   La Camera,
   premesso che:
    il volume d'acqua erogato annualmente a livello nazionale alle utenze civili ammonta a circa cinque miliardi di metri cubi;
    nonostante la tariffa dell'acqua in Italia sia in generale piuttosto contenuta rispetto alle altre principali nazioni dell'unione europea, a fronte di canoni di concessione per la derivazione irrisori alla fonte, i costi allo sgorgare dal rubinetto sono consistenti e variabili in base alle situazioni idrogeologiche, topografiche e la consistenza delle strutture di trasporto e regolazione;
    il servizio di distribuzione dell'acqua per usi civili, come anche quello di erogazione dell'energia elettrica, è essenziale per la generalità degli utenti e deve rispondere alle esigenze fondamentali di efficienza e di economicità, la prima misurata nella regolarità della fornitura di acqua di buona qualità, la seconda che si realizza contenendo gli oneri per la costruzione e manutenzione delle strutture acquedottistiche e le spese degli organismi che sovrintendono al servizio, programmando e assicurando il funzionamento delle strutture stesse;
    attualmente la fornitura dell'acqua è compresa nel ciclo idrico integrato, nel quale sono incluse la rete fognaria, la depurazione e lo scarico delle acque reflue;
    fino a qualche decennio fa il servizio della distribuzione dell'acqua alla cittadinanza era affidato alla competenza ed alla responsabilità del sindaco, mentre la tendenza attuale è quella di verticizzare il servizio, affidandolo ad organismi di controllo e di amministrazione di carattere pubblico;
    il Codice dell'ambiente, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in merito alla organizzazione territoriale del servizio idrico integrato, prevede che «I servizi idrici sono organizzati sulla base degli ambiti territoriali ottimali definiti dalle regioni», le quali possono «modificare le delimitazioni degli ambiti territoriali ottimali per migliorare la gestione del servizio... assicurandone comunque lo svolgimento secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità», nel rispetto, in particolare, dei principi di unità del bacino idrografico, di unicità della gestione, e di adeguatezza delle dimensioni gestionali;
    nell'individuazione degli ambiti ottimali, tuttavia, sovente le regioni non si sono attenute ai citati principi, e in particolare i piccoli comuni di montagna o delle isole risultano essere penalizzati dalla delimitazione degli ATO, e si ritrovano spesso con aumenti importanti dei costi in bolletta, aumenti che quasi mai sono giustificati da interventi concreti sulle reti di adduzione;
    l'attuale gestione delle tariffe centralizzata presso l'ARERA non garantisce la tutela di tutti i comuni e dell'intera utenza ma li espone, al contrario, ad aumenti ingiustificati a fronte dei servizi erogati;
    una sana e corretta gestione degli acquedotti e delle loro prese di adduzione è il primo passo per la salvaguardia delle nostre montagne, luoghi verso i quali si guarda troppo spesso solo come a località di vacanza o divertimento, dimenticando che ogni danno che si viene a creare a monte sarà decuplicato a valle;
    appare opportuno, inoltre, che la gestione del servizio idrico sia estrapolata da ARERA e, nello spirito dell'esito referendario, restituita alla verifica e al controllo del Ministero dell'Ambiente e che, successivamente, siano individuati ambiti omogenei all'interno dei quali si considerino i comuni nei propri aspetti specifici;
    è di vitale importanza che all'acqua sia riconosciuto un valore sociale, e che, di conseguenza, i benefici economici derivanti dalle bollette siano ben reinvestiti,

impegna il Governo

   ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a stimolare la riorganizzazione degli ambiti territoriali ottimali, e a garantire una tariffazione che tenga conto delle specificità territoriali realizzando il principio di equità tra agglomerati urbani e piccoli comuni;
   a disporre l'estromissione del servizio idrico integrato dal controllo di ARERA restituendolo alle competenze del Ministero dell'ambiente.
9/484-A/6. Ciaburro, Deidda, Crosetto, Montaruli, Luca De Carlo.