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Atto a cui si riferisce:
C.4/11288 (4-11288)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 2 maggio 2022
nell'allegato B della seduta n. 685
4-11288
presentata da
FRATOIANNI Nicola

  Risposta. — Con l'atto di sindacato ispettivo in esame si chiedono chiarimenti al Governo in ordine al comunicato stampa del 29 gennaio 2022 del sottoscritto col quale venivano comunicati i dati della stima preliminare del Pil del 2021.
  Al riguardo, ricordo che risalgono al 30 giugno le mie prime dichiarazioni pubbliche sulla possibilità per l'Italia di crescere oltre il 6 per cento del Pil nel 2021, dichiarazioni frutto dell'attenta analisi, da economista prima ancora che da Ministro del Governo Draghi, delle stime dei principali istituti di ricrea, rionali è internazionali.
  Esattamente un mese dopo, commentando i dati ISTAT sulla crescita nel secondo trimestre (+2,7 per cento, un tasso doppio rispetto al +1,3 per cento che attendevano gli analisti), sostenevo che l'Italia stesse vivendo «una vera e propria fase di boom economico».
  Il 10 settembre, in una nota stampa sui dati ISTAT sulla produzione industriale, ho ribadito che la crescita 2021 sarebbe potuta andare «oltre il +6 per cento» e il 29 ottobre, davanti al datò della crescita acquisita del +6,1 per cento certificato dall'Istat, ho rivendicato la fondatezza di quella previsione.
  Il 10 novembre, per la prima volta, intervenendo a un evento pubblico, ho affermato: «L'Italia è in boom economico, finiremo l'anno oltre il 6,2 per cento, forse al +6,5 per cento».
  Il 3 gennaio 2022, giorno in cui è stato reso noto l'indice PMI manifatturiero di IHS Markit che ha confermato la straordinaria resilienza della manifattura italiana, ho ribadito la mia convinzione. I dati – ho registrato in un comunicato stampa – «rafforzano la previsione di crescita del Pil per il 2021 al +6,3 per cento, anzi, potrebbero portarci in dono qualche ulteriore decimale: magari potremmo registrare una crescita della nostra economia al +6,4-6,5 per cento».
  Il concetto è stato da me nuovamente ripetuto il 13 gennaio 2022, a commento dei dati Istat su Pil e produzione industriale: «Se si dovesse registrare nell'ultimo trimestre del 2021 una crescita attorno al +1 per cento (rispetto al terzo trimestre 2021) dovremmo rivedere al rialzo, ancora una volta, le previsioni di crescita dell'economia italiana dal +6,3 per cento al +6,4 per cento o perfino al +6,5 per cento».
  Il 27 gennaio 2022 il Ministro dell'economia, Daniele Franco, è intervenuto al forum Telefisco 2022 e le sue parole sono state così riportate dalle agenzie di stampa: «Il 2021 è stato un anno di forte ripresa, anche i dati disponibili sul quarto trimestre sono positivi. Nel complesso la crescita annua dovrebbe avvicinarsi al 6,5 per cento. Per il 2022 le previsioni di consenso indicano una crescita superiore al 4 per cento».
  Le parole del Ministro Franco, con il dato del Pil al +6,5 per cento per il 2021, sono evidentemente sfuggite all'interrogante, ma no al sottoscritto e ai suoi consiglieri economici, che le hanno riprese tre giorni dopo nella nota stampa citata nel testo dell'interrogazione. Stesso numero, stessa prudenza del mio collega di governo: ho, infatti, ricordato che «presumibilmente» il Pil nel 2021 sarebbe cresciuto del +6,5 per cento e che il dato ufficiale sarebbe arrivato dall'Istat il lunedì successivo, come da calendario disponibile in chiaro sul sito dell'Istituto.
  La previsione sul quarto trimestre 2021, citata con il condizionale («... il quarto, su base congiunturale, dovrebbe segnare un +0,6 per cento rispetto al trimestre precedente»), discende, per coerenza matematico-statistica, da quella del +6,5 per cento su base annua. Una previsione improntata a realistico ottimismo, visto che il 21 gennaio la Banca d'Italia aveva già diffuso nel bollettino economico la sua stima per il quarto trimestre, pari a +0,5 per cento.
  Ne discende che la tesi sostenuta nell'interrogazione è destituita di ogni fondamento.
Il Ministro per la pubblica amministrazione: Renato Brunetta.