• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02976 (3-02976)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02976presentato daPORCHIETTO Claudiatesto diMercoledì 18 maggio 2022, seduta n. 696

   PORCHIETTO, MAZZETTI, GIACOMETTO, ANNA LISA BARONI, MUSELLA e SORTE. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il 13 maggio circa 4.000 comuni italiani hanno ricevuto una Pec dal Ministero dell'interno con la quale si comunica la possibile revoca dei contributi per 4.667 piccole opere da realizzare ai sensi dell'articolo 1, comma 29 e seguenti, della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020);

   con questa legge era stata prevista, per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024, l'assegnazione ai comuni, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui, di contributi per investimenti in materia di efficientamento energetico, messa in sicurezza di strade ed edifici pubblici e abbattimento delle barriere architettoniche. Tali somme sono state implementate di ulteriori 500 milioni per l'anno 2021;

   si tratta delle risorse della cosiddetta «norma Fraccaro», poi confluite all'interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tali fondi sono vincolati al rispetto da parte dei comuni di una serie di rigidi adempimenti burocratici (comunicazione del codice unico di progetto da associare al finanziamento, inserimento dei dati nel sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della banca dati delle pubbliche amministrazioni – Bdap) e soprattutto di un cronoprogramma in termini di inizio lavori che per il 2021 è stato fissato al 31 dicembre 2021;

   il timing, disegnato dalla manovra 2020 e modificato dal «decreto-legge Pnrr» (decreto-legge n. 152 del 2021) ha previsto che il 50 per cento delle risorse venga erogato previa verifica dell'avvenuto inizio dell'esecuzione dei lavori, mentre il restante 50 per cento sarà messo in pagamento previa trasmissione al Ministero dell'interno del certificato di collaudo o di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori (45 per cento) e previa verifica della completa alimentazione del sistema di monitoraggio (5 per cento);

   a non aver implementato la Bdap non sono solo i piccoli comuni, ma anche città metropolitane come Milano, Roma, Napoli, Palermo e Bari. Altri comuni come Bologna, Trento, Trieste, Piacenza, Reggio Emilia, Firenze, Ancona, Caserta sono solo parzialmente in regola, perché non tutte le opere inserite sulla Bdap risultano con data di aggiudicazione e/o avvio lavori entro la scadenza. Per alcuni vengono revocati i contributi sia del 2020 che del 2021 e l'importo totale delle revoche è di ben 498 milioni di euro;

   il Ministero ha precisato che si tratta di un atto necessario che non pregiudica il successivo finanziamento delle opere, ma è soltanto diretto a consentire agli enti interessati di regolarizzare le procedure di monitoraggio e di rendicontazione, essenziale per la successiva erogazione delle risorse;

   diverse amministrazioni comunali segnalano di aver inserito i dati in Bdap, altre lamentano la complessità delle procedure burocratiche e la ristrettezza dei tempi di esecuzione. Peraltro, gli interroganti sollevano perplessità sul fatto che siano così numerose le amministrazioni inadempienti; ove la situazione non fosse sanata, le amministrazioni dovrebbero restituire gli acconti già ricevuti –:

   quali iniziative intenda adottare per superare la situazione esposta in premessa e, in particolare, se non ritenga opportuno adottare iniziative per prorogare i termini di caricamento dei dati in Bdap ed emanare disposizioni che consentano una tempestiva e agevole definizione delle procedure necessarie ad ottenere le risorse per le piccole opere previste dell'articolo 1, comma 29, della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020).
(3-02976)