• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07229 GRANATO Bianca Laura, ABATE Rosa Silvana, ANGRISANI Luisa, GIANNUZZI Silvana, LANNUTTI, SBRANA Rosellina - Al Ministro della salute. - Premesso che: il dottor G. B. è medico cardiologo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07229 presentata da BIANCA LAURA GRANATO
martedì 5 luglio 2022, seduta n.448

GRANATO Bianca Laura, ABATE Rosa Silvana, ANGRISANI Luisa, GIANNUZZI Silvana, LANNUTTI, SBRANA Rosellina - Al Ministro della salute. - Premesso che:

il dottor G. B. è medico cardiologo regolarmente iscritto all'OMCeO di Roma;

con Proc. 414/21-10/M pos. n. 34127/M, l'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Roma, OMCeO, gli contestava degli addebiti disciplinari; esaurita l'audizione disciplinare svoltasi in data 9 giugno 2022, nella quale si depositava memoria difensiva, la commissione dell'Ordine decideva, con dispositivo, l'irrogazione della sanzione di mesi sei di sospensione;

all'audizione assisteva, tra i vari componenti della Commissione, anche la dottoressa M. D. F. quale consigliera; esaurita la trattazione, in camera di consiglio la dottoressa D. F. dichiarava di accogliere le memorie difensive esposte dal dottor M. D. F. quale dirigente sindacale in rappresentanza e difesa del dottor B. allorché, il presidente della Commissione, le intimava di cambiare votazione e aderire a quella già preordinata e condivisa da tutta la Commissione, altrimenti sarebbe stata espulsa dall'aula; la dottoressa D. F., insistendo nelle sue determinazioni, veniva espulsa e, di fatto, le veniva impedito di votare cosicché la decisione di sanzionare il dottor B. risultasse unanime;

a seguito dell'episodio descritto, la dottoressa D. F. presentava denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Roma contro tre membri della Commissione;

il dottor B., parimenti, presentava denuncia-querela al Commissariato di Polizia contro quattro membri della Commissione, per l'ipotesi di reati di corruzione, ovvero concussione e abuso d'ufficio, con riserva di costituirsi parte civile per i danni subiti e subendi da diffamazione e ritorsione;

il dottor M. D. F. notificava al Ministro della salute un'istanza ex art. 4 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, chiedendo lo scioglimento del Consiglio direttivo e della Commissione di albo e il conseguente commissariamento dell'Ordine, come stabilisce la ratio della norma citata per gravi violazioni della normativa vigente;

i fatti esposti sono idonei, a parere degli interroganti, a integrare le violazioni contestate e appaiono dimostrabili e incontestabili, anche perché sostenuti da chiara registrazione di quanto accaduto e diretti a punire a tutti i costi il dottor B., eludendo il giusto procedimento che garantisce la libertà di espressione e di voto di ogni componente della Commissione di disciplina;

considerato che:

l'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950 n. 221 stabilisce che la decisione "deve, a pena di nullità, contenere la indicazione della data in cui è stata adottata, dei fatti addebitati e delle prove assunte, l'esposizione dei motivi, il dispositivo. È sottoscritta da tutti i membri del Consiglio, che vi hanno preso parte";

l'OMCeO di Roma, invece, ha comunicato al dottor B. esclusivamente il dispositivo senza verbale e motivazioni oscurando, tra l'altro con la dicitura "OMISSIS", parti fondamentali che il dottor B. avrebbe dovuto conoscere per poter poi esercitare pienamente il diritto di difesa, impedendo al dottor B., di fatto, sia di proporre ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CEEPS), sia di conoscere i motivi e le prove sottese alla decisione deliberata, sia di conoscere i nominativi dei componenti del Consiglio, soprattutto per verificare che la dottoressa D. F. avesse o meno sottoscritto il verbale citato;

la condotta perpetrata dalla OMCeO ai danni del dottor B. viola apertamente, ad avviso degli interroganti, i principi e le regole imposte dall'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013 n. 62 e, in particolare: "divieto di abuso, divieto di parzialità, divieto di corruzione, divieto di arbitrarietà, correttezza, buona fede, buon andamento, condotta ritorsiva, disinteresse, equità, indipendenza, integrità, lealtà, legalità, obiettività, proporzionalità, ragionevolezza e trasparenza";

a tutt'oggi l'OMCeO di Roma si rifiuta di trasmettere al dottor B. il verbale previsto dalla legge, impedendogli di esercitare i diritti di difesa costituzionalmente garantiti dall'articolo 24 della Costituzione,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione al riguardo;

se sia nelle intenzioni del Ministro, nell'ambito delle proprie competenze, prendere provvedimenti nei riguardi dell'OMCeO di Roma o se ne siano già stati presi;

se non intenda sciogliere e commissariare la Commissione e il Consiglio dell'Ordine dei medici di Roma per i fatti accaduti, anche se opportunamente in via cautelare, esattamente come si procederebbe contro qualsiasi dipendente della pubblica amministrazione, se fosse querelato per tali gravissimi reati.

(4-07229)