• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/07183 LANNUTTI, GRANATO Bianca Laura, ANGRISANI Luisa, DESSÌ, GIANNUZZI Silvana, ABATE Rosa Silvana, MORRA - Al Ministro della salute. - Premesso che: Philips è un'azienda olandese di fama...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07183 presentata da ELIO LANNUTTI
martedì 21 giugno 2022, seduta n.443

LANNUTTI, GRANATO Bianca Laura, ANGRISANI Luisa, DESSÌ, GIANNUZZI Silvana, ABATE Rosa Silvana, MORRA - Al Ministro della salute. - Premesso che:

Philips è un'azienda olandese di fama planetaria, da quasi 20 miliardi di euro di fatturato l'anno. Ha una vastissima produzione nel settore elettronico, con articoli per ogni tipo di applicazione, compresi i dispositivi medici, come i respiratori che aiutano i pazienti con l'apnea del sonno. Tra questi i CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), i BiPAP (Biphasic Positive Airway Pressure) e i ventilatori meccanici;

il 20 giugno 2022 su RAI Tre è andata in onda la trasmissione "Report", durante la quale è stato trasmesso un servizio sui dispositivi medici della Philips. Nel servizio dal titolo "Fino all'ultimo respiro", si racconta che un anno fa il colosso olandese ha richiamato su base volontaria ben 15 milioni di pezzi di questi respiratori. Un richiamo che potrebbe rappresentare un possibile contraccolpo per i bilanci dorati dell'azienda, minacciata da possibili risarcimenti milionari. Per anni, infatti, la Philips avrebbe venduto dei respiratori che aiutano, sì, i pazienti con l'apnea del sonno, ma che contengono una schiuma in poliuretano su base poliestere (PE-PUR) utilizzata per l'isolamento acustico che può degradarsi in particelle e che per questo può finire nelle vie aeree. Peraltro il materiale, oltre al particolato irritante, emetterebbe anche composti organici volatili, dei quali si stanno testando potenziali effetti cancerogeni;

questi respiratori sarebbero stati utilizzati per anni da pazienti che hanno cominciato successivamente ad avere disturbi. Alcuni di loro (come mostra il servizio di "Report") visitando il sito della Philips si sarebbero accorti, tramite il numero di matricola, che il loro dispositivo era tra quelli richiamati, ma nessuno ha pensato di informarli dei possibili pericoli. Anzi, gli stessi medici hanno continuato a consigliare quei dispositivi;

considerato che:

intervistato da "Report", il direttore medico della Philips, Jan Kimpen, ha spiegato che l'azienda era a conoscenza del problema già nel 2015. Ma solo il 28 giugno 2021 il colosso olandese ha deciso di intervenire, diramando un avviso di sicurezza e soltanto perché stavano aumentando i reclami;

due mesi prima, nell'aprile 2021, la Food and Drug Administration (FDA) aveva già fatto sapere di aver ricevuto "più di 21.000 segnalazioni" associate alla rottura della schiuma per l'abbattimento del rumore all'interno del ventilatore Philips Respironics, dei dispositivi BiPAP e CPAP. Secondo la FDA, tali segnalazioni includono anche 124 di decessi associati ai dispositivi ritirati, mentre la Philips fino ad allora ne aveva segnalati soltanto 30;

considerato inoltre che:

alcuni di questi dispositivi, come il modello Trilogia 200 e Trilogia 300 o come l'E30, sarebbero stati usati in Italia anche per curare i numerosi pazienti colpiti dal COVID-19, benché da tempo si sapesse del particolato e quindi della pericolosità di tali dispositivi;

in particolare, in Italia sarebbero presenti almeno 24.000 di questi dispositivi, tra cliniche private e ospedali pubblici, e finora la Philips avrebbe sostituito solo il 20 per cento di apparecchi pericolosi;

la Francia invece avrebbe ordinato alla Philips di sostituire il 75 per cento dei respiratori entro giugno 2022. In Italia si è scelto di trattare l'azienda olandese in modo più soft: il Ministero della salute si sarebbe dapprima limitato al semplice avviso di sicurezza e solo il 28 febbraio 2022 avrebbe inviato una lettera alla Philips per chiedere la sostituzione o la riparazione degli apparecchi incriminati. Quattro giorni prima, il 24 febbraio 2022, la redazione di "Report" aveva inviato al Ministro della salute una richiesta di chiarimento proprio sugli apparecchi pericolosi;

da quanto emerge dal servizio di "Report", il colosso olandese non avrebbe ricevuto dal Ministero della salute i criteri sulle priorità di sostituzione o riparazione degli apparecchi, in base allo stato di salute dei pazienti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e se intenda adoperarsi per accelerare la sostituzione di tali apparecchiature;

se intenda promuovere un'indagine conoscitiva sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare sulla sicurezza di tali apparecchiature e invece per molti mesi si è limitato ad assecondare la politica di semplice segnalazione promossa dall'azienda olandese, a scapito delle migliaia di pazienti che adoperano tali apparecchi.

(4-07183)