• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11966 (4-11966)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11966presentato daLOMBARDO Antoniotesto diLunedì 2 maggio 2022, seduta n. 685

   LOMBARDO, CECCONI, MURONI e FUSACCHIA. — Al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

   il piano nazionale di ripresa e resilienza elaborato dal Consiglio dei ministri del Presidente Draghi prevede per l'Italia l'erogazione di una somma complessiva pari a 3,5 miliardi di euro alle regioni italiane da utilizzare per la depurazione, le nuove reti e la riduzione delle perdite nelle condotte già esistenti;

   dopo aver mancato i fondi per l'irrigazione, ancora una volta in Sicilia è allarme: per effetto di un sistema burocratico lento e non adeguato, l'isola rischia di perdere anche il finanziamento per la depurazione;

   la direzione generale del Ministero della transizione ecologica ha comunicato sia alle associazioni dei comuni che si occupano di far arrivare l'acqua nelle case dei siciliani (Ati) sia alle regioni l'elenco dettagliato dei ritardi nell'organizzazione del servizio idrico da mettere a punto entro il 15 giugno 2022, pena la perdita definitiva dei fondi: fra gli obblighi da assolvere, l'adozione del piano d'ambito da approvare in assemblea con successivo bando di gara per l'affidamento del servizio; appare urgente individuare un gestore unico provinciale ma, ad esempio, le Ati di Trapani, Messina e Siracusa sono lontane anche solo dalla predisposizione della gara;

   risale a qualche giorno fa l'intervento in IV Commissione presso l'assemblea regionale siciliana dell'assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilità che, dopo aver ricordato che esiste un disegno di legge per creare un organismo unico che gestisca l'acqua in tutta la Sicilia, ha precisato che l'A.r.s. non è ancora riuscita ad approvare alcuna riforma organica ed è improbabile, viste le fibrillazioni degli ultimi mesi, che in poche settimane siano varate le nuove regole per l'acqua;

   l'assessore ha, altresì, ribadito che serve un invito alla collaborazione per non perdere queste ingenti risorse: 600 milioni di euro arriveranno dal Ministero della transizione ecologica per la depurazione – voce per la quale la Sicilia è sotto infrazione comunitaria e paga una multa di 165 mila euro al giorno –; 2 miliardi di euro arriveranno dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per le nuove reti idriche e 900 milioni di euro per la riduzione delle perdite nelle condotte che vede la Sicilia fanalino di coda in Italia;

   le Ati hanno di recente incontrato i vertici del Ministero della transizione ecologica che hanno rassicurato informalmente le associazioni sul fatto che basterà il primo passo, l'adozione del piano d'ambito, a differenza di quanto invece contenuto nella lettera ministeriale trasmessa alle Ati ove si parla di adozione del piano d'ambito da approvare in assemblea con successiva gara per affidare il servizio –:

   quali chiarimenti il Ministro interrogato, per quanto di competenza, intenda fornire sui fatti esposti in premessa e, al contempo, quali iniziative intenda avviare al fine di garantire alla Sicilia l'accesso ai fondi per la depurazione messi a disposizione dal Pnrr.
(4-11966)