• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/07155 RICHETTI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che: a partire dal 1° aprile 2022, tutti i nuovi iscritti al registro dei praticanti avvocato dovranno seguire un nuovo corso...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07155 presentata da MATTEO RICHETTI
giovedì 16 giugno 2022, seduta n.441

RICHETTI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

a partire dal 1° aprile 2022, tutti i nuovi iscritti al registro dei praticanti avvocato dovranno seguire un nuovo corso obbligatorio con durata minima di 160 ore, da affiancare ai 18 mesi di pratica forense già previsti, solamente per accedere all'esame di abilitazione all'esercizio della professione;

l'obbligo è previsto dall'articolo 43 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, di riforma dell'ordinamento della professione forense, mentre la disciplina dei corsi di formazione è stata specificata con il decreto del Ministero della giustizia n. 17 del 9 febbraio 2018;

l'entrata in vigore della disciplina dei corsi di preparazione era stata inizialmente posticipata al 2020, sempre con un decreto ministeriale (decreto n. 133 del 5 novembre 2018) e nuovamente posticipata all'anno 2022 con decreto ministeriale n. 80 del 9 giugno 2020;

nell'organizzazione di questi corsi e della loro offerta didattica è lasciata particolare libertà ai diversi consigli dell'ordine, i quali avranno l'unico obbligo di rispettare le linee guida del consiglio nazionale forense e di garantire la partecipazione di tutti i richiedenti;

la partecipazione, però, stona con alcuni corsi previsti a "numero chiuso", che costringono così gli sfortunati esclusi a dover virare su corsi "aperti" geograficamente più distanti;

oltretutto, è anche rimessa alla discrezionalità dei singoli consigli forensi la possibilità di richiedere un contributo economico per il sostentamento del corso, frapponendo così tra il praticamente e il conseguimento del titolo un ulteriore ostacolo, di tipo sia didattico che economico;

dopo due proroghe biennali, pare che si sia giunti al punto di non ritorno, senza che siano state affrontate le criticità di una normativa che va in netta controtendenza sia con gli altri percorsi di accesso agli ordini professionali che con la disciplina di concorsi di secondo grado, come quello in magistratura;

se, infatti, da un lato si è più volte intervenuti per rendere "abilitanti" diversi titoli di studio (odontoiatria, farmacia, medicina veterinaria, psicologia), dall'altro si è proceduto a ridimensionare i requisiti per l'accesso al concorso in magistratura, con la legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (approvata dalla Camera in prima lettura il 26 aprile 2022) che all'articolo 4 esclude il requisito alternativo dei 18 mesi di tirocinio presso la scuola di specializzazione per le professioni legali, prevedendo invece la possibilità di accesso immediato al concorso a seguito dell'ottenimento della laurea;

misure di liberalizzazione e semplificazione che, sicuramente, stonano con il percorso che pare incombere per gli aspiranti avvocati, visto peraltro che il recente decreto "milleproroghe" (decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15) ha previsto, all'articolo 8, proroghe per l'esame di avvocato, ma nessuna misura per i corsi di formazione,

si chiede di sapere:

se sia intenzione del Ministro in indirizzo prevedere un'ulteriore proroga all'avvio dell'obbligatorietà di questi corsi di formazione;

se si preveda, come soluzione a lungo termine, una rimozione del riferimento normativo ai corsi obbligatori che rappresentano solamente un ulteriore ostacolo all'esercizio della professione forense;

se, in alternativa, si procederà quantomeno ad una disciplina che preveda il superamento del corso come titolo equivalente al certificato di compiuta pratica, eliminando altresì la possibilità di corsi a "numero chiuso" o di "contributi economici volontari".

(4-07155)