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Atto a cui si riferisce:
C.5/08116 (5-08116)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 18 maggio 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-08116

  Gli onorevoli interroganti riportano la notizia relativa all'approvazione del nuovo piano industriale 2022/2024 della TIM.
  Risulta effettivamente che il 2 marzo scorso il Consiglio di Amministrazione di TIM abbia approvato all'unanimità il suddetto piano industriale 2022-2024 con cui TIM ha dichiarato di voler accelerare lo sviluppo degli infrastrutturali (fibra nel fisso e 5G nel mobile) e la crescita di nuovi business verso i servizi digitali relativi a Cloud, IoT e Cybersecurity.
  Il nuovo piano sarebbe volto al superamento dell'attuale modello di integrazione verticale tramite la creazione di due distinte società, la ServCo, che comprenderà gli asset della rete mobile, le piattaforme di servizio e data center, e la NetCo, che comprenderà gli asset di rete fissa.
  La valutazione del piano industriale di TIM investe la competenza di altri Ministeri, ma certamente il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è chiamato a intervenire per vigilare affinché – nel processo di riorganizzazione – siano tutelati i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori coinvolti.
  In particolare, la vicenda di Tim coinvolge profili di assoluta rilevanza, trattandosi di un'azienda strategica, che gestisce un'infrastruttura così sensibile, nella quale peraltro sussiste una partecipazione dello Stato, tramite Cassa Depositi e Prestiti. Si tratta inoltre di un comparto, investito – come altri, in questa fase – da processi di transizione produttiva, in ragione della accelerazione dello sviluppo digitale, che comportano inevitabili ricadute sui lavoratori in termini di reskilling e upskilling.
  Proprio al fine di governare questi processi di transizione, il Governo ha adottato misure che possano offrire alle aziende nuovi, duttili e più efficaci strumenti, per gestire i cambiamenti organizzativi e le trasformazioni produttive, cercando quanto più possibile di tutelare i livelli di occupazione e investire in piani di formazione e di riqualificazione dei lavoratori che rimangono in azienda.
  Mi riferisco, in particolare, al contratto d'espansione, prorogato – con l'ultima legge di bilancio – a tutto il 2023; all'introduzione della formazione quale condizionalità per la fruizione degli strumenti di integrazione salariale straordinaria; al nuovo accordo di transizione occupazionale, che dà luogo a un'ulteriore intervento di CIGS per il recupero di lavoratori in esubero.
  Riguardo alla vicenda TIM, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali non risultano ancora, ad oggi, formali iniziative da parte dell'azienda per la gestione di eventuali esuberi.
  Se fosse confermata l'intenzione di procedere a un piano di mobilità così significativo, il Ministero – sia in considerazione dell'entità paventata dai sindacati, sia in ragione della strategicità dell'azienda anche ai fini della sicurezza nazionale – auspica che l'azienda possa informare, con il necessario e dovuto anticipo, le parti sociali e le istituzioni, anche al fine di poter individuare gli strumenti più idonei e le soluzioni più efficaci affinché la riorganizzazione aziendale possa avvenire nella condivisione delle scelte di politica industriale e nell'ottica del prioritario mantenimento e riqualificazione dei livelli occupazionali.
  Condividendo la preoccupazione degli Onorevoli interroganti, il Ministero è disponibile, in raccordo con gli altri Ministeri competenti, a sostenere ogni iniziativa volta ad avviare un confronto a livello nazionale.