• Testo della risposta

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/07663 (5-07663)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 4 maggio 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-07663

  Grazie Presidente. Grazie Onorevoli interroganti.
  In merito all'atto in esame e sentita la Direzione Generale competente del Ministero dello sviluppo economico si rappresenta quanto segue.
  Com'è noto, la Pubbliservizi è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria, a seguito della sentenza n. 128 pubblicata il 20 luglio 2018 del Tribunale di Catania, sezione fallimentare, che ha dichiarato l'inammissibilità della proposta concordataria presentata dalla società medesima. Il medesimo Tribunale ha dichiarato lo stato di insolvenza della Pubbliservizi, ritenendo che in capo alla proponente sussistessero i requisiti dimensionali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 270 del 1999, per l'accesso all'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, su conforme parere reso dal Ministero dello sviluppo economico.
  Sentito l'Organo commissariale, quest'ultimo in particolare ha rappresentato che con la redazione del programma di ristrutturazione del Commissario straordinario viene segnata la linea di demarcazione tra il ruolo del Commissario Giudiziale e quello del Commissario Straordinario. Pertanto, la discrezionalità accordata a quest'ultimo nella gestione della procedura (le cui scelte sono consacrate nel programma redatto ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo n. 270 del 1999) è tale per cui la scelta dell'indirizzo da dare alla procedura non risulta vincolata dalle risultanze della relazione del Commissario Giudiziale.
  Conseguentemente, gli indirizzi assunti dal Commissario Straordinario sono frutto di atti autonomi; e pur dovendo tener conto di quanto accertato dal Tribunale in fase di ammissione alla procedura, il programma viene redatto prevedendo modalità che siano in concreto applicabili al caso di specie.
  Pertanto, il programma redatto dal Commissario Straordinario, che ha la finalità di risanamento dell'impresa ed è stato approvato dal Ministero dello sviluppo economico con decreto del 5 novembre 2020, risulterebbe un atto vincolante per la Pubbliservizi S.p.A., in a.s..
  Ciò premesso, sentito il Commissario, quest'ultimo, tra le diverse informazioni rese, ha rappresentato che al momento dell'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria dal bilancio della Pubbliservizi scaturiva:

   un patrimonio netto negativo di 10.386.658,48 euro;

   debiti portati in bilancio per 12.805.641,86 euro;

   debito per trattamento di fine rapporto di 212.204,71 euro;

   Fondo rischi di 1.570.547,20 euro.

  Mentre, a seguito della verifica dello stato passivo (n. 5 verifiche del passivo – una verifica tempestiva e quattro verifiche delle domande tardive), sono stati ammessi complessivamente crediti per 9.358.189,50 euro, comprensivi degli importi ammessi in sede di opposizione allo stato passivo (di cui 282.827,09 euro in via prededucibile, 4.206.840,09 euro in via privilegiata e 4.868.522,32 euro in via chirografaria).
  Sono stati, inoltre, esclusi crediti per 9.954.881,36 euro, dal che si desume che i debiti anteriori alla dichiarazione d'insolvenza ammontavano a 9.358.189,50 euro + 9.954.881,36 euro = 19.313.070,86 euro (ammessi solo parzialmente in quanto privi di documentazione certa).
  Ad oggi, i debiti anteriori accertati ed inclusi nel concordato straordinario ammontano a 9.358.189,50 euro, mentre non vi sono debiti correnti per Fisco, Erario e Previdenza, ma solo ed esclusivamente debiti commerciali dovuti all'attività che la Pubbliservizi continua a svolgere.
  Il Commissario, alla luce delle relazioni semestrali e trimestrali, ha rilevato che è possibile verificare l'abbattimento dei costi ed il pareggio di bilancio nonché il valore del fatturato di Pubbliservizi, anche a seguito della rinegoziazione dei contratti di servizio con la Pubblica amministrazione proprietaria della società in house oltre che dello sforzo profuso per il risanamento.
  Quanto alle procedure che risultano pendenti, il Commissario ha evidenziato che la maggior parte sono state archiviate, ad eccezione di:

   1) una dinnanzi alla Procura di Velletri. (p.p. 3780/21 RGNR mod. 21);

   2) ed una dinnanzi al Tribunale Velletri (1786/17 RGNR mod. 45 – oggi 4163/2021).

  In merito ai rapporti con le organizzazioni sindacali, il Commissario straordinario ha altresì messo in luce di aver instaurato un ottimo rapporto con le organizzazioni sindacali, sia con quelle firmatarie del CCNL applicato alla società (Uiltrasporti, Fisascat Cisl e Filcams CGIL), sia con quelle non firmatarie (UGL, Fast Confsal, Confliaa CS, Cisal Terziario, ecc...).
  È stato poi rappresentato che dopo la nomina del Commissario giudiziale, la società Pubbliservizi, nel periodo tra la dichiarazione d'insolvenza e la nomina del Commissario straordinario avrebbe applicato la FIS (Fondo di Integrazione Salariale) sulle buste paga dei dipendenti dal mese giugno 2018 al mese di novembre 2018. Al riguardo, il Commissario straordinario ha riferito in merito ad un apposito tavolo che si è tenuto presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
  In conclusione, per quanto di competenza, si rappresenta che il Ministero dello sviluppo economico ha sempre posto attenzione sulla complessa situazione della Pubbliservizi, richiedendo anche aggiornamenti ed integrazioni al Commissario sull'andamento della procedura di Amministrazione straordinaria.