• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07173 ORTIS, LANNUTTI, ANGRISANI Luisa, CRUCIOLI, BOTTO Elena, LA MURA Virginia, MORRA, ABATE Rosa Silvana, LEZZI Barbara, GIANNUZZI Silvana - Ai Ministri della cultura e dell'interno. - Premesso...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07173 presentata da FABRIZIO ORTIS
martedì 21 giugno 2022, seduta n.443

ORTIS, LANNUTTI, ANGRISANI Luisa, CRUCIOLI, BOTTO Elena, LA MURA Virginia, MORRA, ABATE Rosa Silvana, LEZZI Barbara, GIANNUZZI Silvana - Ai Ministri della cultura e dell'interno. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

nel febbraio 2015, presso la Prefettura di Campobasso, è stato sottoscritto, alla presenza dei prefetti di Campobasso e Isernia, del presidente della Regione Molise, oltre a quella dei sindaci di 11 Comuni molisani, il patto per la sicurezza: un progetto di videosorveglianza che avrebbe dovuto riguardare una vasta porzione del territorio regionale, ma che parrebbe essere stato funestato, fin dai suoi inizi, da problematiche di ogni tipo ("Sicurezza, le telecamere sono un mezzo bluff in tutti i Comuni dove sono state installate", su "Primonumero", 9 novembre 2019);

il successivo bando di gara, pubblicato con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ha riguardato dunque la realizzazione di 11 impianti di videosorveglianza, per un importo di circa 2 milioni di euro, con qualificazione SOA OS19, classifica IV: cosa che non ha permesso alle aziende molisane locali di partecipare alla gara. Ciò sarebbe stato invece ovviamente possibile nel caso in cui l'appalto fosse stato diviso in 11 lotti, come già fatto in precedenza per altri analoghi bandi locali. La gara, in ogni caso, fu quindi vinta dal raggruppamento temporaneo di imprese Siemens-Selcom;

il progetto del raggruppamento di imprese prevedeva l'installazione di 419 telecamere fisse, anche nei paesi già muniti di impianti di videosorveglianza. In seguito, però, sembrerebbe a causa di gravi errori progettuali, si sarebbe reso necessario ricorrere a varianti, vietate nelle gare economicamente più vantaggiose;

a quanto è noto agli interroganti, nessuna delle telecamere previste sarebbe adibita alla lettura delle targhe, e alla possibilità di rotazione a distanza. Il collegamento della maggior parte delle telecamere, peraltro, è con tecnologia wireless a 5 GHz in banda libera di più che dubbia funzionalità: la necessaria dorsale di rete, prevista nel progetto, non è stata infatti mai realizzata. Si consideri infine che si prevedeva il collegamento di tutti gli impianti con il CEN di Napoli e con le forze dell'ordine locali, ma i collegamenti sono stati fortemente ridimensionati e modificati a causa appunto della sostanziale irrealizzabilità del progetto. Del collegamento con il CEN di Napoli, infine, non vi è alcuna traccia;

numerosi parrebbero poi essere gli altri problemi emersi. Per citarne solo alcuni: per le telecamere, mancato rispetto delle direttive del Ministero dell'interno n. 558/SICPART/421.2/70/224632 del 2 marzo 2012, e della n. 587/A/421.2/70/195960 del 6 agosto 2010, in merito ai fotogrammi al secondo minimi previsti; impossibilità di reperirle sul mercato italiano ed europeo, rendendo così la loro manutenzione molto difficile a causa dell'assenza della componentistica di ricambio; mancanza delle autorizzazioni per l'installazione di apparati tecnologici sulla collina Monforte, gravata da vincoli. In merito a quest'ultimo punto, Siemens-Selcom hanno quindi installato apparecchiature in diversi punti della collina utilizzando pali della pubblica illuminazione non conformi allo scopo, già fortemente indeboliti e inclinati, se non prossimi al collasso. Infine: in caso di mancanza di alimentazione della rete pubblica, gli impianti non funzionano per via dell'assenza nei box di specifici sistemi; non risultano installati cartelli informativi circa la presenza di sistemi di videosorveglianza nei pressi delle telecamere, tantomeno all'ingresso dei comuni interessati. D'altra parte, nessun regolamento comunale in materia di videosorveglianza è stato evidenziato del progetto;

a fronte di un sistema molto lontano dalla piena funzionalità, sono stati già pagati vari stati di avanzamento, per un totale di 1.453.734,44 euro, pari al 90 per cento dell'importo di aggiudicazione (1.618.708,20 euro). Ciò fa temere che, a fronte di un tale avanzamento del saldo, il raggruppamento di imprese Siemens-Selcom possa ritardare il compimento delle opere iniziate, o la risoluzione degli ormai evidenti molteplici problemi di malfunzionamento dell'impianto;

premesso inoltre che, sempre a quanto risulta:

nell'ottobre 2019 Invitalia ha pubblicato un bando di gara per lavori di adeguamento degli impianti di sicurezza delle sedi e dei siti del polo museale del Molise;

tra i lavori oggetto del bando figurava anche l'interconnessione dei vari impianti, da realizzare attraverso l'implementazione di una regia di controllo, situata presso il museo sannitico di Campobasso. Il funzionamento di tale complesso sistema di controllo sarebbe stato reso possibile da una dorsale di rete atta a trasportare su segnali radio le informazioni relative agli impianti, consentendo la gestione remota di siti ormai sempre meno presidiati;

il progetto, a tutt'oggi avanguardista, è stato redatto internamente al polo museale del Molise, ma validato da personale diverso dal progettista a causa del pensionamento di quest'ultimo. La sua complessità emergeva già nel disciplinare di gara, nel quale, ai sensi dell'art. 51, comma 1, del codice dei contratti pubblici, non si prevedeva la suddivisione dell'appalto in lotti "in ragione della complessità e dell'unicità realizzativa dell'intervento e nello specifico (...) durante la realizzazione dell'intervento (...) si renderà necessario di volta in volta verificare i collegamenti e la risposta dell'impianto di videosorveglianza di ogni sito con la rete geografica e viceversa";

nonostante tale premessa, la Direzione regionale dei musei per il Molise ha stipulato un contratto con il raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario frazionando il progetto; e, soprattutto, validando solo parzialmente il progetto migliorativo proposto dall'aggiudicatario;

il responsabile del procedimento, nello specifico, non essendo ancora in possesso delle autorizzazioni e delle specifiche progettuali necessarie alla realizzazione della dorsale di rete, ha ritenuto di dover procedere prima alla realizzazione degli ammodernamenti dei singoli impianti; e di proseguire solo successivamente, una volta acquisita e validata la documentazione mancante, alla realizzazione della parte più complessa dell'appalto. In tutto ciò, il responsabile sembrerebbe non avere alcuna garanzia del funzionamento della dorsale di rete progettata; e la sua validazione non e` ancora avvenuta;

considerato che, per quanto risulta:

parrebbe dunque che si stia configurando la medesima situazione verificatasi con l'implementazione del patto della sicurezza della Regione, durante la quale si era proceduto alla realizzazione parziale di un appalto molto complesso perché, solo in fase di esecuzione, ci si era accorti che il progetto migliorativo non era adeguato, non garantendo la funzionalità dell'opera:

i due appalti, d'altra parte, hanno un comune denominatore: nel patto della sicurezza gli esecutori uniti in raggruppamento di imprese sono Siemens e Selcom, mentre nell'appalto per il museo Selcom risulta prima classificata e Siemens seconda. Inoltre, Selcom ha presentato richiesta di autorizzazione paesaggistica per l'installazione di due pali poligonali, di altezza pari a 9 metri, da posizionare a Campobasso, in un viale commemorativo qual è viale delle Rimembranze, in prossimità della chiesa di San Giorgio; e in un'area, peraltro, soggetta a vincolo, la collina Monforte. Ma non solo: come nel caso del patto della sicurezza, questa nuova installazione costituisce una variante al progetto migliorativo, vietata in caso di gara con offerta economicamente più vantaggiosa;

viene naturale chiedersi se la commissione giudicatrice selezionata da Invitalia abbia effettuato un'attenta valutazione del progetto, considerando che ha assegnato dei punteggi per la miglioria proposta da Selcom sulla rete radio senza verificarne l'effettiva realizzabilità,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano intraprendere iniziative in merito a quanto esposto, valutando se reputino opportuno confermare l'assegnazione del bando museale a un attore che si è già dimostrato inadempiente;

se abbiano intenzione di procedere a un'attenta vigilanza sulla realizzazione del progetto, eventualmente avviando verifiche riguardanti la reale efficacia delle opere.

(4-07173)