• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12029 (4-12029)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12029presentato daPATELLI Cristinatesto diLunedì 9 maggio 2022, seduta n. 690

   PATELLI, MOLINARI, BELOTTI, COLMELLERE, DE ANGELIS, MARIANI, RACCHELLA, BENVENUTO, BOLDI, GASTALDI, GIACCONE, GUSMEROLI, MACCANTI, GIGLIO VIGNA e TIRAMANI. — Al Ministro della cultura, al Ministro del turismo. — Per sapere – premesso che:

   da fonti di stampa risulta che in Italia vi sono più di 400 teatri chiusi di cui la metà è di proprietà pubblica e occupa edifici storici, vincolati dalle sovrintendenze ai beni culturali. Queste ultime dovrebbero preservarne la funzione culturale, oltre che il valore architettonico e artistico, invece spesso li chiudono in attesa di un restauro che poi non viene avviato, lasciando così le città prive del luogo di aggregazione più importante nella storia d'Italia;

   l'ultimo censimento dei teatri chiusi in Italia risale al 2008 per merito dell'Associazione teatri aperti, presieduta da Francesco Giambrone (attualmente sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma) che motivava così l'impegno di creare una sorta di mappa dei teatri destinati all'oblio: «Portare avanti una grande battaglia di civiltà, finalizzata a restituire alla fruizione una rete straordinaria di luoghi di teatro che rappresentava (e potrebbe rappresentare ancora) uno dei collanti capaci di tenere insieme il nostro paese»;

   aggiornare il censimento dovrebbe essere un dovere dello Stato che ha il compito di tutelare il suo patrimonio storico e culturale, mentre sembrerebbe regnare quella che l'interrogante giudica l'indifferenza di amministrazioni incapaci e insensibili in luoghi in cui spesso sorgono teatri di notevole pregio;

   le cose non vanno meglio per il settore cinematografico, in quanto su tutto il nostro territorio sono stati chiusi più di 2.000 cinema nell'ultimo ventennio;

   quello del cinema è già da tempo un patrimonio fortemente insidiato e penalizzato da diverse e complesse criticità: costi di gestione spesso insostenibili rispetto a margini di entrata sempre più ridotti; risorse ingentissime assorbite dalla necessità dell'adeguamento tecnologico delle sale a seguito della digitalizzazione dei film; concorrenza del tutto illegale ma di fatto incontrastata da parte di una diffusissima pirateria audiovisiva;

   le sale cinematografiche e i teatri rappresentano un «bene comune» di altissimo valore socio-relazionale-culturale e acquisire e condividere la consapevolezza di tale valore sono una precondizione indispensabile per avviarne un concreto processo di salvaguardia, recupero e valorizzazione –:

   se il Governo intenda avviare un monitoraggio su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere una fotografia dello stato di salute attuale, considerando la situazione pre e post pandemia, di teatri e sale cinematografiche pubbliche e private;

   quali iniziative, per quanto di competenza, il Governo intenda intraprendere per avviare il restauro e la valorizzazione di questi luoghi di cultura.
(4-12029)