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Atto a cui si riferisce:
C.1/00670    premesso che:     le malattie neoplastiche rappresentano la seconda causa di morte in Italia;     più nello specifico, dai dati relativi al 2021 elaborati in...



Atto Camera

Mozione 1-00670presentato daBELLUCCI Maria Teresatesto diMercoledì 15 giugno 2022, seduta n. 708

   La Camera,

   premesso che:

    le malattie neoplastiche rappresentano la seconda causa di morte in Italia;

    più nello specifico, dai dati relativi al 2021 elaborati in collaborazione dall'Associazione italiana di oncologia medica («Aiom»), dall'Associazione italiana registri tumori («Airtum»), dalla Fondazione Aiom e Passi (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia), risulta che ogni anno si registrano 377 mila nuove diagnosi di malattie neoplastiche;

    sebbene i dati sui nuovi casi diagnosticati e sui decessi esprimano ancora una significativa incidenza e mortalità del cancro, per il Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri (in seguito «Cipomo»), nella cura dei pazienti affetti da tumori maligni sono stati ottenuti notevoli progressi sia in termini di aumento del numero dei guariti sia di allungamento della sopravvivenza e miglioramento della qualità della vita nel periodo pre-pandemico. Infatti, i tassi di mortalità per tutti i tumori in Italia nel 2021 sono stati decisamente più bassi rispetto alla media europea, e nel corso degli ultimi sei anni sono diminuiti del 9,7 per cento negli uomini e dell'8 per cento nelle donne;

    anche le stime relative alla sopravvivenza dei malati di tumore sono confortanti: a cinque anni dalla diagnosi di tumore è ancora in vita il 59,4 per cento degli uomini (la stima del 2020 era del 54 per cento) e il 65 per cento delle donne (63 per cento nel 2020). I dati mostrano che per alcuni tumori il tasso di sopravvivenza supera il 90 per cento (tiroide e melanoma nelle donne; testicolo, tiroide e prostata negli uomini) e che anche per i tumori abitualmente più difficili da curare (polmone, esofago, mesotelioma e pancreas) ci sono stati comunque miglioramenti superiori al 2 per cento. Per i tumori pediatrici il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è pari all'84,3 per cento, rispetto a una media europea del 78 per cento;

    questi progressi dipendono, essenzialmente, dagli avanzamenti nella prevenzione (screening), nella ricerca tecnica, biologica e farmacologica, nonché da strategie di cura multi-professionale;

    purtroppo, l'emergenza sanitaria da COVID-19 ha causato una inversione di rotta del trend positivo descritto, provocando ritardi significativi nella prevenzione e nell'erogazione di prestazioni sanitarie e cure. Il peso di questi ritardi è stato tanto più evidente per i pazienti oncologici, rallentando l'attuazione dei programmi di screening e, più in generale, lo svolgimento dell'attività diagnostica e terapeutica dei tumori. Conferma questo rallentamento l'European Cancer Organization (E.c.o.), secondo cui ammontano a 100 milioni i test di screening oncologici non eseguiti in Europa durante la pandemia. Più nello specifico, secondo l'Osservatorio nazionale screening si registrano in media cinque mesi di ritardo per lo screening del tumore del collo dell'utero, per quello del tumore della mammella e per lo screening colorettale; e ancora, sono «sfuggiti» ai controlli, nel 2020 rispetto al 2019, in termini di mancate diagnosi oltre 3.300 carcinomi mammari, 2.782 lesioni cervicali CIN2+, quasi 1.300 carcinomi colorettali e oltre 7.400 adenomi avanzati;

    queste drammatiche lacune nella nostra offerta di salute sono state determinate dalla mancata strutturazione dell'assistenza territoriale e dalle inefficienze del nostro Servizio sanitario nazionale, variamente riconducibili a disparità regionali e a carenza di personale e di strutture. In particolare, negli ultimi tre anni, il S.s.n. ha perso quasi 21 mila medici specialisti: infatti, dal 2019 al 2021 hanno abbandonato l'ospedale 8 mila camici bianchi per dimissioni volontarie e scadenza del contratto a tempo determinato e 12.645 per pensionamenti, decessi e invalidità al 100 per cento. Alla progressiva perdita di personale si sommano la chiusura e il ridimensionamento di alcune strutture, anche oncologiche, in diverse regioni;

    le conseguenze di questi ritardi si riflettono sullo stato di avanzamento della patologia e sulla efficacia della relativa terapia. Secondo il Presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce), è inevitabile nel prossimo futuro assistere ad un aumento di mortalità per queste patologie che potrà annullare i benefici prodotti da ricerca e innovazione negli ultimi venti anni;

    pertanto, appare necessario favorire il recupero delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche riorganizzando l'oncologia. In particolare, sulla base delle indicazioni della Cipomo, occorre aumentare il numero dei posti nelle scuole di specializzazione, potenziare le reti oncologiche, creando un «tessuto connettivo» che colleghi agevolmente tutte le realtà oncologiche distribuite sul territorio, rafforzare la medicina territoriale per migliorare la risposta ai bisogni del malato e ridurre del carico attuale che pesa sul sistema ospedaliero, puntando sulla digitalizzazione, sul fascicolo sanitario elettronico, sulla telemedicina, sul collegamento digitale tra strutture;

    del resto, nel senso dell'implementazione dei servizi sanitari a livello territoriale e di prossimità si dirige anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nello specifico, la componente 1 della missione 6 è specificamente rivolta al rafforzamento delle prestazioni erogate sul territorio, attraverso la creazione e il potenziamento di strutture e presidi territoriali nonché dell'assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari. Invece, la componente 2 è dedicata alla innovazione, ricerca e digitalizzazione del S.s.n., dirette a migliorare la capacità di erogazione e monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza anche attraverso più efficaci sistemi informativi e destinando risorse alla ricerca scientifica. A questo scopo è stato previsto l'impiego di circa 15,6 miliardi di euro a valere sul Rrf, 1,71 miliardi dal React-EU, 2,89 miliardi dal Fondo complementare, per un totale di circa 20 miliardi di euro;

    inoltre, rappresenta un impegno politico di rilievo e a sostegno dei malati colpiti da malattia oncologica il piano europeo di lotta contro il cancro, altro passo avanti verso un'Unione europea della salute forte e più sicura, meglio preparata e più resiliente, le cui indicazioni auspichiamo che vengano recepite e attuate dal «Piano oncologico nazionale 2022-2027» attraverso lo stanziamento di fondi necessari e adeguati per la realizzazione degli obiettivi previsti;

    nello specifico, il piano europeo di lotta contro il cancro, presentato nel febbraio 2021 e che sarà riesaminato entro la fine del 2024, sostiene l'attività svolta dagli Stati membri per prevenire il cancro e garantire un'elevata qualità della vita ai pazienti, ai guariti, ai loro familiari e a chi li assiste fornendo un valore aggiunto più rilevante in termini di prevenzione, diagnosi precoce, diagnosi e terapie, qualità della vita dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti;

    in relazione a questo ultimo profilo è da segnalare che per i sopravvissuti al cancro, dopo un duro e lungo percorso che li ha provati fisicamente e psicologicamente, essere stati destinatari di una diagnosi di patologia tumorale dalla quale sono guariti è causa di disparità di trattamento per effetto di normative e pratiche contrattuali che, nel lavoro, nella richiesta di mutui, prestiti o assicurazioni nonché nell'adozione di un minore, consentono di indagare sullo stato di salute. Al contrario, dovrebbe loro essere riconosciuto un diritto all'oblio, per il quale non si è tenuti a dichiarare la pregressa patologia, trascorso un certo periodo di tempo dalla diagnosi e dalla conclusione del percorso terapeutico,

impegna il Governo:

1) a promuovere campagne di prevenzione dei tumori e di sensibilizzazione in materia, anche all'interno delle scuole e nei luoghi di lavoro;

2) con riferimento al cosiddetto «Piano oncologico nazionale 2022-2027», a definirne in maniera dettagliata i tempi di attuazione e ad adottare iniziative volte a stanziare adeguate risorse finanziarie per la sua realizzazione;

3) nell'ambito della progressiva definizione di un sistema di prevenzione e diagnosi precoce, ad adottare iniziative per potenziare sul territorio nazionale la rete oncologica, incrementando in particolare il numero di centri di screening per la diagnosi e la cura delle malattie neoplastiche, anche recuperando e ammodernando le strutture esistenti ed eventualmente dismesse;

4) a potenziare, con ogni misura e sostegno economico, la lotta al cancro infantile, garantendo l'assistenza adeguata alle famiglie;

5) ad adottare iniziative per investire sulla formazione in materia di malattie oncologiche e sull'assunzione di personale medico, di psicologi e di altri professionisti sanitari;

6) nel quadro degli interventi per potenziare la prevenzione e la cura dei tumori, ad adottare iniziative per rivedere i criteri di accesso alla facoltà di medicina e agli altri corsi di istruzione universitaria per le professioni sanitarie, privilegiando il merito, in modo da risolvere la stortura dovuta alla differenza tra laureati in medicina e posti di specializzazione disponibili (cosiddetto «imbuto formativo»);

7) ad assumere le opportune iniziative per favorire la ricerca scientifica, anche in relazione alle terapie e ai farmaci innovativi, e per promuovere lo sviluppo della telemedicina, predisponendo le risorse economiche necessarie;

8) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a favorire lo sviluppo di modelli predittivi e proattivi che consentano la stratificazione della popolazione, il monitoraggio dei fattori di rischio e la gestione integrata di patologie oncologiche, anche mediante lo stanziamento di risorse economiche e/o di incentivi;

9) a garantire ogni iniziativa necessaria, nelle competenti sedi, finalizzata all'effettiva attivazione delle principali misure contenute nel «Piano europeo di lotta contro il cancro»;

10) a promuovere il riconoscimento del cosiddetto «diritto all'oblio» per i guariti da neoplasia, al fine di garantire la tutela dei diritti delle persone guarite da malattie oncologiche.
(1-00670) «Bellucci, Ferro, Gemmato, Lucaselli, Rizzetto, Foti, Galantino, Zucconi, Bucalo, Frassinetti».