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Atto a cui si riferisce:
C.5/08168 (5-08168)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 26 maggio 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-08168

  La crisi alimentare generata dalla guerra in Ucraina sta producendo enormi danni nei Paesi più dipendenti dalle importazioni di derrate ucraine e russe. Soprattutto l'area del Mediterraneo, come giustamente sottolineato dagli interroganti, è fortemente colpita dalla crisi. Stati quali Egitto e Libano importano infatti gran parte del proprio fabbisogno di grano da Russia e Ucraina, con ripercussioni evidenti sulla loro capacità di rispondere a una domanda in costante crescita per le dinamiche demografiche.
  Di fronte a questa situazione la risposta della comunità internazionale deve essere multilaterale. Il tema della sicurezza alimentare viene discusso intensamente nei principali fora internazionali, dalle Nazioni Unite all'Unione europea, dal G7 alle Istituzioni finanziarie internazionali. In tutti questi consessi il Governo italiano sostiene fortemente le iniziative internazionali.
  Nel quadro del G7 la crisi alimentare è tra le priorità della Presidenza tedesca. Il Vertice G7 straordinario sull'Ucraina dell'8 maggio ha varato, con il deciso sostegno dell'Italia, la Global Alliance for Food Security. Si tratta di un gruppo composto da Governi e organizzazioni internazionali che condividono lo stesso approccio al problema, impegnati a sviluppare azioni efficaci e urgenti. Obiettivo principale del gruppo è coordinarsi sulle misure da adottare, al proprio interno e con i Paesi maggiormente colpiti dalla crisi, in modo da venire incontro alle loro più specifiche necessità.
  Sempre in ambito G7, il tema della sicurezza alimentare è stato affrontato anche durante la Ministeriale Sviluppo del 18 e 19 maggio. Qui è stato lanciato l'appello unanime a sbloccare il porto di Odessa, scaricare i depositi di grano e permettere alle navi di prendere il mare. Un'alternativa di cui si è discusso più recentemente è quella di studiare la fattibilità di percorsi alternativi, su strada e rotaia. Il Ministro Di Maio ha richiamato pubblicamente l'urgenza di riaprire il porto di Odessa anche durante la Global Food Security Ministerial Call to Action, organizzata dagli Stati Uniti il 18 maggio.
  L'Italia intende giocare un ruolo di primo piano anzitutto nella regione. L'8 giugno abbiamo organizzato il primo Dialogo Ministeriale con i Paesi del Mediterraneo sulla crisi alimentare. Questa iniziativa, nel solco della Dichiarazione G20 di Matera e del nostro ruolo al Vertice ONU sui sistemi alimentari dello scorso anno, si inserisce all'interno del quadro delle azioni di outreach dei Paesi G7 verso gli Stati maggiormente colpiti dalla crisi ed è realizzata con l'attivo coinvolgimento delle Agenzie del Polo alimentare romano delle Nazioni Unite, in particolare con il supporto tecnico della FAO. Abbiamo invitato all'evento 23 Paesi e 7 organizzazioni internazionali. Co-presiederanno la Germania, in quanto presidente del G7, la Turchia, membro del G20 e attore strategico nel quadrante, e il Libano, Paese fortemente colpito dalla crisi.
  L'iniziativa ha ricevuto il forte sostegno dei nostri alleati, in particolare per quanto riguarda l'attenzione che intendiamo dedicare alla complementarietà delle azioni in campo, al coordinamento strategico delle tante iniziative preannunciate e all'urgente coinvolgimento dei Paesi più colpiti. Le differenze tra abitudini e filiere alimentari nelle diverse regioni del mondo impongono l'individuazione di modalità condivise finalizzate alla resilienza dei sistemi di approvvigionamento e distribuzione, per la crisi in corso e per il futuro.
  Sulla scorta di quanto verrà discusso l'8 giugno, proseguiremo con determinazione il nostro impegno a fare sì che l'ingiustificabile aggressione della Russia all'Ucraina non estenda le sue gravi e nefaste ripercussioni anche ad altri milioni di cittadini innocenti che hanno il diritto di vivere in pace e prosperità.