• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00839 (7-00839) «Del Sesto».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00839presentato daDEL SESTO Margheritatesto diVenerdì 13 maggio 2022, seduta n. 693

   La VII Commissione,

   premesso che:

    il 4 agosto 2001, in località Foresta di Tora e Piccilli (Caserta), furono scoperte quelle che erano le più antiche orme fossili riferibili a esemplari del genere Homo e che sono ancora fra le più antiche in assoluto, essendo state datate radiometricamente a circa 350.000 anni fa;

    l'annuncio dato dalla più prestigiosa rivista scientifica del mondo (Nature) il 13 marzo 2003 fece il giro del mondo e, in poche ore, schiere di giornalisti, reporter, network televisivi (fra cui BBC) e agenzie di stampa internazionali (fra cui Reuters) si sono alternate sul sito per carpirne e pubblicarne le preziosità;

    nel corso delle diverse campagne di pulizia, che hanno avuto luogo dal 2005 al 2010 sotto il controllo della competente soprintendenza archeologica, numerose nuove scoperte hanno arricchito la già enorme dotazione scientifica del sito paleontologico cosiddetto delle «Ciampate del diavolo» («orme del diavolo»), aumentandone enormemente la preziosità ed alimentando una mole di pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali;

    nel medesimo sito, infatti, sono stati scoperti, rilevati, studiati e pubblicati:

     a) almeno 81 impronte di piedi umani nudi, alcune delle quali coordinate a formare delle piste lunghe svariati metri che mostrano schemi d'andatura di grande interesse biodinamico e icnologico e paleoantropologico;

     b) il sentiero fossile umano più antico del mondo, con all'interno orme fossili umane e animali, anch'esso, al momento, un caso unico al mondo;

     c) l'unica orma fossile di una mano umana finora conosciuta nel mondo di tale antichità e in un contesto non culturale;

     d) le impronte di altre parti anatomiche (glutei, polpacci, caviglie, e altro), anch'esse uniche al mondo, fino ad oggi;

     e) le impronte fossili di animali di 350.000 anni fa, fra cui orme di elefanti, orsi, ungulati e cavallini (le orme di elefanti sono le più antiche d'Italia e forse d'Europa);

     f) manufatti litici ascrivibili a uomini preistorici del Paleolitico inferiore;

    le ricerche, tutt'ora in corso, sono state condotte, nel corso di un ventennio, da un'équipe di ricercatori, al quale si sono aggiunti, nel corso degli anni, alcuni fra i più qualificati scienziati del pianeta, appartenenti a istituzioni di grande prestigio internazionale;

    la più importante caratteristica del geosito, anch'essa un «unicum» mondiale, è l'ubicazione delle successioni di orme umane fossili su di una superficie fortemente e originariamente inclinata, di origine non eolica, che rende, di fatto, possibili una serie di studi di carattere anche comportamentale e strutturale, oltre che paleontologico, paleoantropologico e biomeccanico; una tale tipologia di studi non può essere condotta in nessun'altra parte del mondo, poiché non è finora noto un altro sito analogo;

    la posizione, l'aspetto e le dimensioni delle orme, l'eccellente stato di conservazione di alcune di esse e gli schemi in cui esse sono coordinate stanno fornendo informazioni sempre più dettagliate sulla precisa identità di coloro che le lasciarono e che sono stati identificati preliminarmente con esemplari di Homo heidelbergensis, o di neandertaliani arcaici;

    si intuisce, quindi, l'enorme potenziale culturale sia, per la sua ricchezza paleoantropologica data dalla possibilità di ricostruire un ambiente/habitat di 350.000 anni fa, sia per il suo enorme valore identitario, tenuto conto che le «Ciampate del diavolo» sono, al momento, indiscutibilmente, le orme fossili dei più antichi italiani;

    l'impatto mediatico e scientifico del geosito è stato notevole; difatti, sono stati già realizzati documentari estesi e servizi televisivi trasmessi da tutte le maggiori emittenti del mondo e, in Italia, dalle reti televisive pubbliche nazionali, con partecipazione anche a programmi di divulgazione scientifica di alto «share»;

    le orme fossili sono state presentate anche in importanti congressi internazionali e sul sito sono state anche organizzati ben due eventi e un «press-tour» nell'ambito della «Settimana del Pianeta Terra» (IV e V edizione), una delle più prestigiose rassegne naturalistiche d'Italia, promossa dalle Università di Pavia e di Urbino;

    il sito paleontologico, infine, è l'unico ad essere inserito (per la Campania), insieme a quello del dinosauro di Pietraroja (Benevento), fra quelli considerati «di interesse» dalla Società paleontologica italiana;

    tuttavia, le orme umane fossili e l'intero contesto icnologico sono a imminente rischio di distruzione per diverse cause: la natura stessa del materiale sul quale le impronte fossili sono impresse, gli agenti naturali e l'assoluta mancanza di un adeguato sistema sorveglianza del sito,

impegna il Governo:

   a valutare l'opportunità di adottare iniziative di competenza volte a realizzare interventi di salvaguardia, conservazione e restauro della paleosuperficie del geosito;

   a valutare l'opportunità di promuovere iniziative di valorizzazione dell'intero geosito per la ulteriore diffusione della sua conoscenza, anche attraverso l'organizzazione di specifici eventi culturali;

   a valutare l'opportunità di individuare, nello stato di previsione del Ministero della cultura, apposite risorse per la realizzazione degli interventi di conservazione e restauro e delle iniziative di valorizzazione dell'intero sito paleontologico.
(7-00839) «Del Sesto».