• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00072 URSO, BERTACCO, RUSPANDINI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: esponenti autorevoli del Governo e lo stesso Ministro in indirizzo hanno più volte...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00072 presentata da ADOLFO URSO
mercoledì 11 luglio 2018, seduta n.020

URSO, BERTACCO, RUSPANDINI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

esponenti autorevoli del Governo e lo stesso Ministro in indirizzo hanno più volte annunciato l'intenzione di rivedere la fattibilità di tutte le principali grandi opere in corso di realizzazione sotto il profilo della sostenibilità ambientale ma soprattutto economica;

dalle frequenti dichiarazioni alla stampa sembra, dunque, emergere la messa in dubbio di alcune infrastrutture assolutamente strategiche per il nostro Paese, come la Tav (Torino-Lione e Terzo valico) e il progetto Trans Adriatic pipeline (Tap);

particolarmente rilevante è il progetto Trans Adriatic pipeline per la realizzazione di un gasdotto destinato a trasportare circa 10 miliardi di metri cubi di gas naturale dal giacimento di Shah Deniz (mar Caspio) direttamente in Europa, in quanto esso permetterà all'Italia di diversificare le fonti di approvvigionamento, sopperire alla probabile riduzione dell'approvvigionamento dall'Algeria e ridurre la dipendenza dalla Russia, oltre a calmierare i prezzi scongiurando ulteriori possibili aumenti in bolletta, riducendo il differenziale di prezzo all'ingrosso tra il gas italiano e quello del Nord Europa; ove non si realizzasse il Tap, sarebbe la Germania ad approfittarne avvantaggiandosi del parallelo accordo "Nord Stream" con la Russia;

considerato che:

nel contratto di Governo M5S-Lega è scritto espressamente che, «con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia», e che sarà il comitato di conciliazione ad adottare le «opportune decisioni con riferimento alla realizzazione e al completamento delle opere pubbliche di rilievo nazionale non espressamente menzionate nel presente contratto», solo dopo «un'attenta analisi e valutazione del rapporto tra costi e benefici»;

enormi sarebbero le ricadute negative, in termini sia economici che di immagine, della mancata realizzazione di opere assolutamente strategiche, trattandosi di operazioni che investono la responsabilità del nostro Paese anche in base ad accordi internazionali;

lo stesso Ministro dell'economia e delle finanze Tria, in sede di discussione del Documento di economia e finanza in Parlamento, ha dichiarato che l'Italia deve puntare, per la sua rinascita economica, proprio sugli investimenti pubblici, necessari per attivare la crescita, e che per questo devono restare fuori dal calcolo del deficit;

non è assolutamente chiaro che cosa si intenda per «valutazione del rapporto tra costi e benefici» né come si intenda affrontare le conseguenze economiche e di immagine ove si optasse per una sospensione delle stesse,

si chiede di sapere come si concilino le dichiarazioni del Ministro in indirizzo con quanto annunciato, invece, dal ministro Tria in Parlamento e, in ogni caso, quale sia la posizione del Governo sul futuro, in generale, delle grandi infrastrutture e, nello specifico, delle due opere strategiche citate in premessa.

(3-00072)