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Atto a cui si riferisce:
C.4/11709 (4-11709)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 23 giugno 2022
nell'allegato B della seduta n. 713
4-11709
presentata da
BENIGNI Stefano

  Risposta. — Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in esame, sentita la direzione generale competente del Ministero dello sviluppo economico, si rappresenta quanto segue.
  L'interrogante fa riferimento ai contributi statali incentivanti l'acquisto di veicoli nuovi non inquinanti, auspicando l'adozione di nuovi criteri distributivi delle risorse stanziate.
  Com'è noto, a disciplinare la materia è il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 aprile 2022, adottato su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e mobilità sostenibili e della transizione ecologica.
  Il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri rappresenta, invero, la prima fase attuativa e gestoria del fondo per il settore automotive di cui al decreto-legge Energia, che si caratterizza per un'ottica pluriennale, nel quadro di una visuale programmatica del settore, anche con finalità di ricerca, sviluppo e di conversione verso le nuove tecnologie.
  La scelta è stata quella di riservare incentivi alle persone fisiche fino a 5 mila euro per i veicoli elettrici e di 2 mila euro per i termici a basse emissioni, anche alla luce della disponibilità di un ammontare limitato di risorse per il 2022, che ha imposto un razionale utilizzo delle stesse.
  Si tratta, dunque, di misure chiaramente pensate per spingere l'acquisto dell'elettrico, ma senza che nella fase iniziale tale tecnologia sia l'unica a poter beneficiare degli aiuti: da un lato, si è voluto privilegiare la possibilità di attuazione immediata della misura incentivante; dall'altro, la scelta si è orientata alla individuazione, in via prioritaria, di una platea di acquirenti il più possibile ampia, con una distribuzione razionale dei fondi a disposizione, destinati al più ampio numero di autovetture possibile e a favore di utenti che altrimenti non potrebbero accedere, per motivi economici, all'acquisto di questa tipologia di veicoli.
  In favore di piccole e medie imprese, comprese le persone giuridiche, esercenti attività di trasporto di cose, in conto proprio o in conto terzi, sono inoltre previsti contributi per l'acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 e N2, nuovi di fabbrica, ad alimentazione esclusivamente elettrica. L'incentivo viene concesso con la contestuale rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad euro 4.
  Le misure introdotte con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame, accompagnate dalla revisione al ribasso dei prezzi risultanti dal listino prezzi delle case automobilistiche produttrici per le categorie di veicoli incentivati, sono finalizzate a promuovere la mobilità sostenibile tra il maggior numero possibile di utenti privati, coerentemente con le politiche di transizione ecologica portate avanti dal Governo, a livello nazionale ed europeo.
  L'intervento ha infatti il fine di promuovere il rinnovamento del parco auto circolante, sostituendo le vetture più inquinanti con mezzi caratterizzati da minore impatto ambientale e ridotte emissioni di anidride carbonica, nell'ancora doveroso rispetto del principio di neutralità tecnologica, in una fase temporale in cui il Paese sta affrontando difficoltà economiche legate anche alla crisi internazionale e in cui la rete delle infrastrutture di ricarica è ancora in corso di costituzione.
  Il provvedimento, inoltre, immette importanti risorse sul mercato, rinnovando il sostegno all'acquisto dei veicoli meno inquinanti elettrici, ibridi, plug-in ed endotermici euro 6 e, in futuro, euro 7, con sconti consistenti e concretamente incentivanti: fino a 5 mila euro per chi compra vetture più rispettose dell'ambiente, rottamando o meno veicoli inquinanti.
  Una rimodulazione degli incentivi, comprendendo anche le persone giuridiche, potrebbe essere realizzata, nel rispetto delle risorse del fondo destinate al riconoscimento degli incentivi previsti nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri firmato il 6 aprile 2022, mediante un nuovo e successivo provvedimento, anche in ragione dell'andamento del mercato e dell'evoluzione tecnologica.
  In conclusione, dunque, il Governo, con la misura in esame, offre una risposta concreta e molto attesa al settore automotive che sta attraversando una profonda sofferenza: la misura pluriennale permetterà, infatti, alle aziende di adottare una programmazione industriale sulla via dello sviluppo. Tuttavia, si è ben consapevoli che gli incentivi introdotti non sono risolutivi per la crisi del settore, che deve rinnovarsi profondamente, bensì rappresentano uno strumento emergenziale per attraversare un periodo difficile. La pandemia prima, la carenza di materie prime e ora la guerra, infatti, hanno messo a dura prova anche questo settore, che rappresenta uno dei fiori all'occhiello dell'Italia.
  Di conseguenza, nell'immediato futuro, potranno essere opportunamente rivalutate le soglie di accesso alle singole misure, sia dal punto di vista dei parametri di impatto ambientale sia in merito all'ammontare dei tetti massimi di spesa dei singoli contributi. Proprio a tal fine, nel sopra citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri automotive è espressamente previsto che, con successivo decreto, anche in ragione dell'andamento del mercato e dell'evoluzione tecnologica, possano essere ridefiniti i requisiti di accesso, oltre che l'ammontare e l'assegnazione delle singole misure.
  
Il Viceministro dello sviluppo economico: Gilberto Pichetto Fratin.