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Atto a cui si riferisce:
S.4/06485 D'ANGELO, VANIN, TRENTACOSTE, DELL'OLIO, NATURALE, ROMANO, GAUDIANO, LANNUTTI, CROATTI, L'ABBATE - Ai Ministri della giustizia e per la pubblica amministrazione. - Premesso che il FORMEZ ha...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 143
all'Interrogazione 4-06485

Risposta. - Il decreto PNRR reca misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'efficienza della giustizia, volte, tra l'altro, a consentire la piena operatività delle strutture organizzative del Ministero e della giustizia amministrativa per lo smaltimento dell'arretrato.

Nell'ambito delle misure urgenti per la giustizia ordinaria e amministrativa, il decreto ha previsto il reclutamento, nel periodo 2021-2024, di un contingente massimo di 16.500 unità per rafforzare l'operatività delle strutture organizzative denominate ufficio per il processo, per un periodo della durata massima di 2 anni e 7 mesi. La specifica disciplina relativa alla procedura di reclutamento, all'inquadramento e alle modalità di impego è dettata agli articoli 11 e seguenti.

L'articolo 1 del decreto disciplina, invece, il rafforzamento della capacità funzionale della pubblica amministrazione in via generale. In particolare, il comma 7-ter prevede che i "professionisti assunti a tempo determinato con le modalità di cui ai commi 4 e 5, lettera b)" non sono tenuti a cancellarsi dai rispettivi albi di appartenenza. Si tratta di una disciplina non applicabile agli addetti all'UPP, il cui reclutamento e le cui attività, come notato, sono disciplinate nell'ambito delle specifiche misure urgenti per la giustizia dagli articoli 11 e seguenti del decreto PNRR. Nello specifico, le disposizioni applicabili agli addetti all'UPP non contengono alcuna disposizione di tenore analogo a quanto disposto dal comma 7-ter dell'articolo 1 del decreto. Pertanto, i professionisti assunti in qualità di addetti all'UPP sarebbero tenuti a rispettare le limitazioni vigenti nei rispettivi ordinamenti e, se previsto, cancellarsi dal proprio albo di appartenenza.

Tuttavia, onde incentivare il reclutamento delle migliori professionalità anche nell'ambito dell'UPP, si è ritenuto opportuno introdurre la possibilità per il professionista assunto in qualità di addetto di evitare l'eventuale necessaria cancellazione dall'albo, riconoscendogli la facoltà di optare per la sospensione, strumento per sua natura temporaneo ma ugualmente idoneo a prevenire il possibile conflitto di interessi nell'altrimenti contemporanea assunzione dei due ruoli (si veda, per esempio, l'articolo 20 della legge 31 dicembre 2012, n. 247).

Nello specifico, il testo del decreto approvato in data 18 febbraio 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 50 del 1° marzo 2022, all'articolo 34, comma 2, ha previsto l'introduzione di un comma 2-bis nell'articolo 11 del decreto PNRR, in base al quale "[l]'assunzione di cui al presente articolo configura causa di incompatibilità con l'esercizio della professione forense e comporta la sospensione dall'esercizio dell'attività professionale per tutta la durata del rapporto di lavoro con l'amministrazione pubblica. L'avvocato e il praticante avvocato devono dare comunicazione dell'assunzione di cui al primo periodo al Consiglio dell'Ordine presso il quale risultino iscritti. La mancata comunicazione costituisce causa ostativa alla presa di possesso nell'ufficio del processo".

Per quanto riguarda gli ulteriori effetti conseguenti all'assunzione del servizio di addetto all'UPP, è allo studio la predisposizione di misure opportune per chiarire la disciplina dei compensi percepiti dai professionisti assunti come addetti all'UPP anche in ordine al relativo trattamento previdenziale, al fine di evitare che, dalla partecipazione all'UPP, possano derivare per i professionisti conseguenze dannose.

CARTABIA MARTA Ministro della giustizia

26/04/2022