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Atto a cui si riferisce:
C.1/00674    premesso che:     il contributo delle aziende al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Agenda 2030 e degli obiettivi di decarbonizzazione rappresenta un...



Atto Camera

Mozione 1-00674presentato daGALLO Luigitesto diLunedì 20 giugno 2022, seduta n. 710

   La Camera,

   premesso che:

    il contributo delle aziende al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Agenda 2030 e degli obiettivi di decarbonizzazione rappresenta un fattore strategico che richiede un costante impegno da parte degli Stati nell'individuazione di modelli sostenibili di produzione e di consumo, necessari alla transizione verso l'economia circolare e al raggiungimento della carbon neutrality in Europa entro il 2050;

    come noto, la produzione e il consumo di beni e servizi contribuiscono all'emissione di gas a effetto serra. L'impatto di un'attività o di un processo sui cambiamenti climatici può essere quantificato attraverso la cosiddetta «l'impronta ecologica» (per citare l'esempio dei trasporti, un aereo emette 285 g di CO2 per chilometro, rispetto ai 104 g di una macchina e ai 14 g di un treno, e lo stesso meccanismo di quantificazione è applicabile a qualunque prodotto o servizio);

    come rilevato dall'organizzazione internazionale Global Footprint Network (Gfn), al 15 maggio l'Italia ha già raggiunto l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui l'impronta ecologica, calcolata in termini di domanda di risorse e servizi ecologici, ha superato la quantità di risorse che si generano in un anno; il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha avviato nel 2011 un programma sull'impronta ambientale di prodotti e servizi con l'obiettivo di sperimentare su vasta scala e ottimizzare, in collaborazione con il settore produttivo italiano, le differenti metodologie di misurazione delle prestazioni ambientali, al fine di poterle armonizzare e rendere replicabili. Le metodologie e gli indicatori di sostenibilità si basano principalmente sul Life Cycle Assessment (Uni-En-Iso 14044), sulla Carbon Footprint (Uni Iso/dis 14067) e sulla Water footprint (Iso/cd 14046);

    con la legge n. 221 del 2015 è stato istituito uno schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, denominato «Made Green in Italy». Il regolamento di attuazione, adottato con decreto ministeriale n. 56 del 2018, prevede che la certificazione, gestita dal Ministero della transizione ecologica, sia basata sulla metodologia europea Pef – Product Environmental Footprint, come definita dalla Commissione europea nella raccomandazione 2013/179/UE, associandovi aspetti di tracciabilità, qualità ambientale, qualità del paesaggio e sostenibilità sociale;

    come rappresentato dal Governo nella risposta all'interpellanza urgente n. 2-01497, con la raccomandazione (UE) 2021/2279 della Commissione europea, sull'uso dei metodi dell'impronta ambientale per misurare e comunicare le prestazioni ambientali del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni, che ha sostituito quella del 2013, «è stata aggiornata la metodologia PEF al fine di integrare gli sviluppi tecnici della fase pilota condotta dalla Commissione, in particolare riguardo l'elaborazione di norme settoriali e di categoria, e di fornire una solida base per l'ulteriore sviluppo ed attuazione delle politiche. Difatti, nella fase pilota, svoltasi dal 2013 al 2018, con la partecipazione attiva dei portatori di interessi, è stata sperimentata l'elaborazione di regole specifiche per prodotto e per settore. La nuova metodologia è volta a facilitare le imprese nel calcolo delle proprie prestazioni ambientali sulla base di informazioni affidabili, verificabili e comparabili, e facilitare l'accesso a tali informazioni da parte di altri soggetti (ad esempio, amministrazioni pubbliche, ONG, partner commerciali)»;

    il «Made Green in Italy» ha l'obiettivo di promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo, di contribuire al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dei prodotti, mediante la riduzione degli impatti ambientali che questi generano durante il loro ciclo di vita, di favorire scelte informate e consapevoli da parte dei cittadini e di rafforzare l'immagine dei prodotti «Made in Italy»;

    la quantificazione delle prestazioni ambientali di un prodotto è basata su uno studio Pef completo, verificato e validato da un ente terzo indipendente. Tuttavia, il presupposto affinché un'azienda possa aderire allo schema è che sussistano le «Regole di categoria di prodotto» (Rcp), consistenti in regole e requisiti obbligatori e facoltativi necessari alla conduzione di studi relativi all'impronta ambientale per quella specifica categoria. Qualora vi sia una Product Environmental Footprint Category Rules a livello europeo, deve essere recepita ed integrata nella Rcp, in caso contrario, viene elaborata una Rcp a livello nazionale;

    apposite linee guida ministeriali, adottate nel 2014, hanno normato le fasi di comunicazione dei progetti di valutazione dell'impronta ambientale e relativa divulgazione per i soggetti che intendono aderire al Programma nazionale per la valutazione dell'impronta ambientale ma che, per ragioni strutturali, principalmente imputabili alla mancanza di Rcp di riferimento, non possono aderire allo schema «Made Green in Italy»;

    inoltre, si prevede che il Ministero utilizzi nei Cam l'adesione allo schema «Made Green in Italy» come strumento di verifica del rispetto delle specifiche tecniche da parte delle stazioni appaltanti, laddove pertinenti e riguardanti il ciclo di vita del prodotto, in base agli articoli 34 e 87 del codice dei contratti pubblici;

    la Francia dal 1° marzo 2022 ha avviato una nuova piattaforma per la notifica dei progetti che intendono accedere al sistema di etichettatura low carbon label e ha presentato il piano d'azione per lo sviluppo del sistema. L'acquisto di crediti di carbonio volontari generati dall'etichetta consente alle aziende che aderiscono di creare campagne di comunicazione e marketing per condividere le loro azioni con gli stakeholder e contestualmente di soddisfare le nuove esigenze dei consumatori. Il Ministro della transizione ecologica francese ha lanciato una serie di App e piattaforme per permettere a bambini e adulti di intervenire in questo processo: per i bambini attraverso sistemi interattivi basati sul gaming che facilitano la comprensione di concetti come «sostenibilità ambientale», «budget di carbonio», «impronta ecologica», per gli adulti mediante piattaforme che consentono di acquistare prodotti low carbon ricevendo in cambio premialità, come è stato fatto in Italia con il meccanismo del cashback;

    a conferma della crescente propensione dei consumatori alla condivisione, anche all'interno di comunità virtuali, di stili di vita e scelte consapevoli socialmente e ambientalmente sostenibili, si assiste, infatti, alla diffusione, nei siti web, di applicazioni che facilitano l'acquisizione di informazioni aggiornate su aziende, prodotti e servizi che aderiscono a tali sistemi di etichettatura, con la previsione di meccanismi premiali che alimentano il circuito virtuoso;

    così come previsto per il sistema del Product Environmental Footprint avviato nel 2011, è necessario implementare anche in Italia soluzioni e metodologie che consentano di attribuire a prodotti e servizi un'etichetta facilmente identificabile da parte del consumatore, che ne renda riconoscibile il fattore di neutralità carbonica e il livello di sostenibilità ambientale. Solo disponendo di tali informazioni il consumatore può contribuire e partecipare in modo attivo al complesso processo della transizione ecologica;

    la nuova Strategia nazionale per l'economia circolare prevista nell'ambito della Missione 2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), componente M2C1, Riforma 1.1, che verrà adottata entro giugno 2022, integrerà nelle aree di intervento l'ecodesign, ecoprodotti, blue economy, bioeconomia, materie prime critiche. Ad essa si affianca la riforma 3.3 che prevede investimenti (per un importo pari a 30 milioni di euro) per aumentare il livello di cultura e consapevolezza sulle tematiche ambientali e sulle opzioni a disposizione per l'adozione di stili di vita e consumi più sostenibili, anche a livello di comunità;

    il comma 61 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2022 ha stabilito le risorse disponibili sul fondo per il Green New Deal, destinate alla copertura delle garanzie sui finanziamenti anche per progetti volti a favorire l'integrazione dei cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi, nella misura di 565 milioni di euro per il 2022;

    ulteriore strumento finanziario legato agli obiettivi di neutralità climatica al 2050 è il Fondo per la transizione giusta (JTF), istituito con regolamento (UE) 2021/1056 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021, con risorse disponibili, per il periodo 2021-2027, che ammontano complessivamente a 17,5 miliardi di euro (936 milioni per l'Italia);

    in risposta alla citata interpellanza n. 2-01497 è stato inoltre precisato che, in merito alle azioni di supporto alla strategia Made Green in Italy, il Ministero della transizione ecologica ha promosso un primo bando, conclusosi nel 2020, ed uno ulteriore nel mese di dicembre 2021, che sarà attivo fino al 10 luglio, volti al finanziamento per l'elaborazione di regole di categoria di prodotto. Inoltre, per la promozione dello schema di Made Green sono stati stanziati 410 milioni di euro per la predisposizione delle Rcp;

    ad oggi tuttavia risultano pubblicate solo 15 Rcp, di cui 7 afferenti al settore agroalimentare (il Grana Padano, il Provolone Tutela Valpadana, l'aceto, la pasta secca, le carni fresche di suino e di bovino e i gelati) e le rimanenti 8 riferite al settore industriale (borse in PE, i servizi di lavanderia industriale, la lana cardata, la fabbricazione di imballaggi in legno, l'acciaio, i geotessili e i prodotti correlati, il tabacco greggio e le grandi casse in polietilene);

    per contribuire in modo concreto alle sfide ambientali del Green Deal europeo e conseguire la neutralità climatica entro il 2050 è dunque necessario potenziare la strategia complessiva legata al sistema di assegnazione dei marchi di eccellenza ambientale di beni e servizi che siano in grado di soddisfare elevati standard ambientali durante l'intero ciclo di vita;

    l'industria può offrire un valido contributo nell'offerta di alternative ecologiche, ambientalmente sostenibili rispetto ai prodotti e servizi convenzionali, consentendo ai consumatori, attraverso informazioni accurate e non ingannevoli, di operare scelte informate e svolgere un ruolo attivo nella transizione verde e, allo stesso tempo, alle aziende che vogliano comunicare le performance ambientali raggiunte di aumentare la propria visibilità e promuovere un confronto tra prodotti funzionalmente equivalenti;

    a gennaio si è conclusa la prima fase dell'iniziativa denominata Green Consumption Pledge avviata dalla Commissione europea nel 2021, nell'ambito della New Consumer Agenda, con l'obiettivo di accelerare il contributo delle imprese a una ripresa economica sostenibile e rafforzare la fiducia dei consumatori nelle prestazioni ambientali delle aziende e dei loro prodotti,

impegna il Governo:

1) ad adottare, in tempi rapidi, iniziative volte a implementare apposite piattaforme e applicazioni digitali, valutando anche la possibilità di potenziare la piattaforma PagoPA, che agevolino i consumatori e gli utenti nell'acquisto di beni e servizi che aderiscono a sistemi di etichettatura low carbon, prevedendo a tal fine incentivi o soluzioni premiali, quali il già sperimentato cash back, dedicati ai prodotti green, e garantendo che le informazioni relative alla impronta di carbonio siano di facile accesso, accurate e aggiornate;

2) ad adottare iniziative per prevedere l'assegnazione delle risorse necessarie affinché, mediante appositi bandi, vengano realizzate App e piattaforme informatiche, ideate anche per i bambini attraverso sistemi interattivi basati sul gaming, che consentano a famiglie e consumatori di comprendere l'impatto ambientale delle proprie abitudini e scelte di consumo e di orientarsi verso comportamenti virtuosi e stili di vita a basse emissioni di carbonio;

3) ad adottare iniziative volte ad accrescere la diffusione del marchio Made Green in Italy e l'adesione da parte delle imprese, anche mediante l'elaborazione di ulteriori regole di categoria di prodotto (Rcp) che consentano di effettuare gli studi relativi all'impronta ambientale per un numero maggiori prodotti;

4) a individuare una strategia basata su un sistema integrato di azioni e misure, anche di carattere normativo, che rafforzi la collaborazione e il coordinamento tra i Ministeri competenti, anche ai fini della partecipazione ai tavoli nazionali ed europei dove vengono definiti gli standard e le procedure per la implementazione dei sistemi di etichettatura low-carbon;

5) ad accompagnare le misure finalizzate alla riduzione dell'impronta di carbonio dei processi, dei prodotti e dei servizi con adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai consumatori e agli operatori del mercato.
(1-00674) «Gallo, Sut, Federico, Masi, Torto, Chiazzese, Zolezzi, Manzo, Buompane, Palmisano».