• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08040 (5-08040)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08040presentato daSURIANO Simonatesto diGiovedì 5 maggio 2022, seduta n. 688

   SURIANO, EHM, MASSIMO ENRICO BARONI e CABRAS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. — Per sapere – premesso che:

   stando a quanto riportato da un articolo del Corriere del Veneto nell'edizione del 1° aprile, la Ministra Gelmini sembrerebbe intenzionata a mandare «in soffitta» i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), mai definiti dai tempi della modifica del Titolo V della Costituzione;

   negli ultimi anni si è fatto sempre più acceso il dibattito attorno agli articoli 116 e 117 della Costituzione per affermare che l'autonomia differenziata va realizzata, dimenticando però che la definizione dei Lep attende dal 2001 e che anche loro sono previsti (articolo 117, secondo comma, lettera m)), ma non è chiaro il motivo per cui debbano ancora attendere «in soffitta»;

   i Lep sono quei servizi e quelle prestazioni che lo Stato deve garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, in quanto consentono il pieno rispetto dei diritti sociali e civili dei cittadini, costituzionalmente garantiti come il diritto alla salute e all'istruzione. Non sono quindi un aspetto secondario da tralasciare se si vuole limitare e abbattere il divario Nord-Sud storicamente presente nel nostro Paese;

   mandando in pensione il meccanismo dei Lep si sottrarranno risorse importanti ai cittadini del Mezzogiorno, certificando il fatto che, con questa ennesima forzatura, chi ha avuto la possibilità di sfruttare maggiori risorse avrà sempre di più a danno di chi non ha avuto. Il divario fra le due parti del Paese diventerà così sempre più profondo e a poco servirà il vincolo del 40 per cento dei fondi del Pnrr destinati al Sud, dato che il Dipartimento per le Politiche di Coesione, in una relazione pubblicata il 9 marzo 2022, a proposito dell'allocazione territoriale dei fondi Pnrr, ha evidenziato come il 40 per cento destinato al Sud sia tutto da verificare, non sia garantito e dipenda dai bandi;

   è doveroso a questo punto ricordare che l'Italia fra tutti i Paesi dell'unione europea ha ricevuto la quota più alta di fondi da destinare al Pnrr proprio per iniziare a recuperare l'enorme differenza territoriale fra Nord e Sud del Paese, caso unico in Europa;

   secondo la Costituzione, l'Italia è una e indivisibile e la discutibile modifica del Titolo V sta comportando da un ventennio una sottrazione di risorse al Mezzogiorno che Eurispes, nel suo Rapporto Italia 2020, ha calcolato in ben 840 miliardi di euro a tutto vantaggio delle regioni del Centro-Nord, con un rischio sempre maggiore per l'unità nazionale –:

   se quanto riportato circa le intenzioni della Ministra interrogata corrisponda al vero e per quali ragioni si intende rinunciare ad uno strumento dignitoso e migliorabile in favore di un'autonomia differenziata che aumenterà il divario economico e sociale nel Paese anche su scala territoriale;

   se e quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per limitare le crescenti tensioni politiche fra i territori e se sia intenzionato ad adottare iniziative per rivedere l'intera impalcatura del tema dell'autonomia differenziata al fine di evitare tensioni e sperequazioni fra i territori e i cittadini così come richiesto dall'articolo 3 della Costituzione;

   se vi siano dati e statistiche adeguate sul monitoraggio dei progetti ritenuti inammissibili in funzione della distribuzione geografica e quali iniziative si stiano mettendo in atto per la formazione del personale al fine di di ridurre tali percentuali.
(5-08040)