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Atto a cui si riferisce:
C.4/10696 (4-10696)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 2 maggio 2022
nell'allegato B della seduta n. 685
4-10696
presentata da
FITZGERALD NISSOLI Fucsia

  Risposta. — Con l'atto di sindacato ispettivo in esame l'interrogante chiede al Ministro del turismo e al Ministro della cultura di fornire il dato relativo al numero degli accessi gratuiti effettuati dagli iscritti all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero (Aire) nei musei e nelle aree e parchi archeologici di pertinenza pubblica in relazione ai flussi del cosiddetto «turismo delle radici», nonché, di valutare l'opportunità di iniziative volte ad agevolare la conoscenza del patrimonio artistico e naturalistico italiano da parte dei connazionali residenti all'estero.
  Al riguardo, i miei uffici si sono coordinati con quelli del Ministero della cultura che hanno rappresentato di aver avviato, attraverso la propria competente direzione generale, la rilevazione degli accessi gratuiti dei cittadini italiani residenti all'estero e il monitoraggio dei conseguenti oneri economici.
  Per quanto attiene al numero di accessi gratuiti degli iscritti Aire ai musei e alle aree e parchi archeologici di pubblica pertinenza, il Ministero della cultura ha rilevato nel periodo maggio-novembre 2021 un numero di visitatori pari a 11.658 unità, per un importo complessivo corrispondente a 122.000 euro.
  Ritengo che gli italiani residenti all'estero e gli italo-discendenti rappresentino il brand Italia nei confronti di potenziali nuovi turisti in ingresso nel nostro Paese, essendo in loro vive le tradizioni dei vari luoghi di provenienza, considerando che il numero dei turisti che vengono in Italia per visitare parenti e amici è passato complessivamente da circa 10 milioni nel 2018 a 10,4 milioni nel 2019 (dati Enit).
  In sostanza, il turismo delle radici rappresenta un elevato potenziale di crescita e di rilancio del settore turistico, perché è lontano dal turismo di massa e predilige quell'Italia meno nota, fatta di paesi e luoghi natii che, spesso, sono in via di spopolamento. In tal senso, si può contribuire a valorizzare borghi e piccole cittadine con l'effetto di rivitalizzarne l'economia locale e l'indotto, le attività imprenditoriali e l'occupazione di tal i territori.
  Per tali ragioni, il Ministero del turismo è favorevole a collaborare con le altre amministrazioni competenti in materia, tra le quali il Ministero della cultura e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per promuovere il cosiddetto «turismo delle radici».
  A tal fine, a esempio, stiamo collaborando con le due amministrazioni indicate e con l'Enit all'interno di un dedicato tavolo tecnico sul turismo di ritorno, per realizzare il progetto del «Turismo delle radici» che, all'interno del PNRR ha una dedicata linea d'investimento, pari a 20 milioni di euro riguardante l'«Attrattività dei Borghi» (Missione 1, Componente 3, Investimento 2.1), di cui il Ministero della cultura è l'amministrazione titolare. Tale progetto si concluderà nel 2024, anno che potrebbe essere inaugurato come «Anno delle radici»: un'opportunità per attirare i «turisti delle radici» con una serie di eventi dedicati da parte dei territori, anche per favorire l'economia locale e valorizzare i borghi e le realtà locali.
  
Il Ministro del turismo: Massimo Garavaglia.