• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00225 (6-00225) «Romaniello, Dori, Menga, Paolo Nicolò Romano, Siragusa».



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00225presentato daROMANIELLO Cristiantesto diMercoledì 22 giugno 2022, seduta n. 712

   La Camera,

    in occasione della riunione del Consiglio europeo del 23-24 giugno 2022 in cui i capi di Stato e di governo degli Stati membri affronteranno una discussione strategica sulle relazioni dell'Unione europea con i suoi partner in Europa, comprese le modalità per promuovere il dialogo politico e rafforzare la sicurezza, la stabilità e la prosperità del continente europeo;

   premesso che:

    i leader dell'Unione europea discuteranno degli ultimi sviluppi in relazione alla guerra della Russia contro l'Ucraina, nonché del suo impatto sulla crisi globale della sicurezza alimentare e si confronteranno in merito al sostegno continuo dell'Unione all'Ucraina, che include sostegno economico, politico, militare e umanitario;

    il Consiglio europeo discuterà inoltre delle domande di adesione di Ucraina, Repubblica di Moldova e Georgia sulle quali la Commissione europea ha formulato parere il 17 giugno 2022 e della Conferenza sul futuro dell'Europa, in particolare delle proposte delineate nella relazione finale che è stata presentata ai tre co-presidenti della Conferenza il 9 maggio 2022;

    in merito alle questioni economiche i leader dei Paesi europei discuteranno sulla situazione economica, delle raccomandazioni specifiche per paese nell'ambito del semestre europeo 2022 e si confronteranno sull'adesione all'euro da parte della Croazia;

   considerato che:

    il rischio che il conflitto in Ucraina possa diventare una guerra di logoramento sta aumentando drasticamente i livelli d'insicurezza alimentare ed energetica, con possibili conseguenze sul piano dell'insicurezza a livello globale;

    il protrarsi del conflitto sta perturbando i mercati mondiali, con un forte aumento dei prezzi delle principali materie prime, in particolare dei carburanti e con picchi storici nei prezzi dell'energia e dei fertilizzanti;

    la guerra ha inoltre causato incertezza in merito alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, avendo la Russia, quale principale fornitore di combustibili fossili dell'Unione europea, sospeso la fornitura di gas a una serie di Stati membri dell'Unione europea, emergenza che pone la necessità di affrancare l'Europa dalla dipendenza dalle importazioni di gas e prodotti petroliferi dalla Russia, valutando il modo migliore per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico ai Paesi membri;

    nella riunione straordinaria del Consiglio europeo del maggio 2022 i leader hanno passato in rassegna i progressi compiuti nell'intento di rafforzare l'indipendenza energetica dell'Unione europea e hanno chiesto una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, una diffusione accelerata delle energie rinnovabili e migliori interconnessioni delle reti energetiche;

    l'8 marzo 2022 la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione «RePowerEU: azione europea comune per un'energia più sicura, più sostenibile e a prezzi accessibili» in cui si afferma che per finanziare le misure di emergenza in favore di imprese e privati consumatori di energia gli Stati membri possono prendere in considerazione misure temporanee di carattere fiscale sui proventi straordinari. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia tali misure fiscali sui profitti elevati potrebbero rendere disponibili fino a 200 miliardi nel 2022 per compensare parzialmente l'aumento delle bollette energetiche;

    in un contesto di aumento dei prezzi delle materie prime a livello mondiale, il blocco dell'esportazione dei prodotti agroalimentari da parte dei due Paesi in conflitto, stanno aggravando la crisi alimentare mondiale e la scarsità di cibo sta diventando una preoccupazione sempre più seria per milioni di persone, in particolare in Africa e in Asia, e soprattutto nei Paesi già colpiti dalla fame;

    secondo il programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, il numero di persone esposte a grave insicurezza alimentare potrebbe aumentare di 47 milioni nel 2022, con l'aumento più consistente per l'Africa subsahariana;

    un numero incalcolabile di persone continua a fuggire dalla guerra e per loro si rende necessario continuare a garantire protezione temporanea, fornendo sostegno umanitario, medico e finanziario a tutti i rifugiati e ai paesi che li ospitano;

    l'Unione europea avrebbe inviato forniture militari all'Ucraina per almeno 2 miliardi di euro, mentre Stati Uniti e Regno Unito rispettivamente per 4,6 miliardi e per 1 miliardo di dollari e stante l'attuale quadro bellico in atto, l'ulteriore invio di armamenti ancor più consistente rischia di produrre un'escalation del conflitto, pregiudicandone una soluzione diplomatica;

    in riferimento alla determinazione con la quale l'Unione europea è scesa al fianco del popolo ucraino vittima di un'ingiustificata aggressione militare, in palese violazione del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, per manifestare coerenza come Paese e come Unione, si ritiene non si possono ignorare i popoli aggrediti ed oppressi negli altri scenari di guerra nel mondo;

    la Turchia, paese membro della NATO, nelle ultime settimane ha lanciato una nuova offensiva militare contro i curdi presenti in Iraq, nel cosiddetto Kurdistan iracheno e contro la popolazione del Rojava, regione a maggioranza curda nel nord della Siria e lo stesso presidente Erdoğan vuole esercitare un forte condizionamento sul futuro assetto NATO in relazione alle sorti del popolo curdo;

    i diversi allarmi lanciati nelle ultime settimane da Interpol ed Europol, rafforzano l'evidenza del pericolo che le armi inviate in Ucraina siano intercettate o cedute a gruppi paramilitari, milizie irregolari e altre organizzazioni militari, anche straniere, attive nello scenario di guerra o finire nel circuito della grande criminalità organizzata internazionale. Tali evidenze, dai sottoscrittori già rappresentata in precedenti atti parlamentari, aumenterebbero direttamente la capacità militare di gruppi terroristi e criminali;

    sebbene si siano svolte numerose sedute di Camera e Senato nelle quali, a vario titolo, si è parlato di Ucraina, non sempre il dibattito in Aula ha dato origine a delle votazioni e quando il Parlamento si è espresso con votazioni su mozioni, risoluzioni e ordini del giorno, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, questi non avrebbero rappresentato atti effettivamente vincolanti per l'Esecutivo, che anche sulla crisi in Ucraina ha fatto un massiccio ricorso alla decretazione d'urgenza,

impegna il Governo:

   1) dato il rischio della crisi umanitaria ed alimentare in atto, a porre in sede di Consiglio europeo l'urgenza di arrivare ad un immediato cessate il fuoco e ad una tregua tra le parti, come condizione essenziale per l'attivazione di corridoi sicuri di solidarietà, quali rotte terrestri commerciali alternative per grano, mais e altri beni di prima necessità;

   2) a sospendere l'invio delle armi nello scenario di guerra e a porre in sede di Consiglio europeo la necessità di aumentare tutti gli sforzi finalizzati alla fine della guerra in Ucraina, impegnandosi in modo responsabile a un'azione diplomatica per l'immediato avvio di un negoziato di pace, che preveda la de-escalation del conflitto militare;

   3) a porre in sede di Consiglio europeo la necessità di proseguire, a tutti i livelli, nell'azione di sostegno umanitario e di protezione internazionale alla popolazione Ucraina in fuga dalla guerra e ai Paesi di prima accoglienza, nonché a rispondere alle eventuali richieste di redistribuzione dei cittadini ucraini nei diversi Stati membri chiamati a fornire sostegno umanitario, medico e finanziario a tutti i rifugiati, valutando percorsi di ricongiungimento familiare per i minori;

   4) al fine di perseguire gli interessi dell'Europa, ad elaborare una strategia di pace sollecitando tutti gli Stati membri ad impegnarsi in modo responsabile e collaborativo per la sicurezza europea, rafforzando la costruzione di un modello di difesa comune per prevenire e affrontare le minacce esterne e le crisi internazionali, razionalizzando e rendendo più efficiente l'attuale ingente spesa militare, senza alcun incremento che rischia di gravare ulteriormente sulle economie degli Stati membri, già fortemente indebolite dagli effetti del conflitto ucraino;

   5) a promuovere iniziative immediate per salvaguardare l'incolumità del popolo curdo da qualsiasi rivendicazione o operazione militare turca o di qualsiasi altro aggressore;

   6) a dare seguito agli impegni derivanti dalla mozione 1-00636 approvata lo scorso 27 aprile dalla Camera dei deputati, indirizzati ad adottare iniziative normative volte a dare sistematicità alle attività dei Corpi civili di pace, riconoscendone pienamente il valore di prevenzione e trasformazione dei conflitti, nella difesa non armata e non violenta alternativa all'uso della forza, anche alla luce del conflitto armato in corso in Ucraina;

   7) a ridurre ulteriormente la dipendenza complessiva dai combustibili fossili, accelerando lo sviluppo delle energie rinnovabili e la produzione delle loro componenti chiave, anche snellendo i procedimenti autorizzativi, burocratici e migliorando l'efficienza energetica e la gestione del consumo di energia, promuovendo un approccio più circolare ai modelli di produzione e consumo;

   8) a porre nuovamente in sede di Consiglio europeo l'urgenza di affrontare l'impatto dall'aumento dei prezzi dell'energia sui cittadini europei e sulle imprese, adottando meccanismi di acquisto e stoccaggio comuni e introducendo un tetto al prezzo dell'energia in favore dei consumatori più vulnerabili, delle famiglie e delle PMI;

   9) a porre in sede di Consiglio europeo la necessità di determinare un meccanismo europeo di prelievo totale sui cosiddetti extraprofitti, conseguiti dalle imprese che hanno beneficiato indebitamente della straordinaria variazione dei prezzi e delle tariffe dell'energia, quale contributo straordinario per compensare gli effetti asimmetrici dell'aumento dei prezzi dell'energia sui bilanci delle imprese e sul potere di acquisto delle famiglie;

   10) a disporre tutte le iniziative al fine di operare un rigoroso controllo sui mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari sinora inviati alle autorità governative dell'Ucraina, per evitare che l'ingresso di detto materiale bellico nel Paese possa avvenire ad opera di intermediari fuori dal controllo delle autorità governative ucraine e possa finire nelle mani di gruppi paramilitari, milizie irregolari e altre organizzazioni militari, anche straniere, attive nello scenario di guerra;

   11) a promuovere, attraverso gli organismi preposti, un'indagine che chiarisca ogni aspetto sensibile relativo alla sottrazione o intercettazione di armamenti e forniture militari da parte dei soggetti citati in premessa e nel precedente impegno del dispositivo, al fine di minimizzare i rischi connessi a tale sottrazione;

   12) a rinnovare e sostenere il processo di allargamento dell'Unione europea – senza che questo possa determinare motivi di insicurezza e instabilità per l'Europa – mediante l'apertura dei negoziati di adesione per i Paesi che ne fanno richiesta (Albania, Macedonia del Nord, Bosnia ed Erzegovina, Kossovo, Montenegro, Serbia e Ucraina) sulla base di criteri politici, economici e di capacità di assumersi gli obblighi derivanti dall'adesione all'Unione, come l'attuazione di riforme importanti in una serie di settori, tra cui quello giudiziario, sulla lotta alla corruzione, sulla legislazione antioligarchi e su quella per la tutela delle minoranze;

   13) a riferire in Parlamento con cadenza mensile sull'evolversi della crisi Ucraina, vincolando l'Esecutivo al rispetto della volontà espressa dal massimo organo della nostra democrazia rappresentativa.
(6-00225) «Romaniello, Dori, Menga, Paolo Nicolò Romano, Siragusa».