• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/11966 (4-11966)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 23 giugno 2022
nell'allegato B della seduta n. 713
4-11966
presentata da
LOMBARDO Antonio

  Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame, sulla base degli elementi acquisiti, si rappresenta quanto segue.
  Si premette che il Servizio idrico integrato (SII) – così come definito dall'articolo 141, comma 2, del decreto legislativo 152 del 2006 è [...costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo princìpi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie...], e la realizzazione degli interventi fognari e depurativi finalizzati alla depurazione delle acque reflue urbane sono processi strettamente interconnessi tra loro. Si specifica che nella regione Sicilia l'attuazione del SII non è pienamente compiuta.
  Questo Ministero, nell'ambito del progetto Mettiamoci in Riga - Linea di azione L7 «Soluzioni per la piena attuazione del SII attraverso l'operatività dell'ente di governo d'ambito, l'affidamento del servizio e il superamento del contenzioso comunitario in materia di acque reflue urbane», ha, pertanto, avviato un'azione di affiancamento nei confronti di cinque, su un totale di nove, assemblee territoriali idriche della Sicilia, che hanno manifestato interesse a riguardo (ATI di Agrigento, Catania, Messina, Siracusa e Trapani) proprio per l'attuazione del SII ed, in particolare, per la predisposizione del piano d'ambito e, conseguente, affidamento del SII.
  Per dare avvio a tale attività di affiancamento sono stati sottoscritti, tra gennaio e febbraio 2021, specifici protocolli di intesa tra il Ministero della transizione ecologica, la regione Sicilia e ATI.
  Si rappresenta che la mancata attuazione del SII costituisce una delle principali cause per cui la Sicilia è, tra le regioni italiane, quella maggiormente interessata, sia in termini di numero di agglomerati che di abitanti equivalenti, dal contenzioso comunitario in materia di acque reflue urbane.
  Per quanto concerne i Fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) afferenti alla tematica in argomento, vi sono precise condizioni il cui rispetto è condizione essenziale per l'accesso ai fondi e, in particolare, per l'accesso ai 600 milioni di euro previsti dalla misura 2 - componente 4 - investimento 4.4 «Investimenti in fognatura e depurazione».
  Fra le condizioni, si segnala il rispetto delle scadenze temporali, ovvero la data di aggiudicazione di tutti gli interventi entro il 31 dicembre 2023 e conclusione degli stessi secondo due tempistiche, giugno 2024 o, al più tardi, marzo 2026.
  Inoltre, i citati interventi devono essere conformi ai requisiti pertinenti di cui all'allegato VI, nota 11, del regolamento (UE) 2021/241, fra cui quello relativo a rendere più efficace la depurazione delle acque reflue scaricate nelle acque marine e interne, anche attraverso il ricorso all'innovazione tecnologica per il riutilizzo delle acque reflue depurate a fini irrigui e industriali.
  Si specifica altresì che la misura 2 componente 4 intervento 4.4 sopra citata è, come evidenziato nell'allegato alla decisione di esecuzione del consiglio relativa all'approvazione della valutazione del PNRR (8 luglio 2021), strettamente correlata alla riforma 4.2 «Misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati».
  Tale riforma, infatti, mira ad affrontare problemi importanti nella gestione delle risorse idriche e a rendere più efficiente il sistema, anche attraverso la riduzione dell'attuale frammentazione del numero di operatori, che al momento ostacola un uso efficiente delle risorse idriche in alcune parti del Paese.
  La riforma 4.2 prevede, tra l'altro, la firma di protocolli d'intesa da parte del Ministero della transizione ecologica con le regioni Campania, Calabria, Molise e, appunto, Sicilia per ridurre la frammentazione del numero di operatori che forniscono servizi idrici entro i due anni successivi alla firma degli stessi, e quanto riportato sopra si colloca nella prospettiva di affiancamento per la predisposizione dei piani d'ambito e affidamento del SII che il Ministero sta predisponendo.
  Il 14 ottobre 2021 il Ministero dell'economia e delle finanze ha pubblicato le «Istruzioni tecniche per la selezione dei progetti del PNRR», in cui sono contenute anche le caratteristiche che devono avere i soggetti attuatori degli interventi, e fra queste si segnalano la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto da realizzare e il possesso della capacità operativa ed amministrativa in relazione al progetto proposto.
  In ultimo, si rappresenta che nel mese di febbraio 2022 gli uffici preposti del Ministero hanno predisposto lo schema di decreto ministeriale relativo all'investimento 4.4 «Fognatura e depurazione» che definisce i criteri di riparto delle risorse assegnate e i criteri di ammissibilità.
  Suddetto schema, che prevede interventi «a regia» per cui si procederà alla sottoscrizione di specifici protocolli di intesa per l'attuazione degli stessi, ha ottenuto la condivisione da parte dell'Autorità di regolazione energia e reti e ambiente (ARERA) nonché la valutazione preliminare della Ragioneria generale dello Stato come previsto dalle indicazioni sopracitate.
  Si informa, infine, che il testo dello schema è stato approvato il 28 aprile 2022 dalla Conferenza Stato-regioni.
Il Ministro della transizione ecologica: Roberto Cingolani.