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Atto a cui si riferisce:
S.1/00506 premesso che il settore della produzione cinematografica e audiovisiva, nonostante la crisi pandemica e anche grazie alla risposta dello Stato, sta vivendo un momento di particolare crescita....



Atto Senato

Mozione 1-00506 presentata da MARIA SAPONARA
martedì 5 luglio 2022, seduta n.448

SAPONARA Maria, ROMEO, PITTONI, ALESSANDRINI Valeria, LUNESU Michelina, RUFA, CAMPARI, BRIZIARELLI, MARIN Raffaella Fiormaria - Il Senato,

premesso che il settore della produzione cinematografica e audiovisiva, nonostante la crisi pandemica e anche grazie alla risposta dello Stato, sta vivendo un momento di particolare crescita. Secondo i dati della Direzione generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della cultura, se nel 2019, 180 imprese di produzione hanno chiesto i crediti di imposta per la produzione di 213 opere, nel 2021 sono state 493 le imprese di produzione che hanno chiesto il credito d'imposta per 922 opere. Si tratta di numeri importanti, che testimoniano il particolare dinamismo della produzione;

considerato che:

le sale cinematografiche e la distribuzione cinematografica vivono invece una situazione di oggettiva difficoltà, in cui appaiono ancora lontane le performance del 2019, a differenza di quanto accade in quasi tutti gli altri Paesi. Lo stesso Presidente della Repubblica, nel corso della cerimonia al Quirinale di presentazione dei candidati ai Premi "David di Donatello" 2022, ha ribadito che: "Le sale del cinema richiedono attenzione e non possono essere trascurate. Il loro ruolo sociale è importante, nelle città più popolate come anche nei centri minori. Le sale sono centri di aggregazione. La crisi delle sale cinematografiche da noi si presenta superiore a quella di altri Paesi europei";

se si confrontano i dati del primo quadrimestre 2022 con i dati del medesimo quadrimestre del 2019, si rilevano valori negativi in tutti i mercati, pur con alcune significative differenze. Se nel nostro Paese registriamo un meno 62,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, in Francia il mercato perde circa il 34,2 per cento, in Germania il 39,3 per cento, in Gran Bretagna, il 26,4 per cento e in Spagna il 43,3 per cento;

passando invece ad un confronto fra i primi 4 mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, in Italia gli incassi hanno registrato un decremento del 7 per cento, a differenza degli altri Paesi europei dove il segno è positivo: Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna rispettivamente a più 47 per cento, più 75 per cento, più 20 per cento, più 45 per cento;

solo la Francia ha un sistema di finestre (periodi di programmazione in sala esclusivi e protetti rispetto ad altri canali di diffusione al pubblico - tv, piattaforme di video on demand) obbligatorie fissate per legge ed applicabili a tutte le tipologie di film (nazionali e stranieri), mentre Spagna e Germania hanno un sistema simile al nostro (finestre solo per film nazionali finanziati dallo Stato) e nel Regno Unito non sono previste finestre;

i dati esposti evidenziano come risultati sostanzialmente analoghi vengano conseguiti a prescindere dall'esistenza o meno di norme di legge in materia di finestre di programmazione. A dimostrazione ulteriore della complessità del fenomeno, secondo uno studio dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo, in un confronto fra incassi 2021 rispetto al 2020, "overall admissions in 2021 increased in 17, decreased in eight and stagnated in two out of the 26 EU member states and the UK for which 2021 data were available. The highest year-on-year increase was registered in Bulgaria (+91%), Croatia (+77%), the UK (+68%), Cyprus (+57%), Ireland (+56%), Poland (+55%), Spain (+53%) and Romania (+53%). In contrast admissions declined particularly in Estonia (-23%), the Netherlands (-15%), Slovakia (-14%), Lithuania (-13%), Italy (-12%) and Finland (11%)";

considerato inoltre che:

le sale cinematografiche sono un presidio culturale e sociale prezioso, in molti territori sono l'unico presidio culturale ancora attivo e, sebbene le modalità di fruizione di opere audiovisive siano oramai molteplici e la pandemia abbia spinto la popolazione a familiarizzare ancora di più con modalità di fruizione diverse dalla sala cinematografica, bisogna fare tutto il possibile per preservarle e sostenerle con strumenti più efficaci in grado di incoraggiare nuove modalità di coinvolgimento degli spettatori, adeguate al nuovo contesto e alle nuove abitudini di visione delle opere cinematografiche;

la Direzione generale Cinema e Audiovisivo, entro fine agosto 2022, renderà disponibili gli esiti di un'apposita indagine quali-quantitativa commissionata, a seguito di una procedura di evidenza pubblica, a un primario operatore economico e finalizzata a quantificare, fra l'altro, il numero e rilevare il profilo degli spettatori di cinema in sala, i fattori che più incidono sulla scelta di vedere film in sala oppure che più inducono alla visione domestica, con particolare riguardo all'impatto che su dette scelte ha la possibilità di visione dei film sulle piattaforme digitali e alla tempistica con cui tale possibilità viene offerta agli spettatori rispetto alla data di uscita in sala cinematografica. Gli interventi, inoltre, dovranno essere in grado di bilanciare i contrapposti interessi in gioco, valutare gli impatti che possono avere sul fenomeno della pirateria audiovisiva e tener conto delle effettive prassi di mercato che vedono, al momento, realizzare il 98 per cento degli introiti sala di un film nelle prime 4-5 settimane di programmazione in sala e la tutela imprescindibile delle sale stesse,

impegna il Governo:

1) a rivedere gli attuali schemi di sostegno al settore delle sale cinematografiche, aumentando in maniera consistente le risorse destinate a questa finalità e rafforzando in particolare gli aiuti riservati alle piccole e medie imprese, anche migliorando i meccanismi che consentono la cessione dei crediti di imposta al sistema bancario e finanziario. In particolare, i nuovi schemi di sostegno devono incentivare nuove strategie e modalità di posizionamento delle sale cinematografiche sul mercato, in termini di offerta socio-culturale che, oltre alla tradizionale offerta di film, coinvolga maggiormente il pubblico con servizi innovati e diversificati ad alto valore aggiunto;

2) a confermare per tutto il 2022 le misure rafforzate del credito d'imposta alla distribuzione cinematografica, previste per il momento fino al 31 marzo 2022;

3) a attuare campagne promozionali rivolte al pubblico ed in particolare al pubblico giovanile, che esaltino la tipicità della fruizione dei film in sala;

4) a mettere in campo strumenti e finanziamenti che, in accordo con i gestori delle sale, incentivino gli spettatori a frequentare le sale cinematografiche, come ad esempio favorendo abbonamenti a basso costo, mutuando le migliori esperienze internazionali in tal senso, privilegiando le misure rivolte al pubblico giovanile e integrandole con le azioni intraprese col Piano del Ministero della cultura e Ministero dell'Istruzione, da affinare e potenziare, rivolto a progetti di educazione all'immagine nelle scuole;

5) a rivedere e razionalizzare i crediti d'imposta riservati alla produzione di opere cinematografiche e audiovisivo, per evitare rischi di utilizzo improprio delle risorse messe a disposizione da focalizzare, invece, sempre più verso un rafforzamento del settore produttivo indipendente e a favore delle opere che siano effettivamente destinate alla fruizione in sala cinematografica;

6) ad attuare un intervento che, anche temporaneamente, omogeneizzi la "finestra" dei film stranieri (ad oggi privi di obblighi), a quelle dei film italiani (ad oggi con obbligo di 90 giorni) per i successivi sfruttamenti, in protezione dell'uscita in sala.

(1-00506)