• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00158 (4-00158)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00158presentato daBELOTTI Danieletesto diLunedì 7 maggio 2018, seduta n. 8

   BELOTTI e INVERNIZZI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   dal 3 dicembre 2018 il signor Valentino Sonzogni, 50enne imprenditore bergamasco, è bloccato in Cina dalle autorità locali che gli hanno vietato di lasciare il Paese;

   alla base del divieto di espatrio che da 5 mesi esatti impedisce al signor Sonzogni di poter rientrare in Italia, vi sarebbe un contenzioso con il fisco cinese relativo a una società costituita a Pechino nel 2005 e di cui l'imprenditore bergamasco era contitolare al 50 per cento con un altro socio cinese;

   la società pur essendo fallita nel 2008 risulterebbe ancora sotto la responsabilità di Sonzogni, nonostante non se ne fosse più occupato da anni;

   il signor Sonzogni, che ha lasciato la Cina ormai da anni, è venuto a conoscenza della contestazione del fisco cinese quando a inizio dicembre è ritornato a Pechino per la prima volta dopo anni per una breve vacanza e al momento dell'imbarco per il ritorno in aeroporto è stato bloccato dalla polizia, perché ritenuto responsabile di un'evasione fiscale di 4.000.000 di euro;

   secondo la versione fornita dal Sonzogni, lo stesso sarebbe vittima di una frode architettata da un cittadino cinese, al quale era stata data in gestione, all'insaputa di Sonzogni, la ditta che lo stesso cinquantenne aveva fondato nel 2005 attraverso una joint venture italo-cinese;

   sarebbero state falsificate firme e bilanci, visto che, come chiaramente verificabile dal passaporto, il Sonzogni non è più stato in Cina negli ultimi anni;

   l'ambasciata italiana a Pechino sta seguendo attentamente il caso, trovando però grosse difficoltà nel concordare con le autorità cinesi la revoca del divieto di espatrio del signor Sonzogni;

   il signor Sonzogni, pur avendo libertà di movimento e di comunicazione all'interno dei confini cinesi, sta sopportando ingenti spese per il proprio prolungato mantenimento e per l'assistenza legale, oltre che notevoli danni alla propria attività imprenditoriale, che non può più seguire, essendo relegato all'altra parte del mondo; a ciò si aggiunge la necessità di assistere il padre novantenne –:

   quali ulteriori e più incisive iniziative il Governo abbia intenzione di assumere per tutelare i diritti del connazionale trattenuto in Cina, dopo i generosi tentativi, purtroppo vani, condotti dal personale dell'ambasciata italiana a Pechino.
(4-00158)