• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12408 (4-12408)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12408presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diMartedì 21 giugno 2022, seduta n. 711

   FRATOIANNI. — Al Ministro della transizione ecologica, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   nei comuni di Sesto Campano (Molise), Galatina (Puglia) e Gubbio (Umbria) sorgono tre cementifici di proprietà della società Colacem;

   alcuni comitati di cittadini hanno realizzato un dossier relativo alla situazione sanitaria, ambientale e autorizzativa dei tre cementifici;

   tale documento dimostrerebbe l'esistenza di una emergenza sanitaria nelle comunità che abitano nel circondario e indica un modus operandi da parte dell'azienda che si ripeterebbe identico in ciascun luogo da decine di anni;

   il dossier «Emergenza sanitaria nelle aree urbane in prossimità dei cementifici Colacem di Galatina, Gubbio e Sesto Campano», presentato il 6 giugno 2022 alla Commissione Ambiente della Camera con richiesta di audizione, riporta dati e studi scientifici, che configurano alte concentrazioni di sostanze inquinanti e rischio di mortalità che mostrano un trend in peggioramento, come dimostra la consulenza tecnica d'ufficio depositata, per Galatina, nel processo innanzi al Tar Lecce;

   dove esiste un registro dei tumori i casi registrati nelle suddette località sono sopra i valori di aree urbane notoriamente inquinate; a Gubbio, unica città italiana con due cementifici, la Regione Umbria ha revocato nel 2020 il precedente registro tumori (Rtup), sostituendolo con una società informatica (ICT4Life srl 2020);

   per Galatina e Sesto Campano, Asl, associazioni mediche e comuni hanno ottenuto la realizzazione di una valutazione di impatto sanitario il cui risultato non è ancora noto, mentre l'Iss ha espresso allarme per le anomalie statistiche tumorali a Gubbio e ha classificato il distretto di Galatina «Area Cluster per neoplasie polmonari»;

   a Gubbio non è mai stata fatta la valutazione d'impatto ambientale (Via);

   tuttavia, il decreto legislativo n. 152 del 2006 (Testo Unico dell'Ambiente), inserisce, tra le opere soggette a Via, le «Centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica pari o maggiore di 300 MW»;

   dal punto di vista ambientale, i cementifici sono industrie insalubri di prima classe; l'Agenzia europea per l'ambiente ha indicato due in questione tra i più inquinanti dell'Unione europea;

   i timori delle popolazioni locali sono cresciuti in seguito al sequestro delle polveri eseguito dalla Dda di Lecce presso lo stabilimento di Galatina, che ha evidenziato caratterizzazioni insufficienti nella composizione dei rifiuti, così come indicato nella Ctu per Colacem Galatina e da Ispra per Sesto Campano;

   laboratori accreditati hanno confermato la presenza di diossina nel latte materno e nella placenta umana, ed elevata concentrazione di metalli pesanti nella vegetazione, nella falda e nel suolo;

   secondo i comitati promotori del dossier, le iniziative normative promosse dai governi dal 2003 fino all'entrata in vigore dell'articolo 35 del decreto-legge n. 77 del 2021 («Decreto Semplificazioni»), rispetto all'utilizzo dei C.S.S. (la gran parte dei rifiuti indifferenziati) negli impianti che operano recupero rifiuti, tra cui anche le cementerie, hanno favorito l'allentamento delle procedure autorizzative: i limiti di emissione di carbonio di un cementificio che brucia rifiuti sono oggi meno restrittivi di quelli di un inceneritore in netto contrasto, a parere dell'interrogante, con gli obiettivi europei per la riduzione delle emissioni di carbonio e il recupero dei materiali scartati –:

   quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di verificare la sussistenza delle criticità ambientali e sanitarie evidenziate dal dossier richiamato in premessa e quindi anche le condizioni per giungere, in via cautelativa, al blocco dei suddetti impianti affrontando l'emergenza sanitaria e ambientale dei territori interessati;

   se non intendano assumere ogni iniziativa di competenza per procedere all'inibizione definitiva dell'utilizzo di qualunque tipologia di combustibile derivato da rifiuti e di ceneri industriali di qualunque provenienza nel ciclo di produzione del cemento.
(4-12408)