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Atto a cui si riferisce:
C.5/08243 (5-08243)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 15 giugno 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-08243

  Gli onorevoli interroganti pongono all'attenzione del Governo il tema del divario retributivo e il tema del rafforzamento delle competenze nell'ambito della più ampia tematica della crescita occupazionale.
  In ambito europeo, come noto, la direttiva sul salario minimo apre una nuova prospettiva per contrastare il lavoro povero e per dare a tutti i lavoratori un salario dignitoso. La direttiva non impone una scelta obbligatoria tra salario minimo legale o rafforzamento della contrattazione collettiva, ma definisce il quadro generale entro il quale i singoli Stati possono declinare gli interventi, anche molteplici, volti all'adeguatezza dei salari.
  Il tema della povertà retributiva va infatti affrontato in maniera organica e attraverso soluzioni articolate e incidenti su ambiti diversi. Certamente, come sottolineato dagli onorevoli interroganti, per raggiungere l'obiettivo dell'innalzamento dei salari occorre intervenire sul potenziamento delle competenze dei lavoratori, al fine di superare gli squilibri del mercato del lavoro, con particolare riferimento alle aree più deboli del Paese, e di rispondere più efficacemente alle sfide delle transizioni occupazionali indotte dall'innovazione tecnologica.
  Per quanto riguarda le politiche del lavoro e la formazione professionale, le risorse complessivamente investite grazie al PNRR sono pari a 7,25 miliardi, compresi i «progetti in essere», e si riferiscono ad alcune riforme di grande rilievo nonché a fondamentali investimenti per lo sviluppo di strumenti innovativi di politica attiva del lavoro.
  Tra gli obiettivi del PNRR raggiunti dal Ministero del lavoro vi è il Programma garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), volto a riformare le politiche attive del lavoro e a raggiungere, attraverso percorsi formativi di qualificazione e riqualificazione professionale, quelle categorie di lavoratori, inoccupati o disoccupati, giovani e donne, più deboli e lontani dal mercato del lavoro, anche perché appartenenti ad aree svantaggiate del Paese.
  Al riguardo, il Ministero del lavoro ripone grande fiducia nei progetti che saranno attuati con il Fondo nuove competenze, che rappresenta un intervento molto complesso, che vede coinvolte 14.500 imprese, 720 mila lavoratori, per 95 milioni di ore di formazione previste. Il Fondo è stato gestito fino a poco fa nel contesto dell'emergenza pandemica, e questo ha certamente inciso sul suo pieno ed efficace funzionamento.
  Il Fondo è stato rifinanziato in maniera molto significativa: un miliardo per il nuovo bando 2022-2023 e 630 milioni aggiuntivi per coprire le richieste del bando precedente. Con queste risorse saranno attuati interventi funzionali a ridisegnare un rapporto sempre più stretto tra formazione e mondo del lavoro, accompagnando le trasformazioni emergenti con particolare riguardo alle competenze digitali ed ambientali.
  L'intenzione del Ministero è quella di istituire una cabina di regia che monitori l'attuazione della misura e le novità proposte, che saranno oggetto di confronto, nell'ambito di un gruppo tecnico attivato ad hoc con le parti sociali.
  Per quanto riguarda i Centri per l'impiego, per attuare quanto previsto dal PNRR, occorre invertire la tendenza alla burocratizzazione di tali strutture, investendo maggiormente sui servizi di analisi della domanda, di incrocio tra domanda e offerta di lavoro e di vero orientamento al lavoro.
  A tal fine, gli investimenti per la razionalizzazione e per il potenziamento delle piattaforme informatiche che gestiscono i dati congiuntamente agli interventi per la piena integrazione del servizio pubblico di orientamento al lavoro con le agenzie private del lavoro sono gli interventi prioritari per il rafforzamento delle politiche attive del lavoro.
  Al riguardo, segnalo che sono in via di emanazione i primi bandi regionali relativi al programma GOL, che permetteranno l'integrale attivazione delle agenzie del lavoro private nell'incrocio tra domanda e offerta e il concorso, su un piano di parità, con i centri per l'impiego all'attuazione dello stesso.