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Atto a cui si riferisce:
C.1/00665    premesso che:     la popolazione europea, pur rappresentando meno di un decimo della popolazione mondiale, presenta un caso su quattro di pazienti oncologici;...



Atto Camera

Mozione 1-00665presentato daNOJA Lisatesto diLunedì 13 giugno 2022, seduta n. 706

   La Camera,

   premesso che:

    la popolazione europea, pur rappresentando meno di un decimo della popolazione mondiale, presenta un caso su quattro di pazienti oncologici;

    l'International Agency for Research on Cancer dell'organizzazione mondiale della sanità ha stimato un incremento dei decessi a causa di patologie oncologiche pari a oltre 24 punti percentuali entro il 2035, diventando i tumori il primo fattore di mortalità all'interno del territorio dell'Unione europea;

    le patologie oncologiche, oltre a compromettere gravemente la salute psico-fisica individuale, producono un rilevante impatto sui sistemi sanitari degli Stati membri e, più in generale, sulle loro economie: in particolare, l'impatto economico complessivo è valutato superiore ai 100 miliardi di euro l'anno;

    quanto al nostro Paese, l'ultimo rapporto dell'Associazione italiana di oncologia medica, curato assieme all'Associazione italiana registri tumori e all'Associazione italiana di anatomia patologica e citologia diagnostica e presentato nell'ottobre del 2020, stima in Italia l'effettuazione di 377 mila nuove diagnosi di tumori, 197 mila negli uomini e 182 mila nelle donne, nel corso dell'anno 2020;

    il medesimo rapporto evidenzia, altresì, l'efficacia delle campagne di prevenzione, della ricerca e delle terapie innovative, che determinano una riduzione complessiva dei tassi di mortalità e un aumento significativo delle persone guarite e che tornano a condurre una vita caratterizzata da buoni indicatori di qualità: sopravvivono alla malattia 3,6 milioni di persone in più, con un incremento di 37 punti percentuali rispetto a dieci anni fa, e almeno un paziente su quattro è da considerarsi guarito ed è tornato a godere della medesima aspettativa di vita della generalità della popolazione italiana;

    ciò nonostante, la pandemia da COVID-19 ha segnato un importante rallentamento delle pratiche di prevenzione, presa in carico e cura delle patologie oncologiche nel nostro Paese, ritardando moltissimi screening e diagnosi e incidendo notevolmente sull'accesso ai servizi da parte della popolazione, con marcate differenze tra regioni;

    le difficoltà di accedere ai servizi hanno determinato la drastica riduzione di screening, diagnosi e vaccinazioni antitumorali, dato che gli esperti pongono in relazione alla previsione di un significativo incremento – nel prossimo futuro – delle diagnosi di tumori soltanto in fase avanzata, con una riduzione delle possibilità di intervento precoce e, dunque, il correlato aumento dei decessi, nonché dei costi relativi all'assistenza sanitaria;

    durante il periodo pandemico la rete oncologica italiana ha assistito, su tutto il territorio nazionale, a una diminuzione della disponibilità di farmaci antitumorali e, in alcune realtà territoriali, si sono registrati non soltanto ritardi nelle diagnosi, ma – addirittura della sospensione delle attività diagnostico-terapeutiche o l'impossibilità di somministrazione delle terapie salvavita;

    in altre parole, il COVID-19 ha messo in evidenza, in tutta la sua drammaticità, un sistema sanitario di cure oncologiche «a macchia di leopardo» o «a doppia velocità»: a fronte di realtà che hanno modificato protocolli e procedure, sperimentando nuovi metodi organizzativi per garantire continuità della presa in carico dei pazienti oncologici, in altri casi è stato negato l'accesso alle cure, con un vulnus dei princìpi di eguaglianza e non discriminazione nella garanzia del diritto supremo alla salute, di cui al combinato disposto degli articoli 3 e 32 della Costituzione;

    in data 3 febbraio 2021, la Commissione europea ha presentato il Piano europeo di lotta contro il cancro, strutturato su quattro ambiti di intervento: prevenzione, individuazione precoce delle neoplasie, diagnosi e trattamento, qualità di vita dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti alla malattia;

    il Piano europeo, finanziato dai programmi EU4Health, Orizzonte Europa, Erasmus+ ed Europa digitale, dai fondi della politica di coesione e dalla possibilità di fare ricorso al Next Generation EU, si struttura in dieci «iniziative faro» e verrà riesaminato entro la fine dell'anno 2024;

    inoltre, a febbraio 2021 è stato presentato il Piano d'azione Samira, che si propone di migliorare il coordinamento europeo nell'utilizzo delle tecnologie radiologiche e nucleari per la cura di malattie, incluse le patologie oncologiche, attraverso azioni che mirano ad assicurare a tutti i cittadini europei parità di accesso ai servizi, con particolare riferimento alla medicina personalizzata, garantendo il rispetto dei più alti standard di sicurezza e promuovendo innovazione e sviluppo tecnologico delle applicazioni mediche;

    in data 18 maggio 2022, il Ministro della salute ha annunciato la pronta adozione del Piano oncologico nazionale, ormai atteso da diversi anni, che – secondo quanto affermato – adotterà un approccio globale e intersettoriale, volto all'integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, con l'obiettivo dell'eliminazione delle disuguaglianze nell'accesso agli interventi di prevenzione e cura;

    il Piano oncologico nazionale dovrà definire le azioni programmatiche di prevenzione, diagnosi, presa in carico, assistenza e cura delle patologie ontologiche, declinare gli interventi di integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera, nonché individuare indicatori univoci volti a valutare le performance regionali e il raggiungimento degli obiettivi prefissati;

    il Piano oncologico nazionale riveste un'importanza strategica per rendere la cura delle patologie oncologiche rispondente ad alti standard qualitativi, universalmente riconosciuti, nonché uniforme su tutto il territorio nazionale;

    cruciale risulterà il pieno coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati, affinché le misure adottate risultino il più possibile efficaci e rispondenti ai bisogni e ai diritti dei pazienti oncologici;

    particolarmente importante, inoltre, è fornire finalmente attuazione alla legge 22 marzo 2019, n. 29, istituendo la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza, per il conferimento dei dati regionali in un unico database nazionale;

    i dati e le ricerche in materia di patologie tumorali attestano come la medicina personalizzata, unitamente alle tecnologie digitali, sia in grado di modificare radicalmente la prognosi dei pazienti;

    ciò nonostante, si rinvengono tutt'oggi ancora notevoli ostacoli nell'accesso ai test di diagnostica molecolare, assolutamente indispensabili per poter predisporre terapie efficaci e adeguate alle caratteristiche della persona;

    l'articolo 19-octies del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, allocava 5 milioni di euro per l'anno 2021 destinati al potenziamento dei test NGS, strumenti di prevenzione innovativi che, individuando le alterazioni molecolari all'origine dei tumori, garantiscono diagnosi precoce e terapie efficaci, prevedendo al secondo comma l'emanazione di un decreto attuativo;

    in seguito, l'articolo 1, commi 684 e seguenti, della legge n. 30 dicembre 2021, n. 234, ha istituito nello stato di previsione del Ministero della salute un nuovo fondo, con dotazioni pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, rinviando ad un ulteriore decreto attuativo la definizione di criteri, modalità attuative e sistema di monitoraggio;

    in particolare, con riferimento agli stanziamenti di cui all'articolo 1, comma 684, della legge 30 dicembre 2021, n. 23, in risposta a all'atto di sindacato ispettivo a risposta immediata in Commissione n. 5-08026, in data 4 maggio 2022, il Ministero della salute ha evidenziato che, acquisito anche il parere del Consiglio superiore di sanità (CSS) – Sezione I, Sessione II, del 15 febbraio 2022, lo «schema di decreto in questione conclusa l'istruttoria tecnica è dal 2 maggio u.s. alle valutazioni politiche ai fini del successivo inoltro alla Conferenza Stato-regioni;»

    tuttavia, ad oggi, nonostante la scadenza dei termini di cui alle sopracitate disposizioni e le rassicurazioni da parte del Ministero della salute, lo stesso non risulta ancora adottato e i pazienti oncologici sono, non di rado, costretti a sostenere a proprie spese i costi dell'accesso ai suddetti screening;

    la difficoltà di accesso ai servizi riguarda, altresì, particolari categorie di pazienti oncologici: tra queste, figurano senz'altro le donne con disabilità, interessate da tassi di patologie oncologiche femminili estremamente più elevati rispetto al resto della popolazione femminile generale, a causa della mancanza di strutture e apparecchiature di screening e diagnosi progettate per rispondere ai vari bisogni di accessibilità;

    le patologie tumorali producono un impatto significativo non soltanto sulla salute fisica, ma altresì sulla salute psichica o mentale delle persone che ne sono coinvolte: pertanto, da più parti viene evidenziata la necessità che i pazienti oncologici abbiano accesso a supporti psicologici adeguati, al momento della diagnosi e durante e dopo i trattamenti sanitari a cui devono sottoporsi;

    infine, urgente risulta l'adozione di misure volte a garantire ai pazienti oncologici guariti il cosiddetto «diritto all'oblio», come raccomandato agli Stati membri dalla recente risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2022;

    emerge in particolare la necessità che ai pazienti guariti da patologie oncologiche, trascorso un certo periodo di tempo dalla fine del trattamento e in assenza di recidive o ricadute, non vengano più richiesti dati personali inerenti alle proprie condizioni di salute pregresse per accedere a servizi finanziari, assicurativi e di altra natura – prassi che si pone in antitesi col diritto alla riservatezza, nonché coi princìpi di ragionevolezza, eguaglianza e non discriminazione;

    l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha più volte sottolineato come, nella prevenzione delle patologie oncologiche, rivestano un ruolo fondamentale gli stili di vita e i comportamenti individuali la cui applicazione, dati scientifici alla mano, eviterebbe la metà dei tumori che ogni anno colpiscono milioni di persone;

    se una delle voci più autorevoli in ambito di ricerca sui tumori considera il cambiamento dello stile di vita come lo strumento più importante nella lotta contro il cancro, occorre uno sforzo, anche in termini di risorse investite, idoneo a mettere in campo una strategia di prevenzione adeguata ai differenti contesti territoriali e ai relativi diversi fattori ambientali,

impegna il Governo:

1) ad adottare e poi attuare prontamente il Piano oncologico nazionale, dando altresì implementazione al Piano europeo di lotta contro il cancro e al Piano Samira, di cui in premessa, tenendo costantemente aggiornato il Parlamento al riguardo;

2) ad assumere tutte le iniziative di competenza volte ad assicurare uniformità sull'intero territorio nazionale, nella garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni inerenti ai servizi di prevenzione, diagnosi, assistenza e cura delle patologie oncologiche, rafforzando altresì l'assistenza territoriale e la telemedicina e prevedendo indicatori univoci volti a valutare le performance regionali in materia di presa in carico dei pazienti;

3) a promuovere, per quanto di competenza e in raccordo con le regioni, campagne di screening per le categorie di persone maggiormente a rischio, anche al fine di intercettare le patologie non diagnosticate durante il periodo pandemico, incentivando altresì l'attività di prevenzione secondaria;

4) ad assumere tutte le iniziative di competenza volte a garantire ai pazienti oncologici, in maniera uniforme sull'intero territorio nazionale, l'accesso ai più moderni sistemi di medicina personalizzata e, in particolare, agli screening oncologici innovativi, quali i test diagnostici NGS, dando anzitutto pronta e piena attuazione all'articolo 19-octies del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, e all'articolo 1, commi 684 e seguenti, della legge 30 dicembre 2021, n. 234;

5) ad adottare le iniziative di competenza volte ad assicurare alle persone guarite da patologie oncologiche l'accesso a servizi finanziari, assicurativi e di altra natura in condizioni di eguaglianza e non discriminazione rispetto al resto della popolazione, secondo quanto previsto dalla risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2022;

6) a promuovere la ricerca sulle nuove tecnologie e sui farmaci oncologici innovativi, adottando altresì tutte le iniziative di competenza volte a garantire ai pazienti il pronto accesso ai farmaci innovativi approvati da Aifa;

7) a dare attuazione alla legge 22 marzo 2019, n. 29, realizzando il Registro nazionale tumori, volto ad assicurare il conferimento dei dati regionali in un unico database nazionale;

8) ad assumere iniziative volte a promuovere scambi di informazioni scientifiche e terapeutiche tra le varie strutture sanitarie, al fine di migliorare l'appropriatezza dell'offerta sanitaria relativa alle specificità dei diversi tumori e a favorire lo sviluppo di letteratura scientifica nazionale confrontabile con dati europei e internazionali;

9) a porre in essere, per quanto di competenza, iniziative volte a consentire l'effettivo e facile accesso delle persone con disabilità ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie oncologiche, assicurando l'adozione di misure organizzative e la disponibilità di strutture e apparecchiature di screening e diagnosi idonee a rispondere ai differenti bisogni di accessibilità, anche promuovendo progetti per favorire lo sviluppo di macchine per l'effettuazione di test diagnostici che risultino adeguate alle esigenze delle donne con disabilità;

10) ad adottare, per quanto di competenza, le iniziative per garantire ai pazienti oncologici adeguati strumenti di sostegno psicologico, sia al momento della diagnosi, sia durante e in seguito ai trattamenti sanitari a cui devono sottoporsi;

11) ad assumere le iniziative opportune a realizzare campagne di informazione e raccolta di dati che consentano di mettere in campo strategie di prevenzione mirate, tenuto conto anche delle specificità territoriali che influiscono su abitudini di vita, fattori ambientali, qualità dell'aria e dell'ambiente urbano e di lavoro.
(1-00665) «Noja, Baldini, Fregolent, Ungaro, Marco Di Maio, Occhionero, Vitiello, Annibali, Del Barba, Gadda, Giachetti, Librandi, Marino, Moretto, Nobili».