• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00844 (7-00844) «Cattaneo, Giacomoni, Mazzetti, Porchietto, Giacometto».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00844presentato daCATTANEO Alessandrotesto diVenerdì 27 maggio 2022, seduta n. 702

   La VI Commissione,

   premesso che:

    il sistema di incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus e fotovoltaico di cui agli articoli 119 e successivi del decreto-legge n. 34 del 2020, (cosiddetto «superbonus 110 per cento» entrato in vigore il 19 maggio 2020) è stato modificato ben 15 volte nel corso degli ultimi due anni. In particolare, per l'articolo 121, quello di maggior interesse per la competenza della Commissione finanze e relativo all'opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali, estesa peraltro a tutte le tipologie di bonus edilizi, si contano 10 modifiche rispetto al testo originario. A fronte di una modifica ogni 52 giorni non esiste un cantiere che non abbia visto modificarsi la normativa di riferimento almeno due o tre volte, dall'inizio alla fine degli interventi;

    fino all'intervento del decreto cosiddetto «Antifrodi» (decreto-legge 11 novembre 2021, n. 157 poi trasfuso nella legge di bilancio 2022), i meccanismi dello sconto in fattura e della cessione dei crediti a favore del sistema bancario, erano ben rodati e assicuravano tempi certi di realizzo, il che garantiva alle imprese esecutrici una congrua programmazione degli interventi e il rispetto delle tempistiche previste;

    a decorrere dal 12 novembre 2021, per ridurre i rischi di frodi o di utilizzi indebiti dell'agevolazione, il citato «decreto Antifrodi» ha introdotto l'obbligo dell'asseverazione di congruità delle spese e del visto di conformità anche per la cessione di bonus diversi dal 110 per cento, nonché l'obbligo di assoggettare al visto di conformità anche l'utilizzo diretto del superbonus nella dichiarazione dei redditi;

    in forza dell'articolo 28 del decreto-legge n. 4 del 2022, per i bonus legati a interventi edilizi sono state vietate le cessioni «a catena», ritenendosi legittimo, oltre allo sconto in fattura sul corrispettivo, un solo trasferimento. In via transitoria, per i crediti che al 17 febbraio 2022 erano stati precedentemente oggetto di un'opzione, è stata permessa un'ulteriore cessione a soggetti terzi, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Inoltre, è stato previsto che a far data dal 1° maggio 2022 sarebbe scattato il divieto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell'opzione all'Agenzia delle entrate;

    tuttavia, dal 25 febbraio 2022, con l'articolo 1 del decreto-legge n. 13 (poi confluito come emendamento nel decreto-legge n. 4) sono state ammesse due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari. Tale decreto ha anche stabilito che al credito da cedere bisognava attribuire un codice identificativo univoco al momento della comunicazione dell'opzione, da indicare, poi, nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni;

    con la conversione del «decreto Energia» n. 17, le regole sulla cessione dei crediti fiscali relativi a detrazioni hanno previsto un meccanismo articolato in una prima cessione libera, con una seconda e terza cessione in favore di soggetti qualificati quali intermediari finanziari e una quarta cessione dalle banche ai propri correntisti;

    nel rispondere ad interrogazioni in merito all'applicazione dei bonus edilizi il 27 aprile 2022, il Ministro dell'economia e delle finanze, oltre a preannunciare la proroga al 30 settembre del completamento del 30 per cento dei lavori per le unifamiliari, ha dato chiarimenti in merito alla frazionabilità del credito, affermando che normativa vigente già consente, dopo la prima comunicazione di esercizio dell'opzione, di cedere o di compensare le singole annualità di cui il credito si compone, purché questa non venga ulteriormente frazionata. Impostazione confermata con una Faq dell'Agenzia delle entrate del 19 maggio;

    a rendere più complessa la situazione sono le scadenze delle diverse agevolazioni. Il fattore tempo è cruciale soprattutto per le detrazioni che hanno un orizzonte temporale limitato: qualche mese di blocco può essere ammortizzato senza troppi danni per chi sta sfruttando i bonus ordinari – prorogati dalla manovra fino al 2024 – ma potrebbe rendere impossibile usufruire dei benefici per chi soggiace alle scadenza del prossimo 31 dicembre 2022: «superbonus» per le case monofamiliari e le unità indipendenti, bonus facciate al 60 per cento e detrazione contro le barriere architettoniche al 75 per cento;

    in una audizione di fine aprile 2022 il direttore dell'Ade ha spiegato che, a fine 2021, il mercato delle cessioni dei crediti aveva raggiunto quota 38,4 miliardi di euro, quasi tutti accumulati nel 2021. Nel primo quarto del 2022 quota 40 miliardi è stata superata, in quanto Enea informa che si sono consolidate nuove detrazioni 110 per cento circa sei miliardi di euro. Agli inizi di maggio Enea ha comunicato il totale degli investimenti ammessi alla detrazione del 110 per cento ammontava a 27,4 miliardi di euro, con detrazioni a carico dello Stato previste a fine lavori per oltre 30 miliardi, relative a 155.543 asseverazioni. Gran parte di questi crediti è finita alle banche e altri operatori che si sono proposti di liquidarli;

    tali operatori hanno acquisito oltre 35 miliardi di euro di crediti, una massa difficile da gestire in relazione alla capienza fiscale del sistema. A questi operatori bisogna aggiungere le banche che ancora non hanno comunicato i crediti acquisiti o attori come le assicurazioni o le utility. La stima di 35 miliardi di euro è da considerare al ribasso;

    in conseguenza della stretta legislativa e della saturazione del mercato, nei primi giorni di febbraio 2022 Cassa depositi e prestiti e Poste hanno bloccato il mercato delle cessioni, seguite dal resto del sistema bancario. Le associazioni imprenditoriali edilizie hanno fatto presente che questa decisione avrebbe avuto un impatto pesantissimo sui lavori in corso, con il rischio di creare migliaia di contenziosi e di bloccare interventi già avviati;

    il blocco ha determinato una paradossale situazione nella quale le imprese che effettuano i lavori, in particolare le piccole e medie imprese si ritrovano con i cassetti fiscali pieni, ma senza risorse per poter proseguire i lavori, onorare gli impegni coi fornitori, pagare stipendi e contributi. Né è possibile per tali imprese mettere in cassa integrazione le maestranze, poiché sotto il profilo economico-finanziario risultano essere aziende sane;

    a fronte dell'evidenza che, su un complesso di frodi potenziali, ma da accertare, valutate in circa 4 miliardi di euro, quelle relative ai bonus edilizi ex articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020 risultano essere solo il 3 per cento, recenti disposizioni hanno riavviato il mercato delle cessioni, consentendo sia, come già detto, il frazionamento per annualità, sia una quarta cessione dalle banche e dagli intermediari finanziari ai clienti professionali privati di cui all'articolo 6, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e cioè ai soggetti che operano nei mercati finanziari, agli investitori istituzionali e alle imprese di grandi dimensioni con un fatturato netto di almeno 40 milioni di euro annui;

    pur registrandosi un riavvio del mercato delle cessioni del credito, tuttavia risultano ancora diversi ostacoli, che colpiscono in particolare le piccole e medie imprese del settore edilizio. Oltre a dettare nuove condizioni per l'acquisto del credito, tra le quali l'esame del merito creditizio del cedente, si registrano presso le banche casi in cui vengono accettate solo fatture oltre un certo importo. In taluni casi, le imprese che operano per Sal sono ostacolate nella cessione dei Sal successivi al primo, ove propongano la cessione a istituti di credito diversi da quelli a cui hanno ceduto il primo. In generale, si registra un maggior onere a carico del cedente e soprattutto una significativa minore celerità nella definizione delle pratiche, che non trova giustificazione ove si consideri che, una volta ottenuta asseverazione, visto di conformità e codice univoco, il credito ceduto è certo;

    il «Superbonus 110 per cento» è stato l'elemento decisivo per la crescita del prodotto interno lordo nel 2021. L'Enea nei suoi recenti report mensili ha evidenziato che il blocco delle cessioni avrebbe prodotto perdite di gettito, in quanto nella stima degli effetti finanziari associati ai bonus sono state contabilizzate maggiori entrate a titolo di Iva, Irpef/ Ires e Irap, correlate ai maggiori investimenti,

impegna il Governo:

   al fine di favorire la completa riapertura del mercato delle cessioni dei crediti d'imposta di cui all'articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, a promuovere la stipula di uno specifico accordo tra Governo, l'Associazione bancaria italiana, la Cassa depositi e prestiti s.p.a., le Poste italiane s.p.a., e le organizzazioni imprenditoriali, volto ad accelerare la circolazione dei crediti d'imposta, garantendo la sostenibilità del mercato delle cessioni per il sistema creditizio e individuando le misure di tutela dell'affidabilità dei cedenti;

   a valutare la possibilità di consentire in via interpretativa la cessione prevista per i clienti professionali privati di cui all'articolo 6, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, anche ai clienti al dettaglio che facciano richiesta di essere considerati professionali, al fine di consentire al sistema bancario e in particolare alle piccole banche, di cedere i crediti ai clienti che esse stesse considerino affidabili.
(7-00844) «Cattaneo, Giacomoni, Mazzetti, Porchietto, Giacometto».