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Atto a cui si riferisce:
C.5/07964 (5-07964)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 27 aprile 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-07964

Signor Presidente, Onorevoli Deputati,

  a seguito dell'aggressione russa all'Ucraina, l'Unione europea, con grande compattezza, ha saputo reagire rapidamente sui di diversi fronti legati alla crisi, a partire da quello dell'accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra.
  Ricordo che lo scorso 3 marzo a Bruxelles si è svolto un Consiglio Affari Interni, durante il quale è stato deciso, per la prima volta, di procedere all'applicazione della Direttiva UE (55/2001) sulla protezione temporanea. Si è trattato di una decisione in linea con tutta l'attività posta in essere dai 27 Paesi dell'Unione europea, sia in termini di sanzioni che di sostegno all'Ucraina. Tale risultato, fortemente sostenuto dall'Italia, dimostra la vitalità dell'Europa in un momento di grave crisi. In forza dell'accordo politico che ha permesso l'attivazione della direttiva sulla protezione temporanea, il 4 marzo scorso, è stata assunta, ed è subito entrata in vigore, la conseguente Decisione di esecuzione del Consiglio dell'Unione.
  Tale Decisione, che riflette il consenso europeo, si applica alle persone sfollate dall'Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022, a seguito dell'invasione militare delle forze armate russe che ha avuto inizio in tale data.
  La Decisione fa espresso riferimento alla seguente, tassativa, casistica:

   1) cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022;

   2) apolidi e cittadini di Paesi terzi diversi dall'Ucraina che beneficiavano di protezione internazionale o di protezione nazionale equivalente in Ucraina prima del 24 febbraio 2022;

   3) i familiari dei predetti soggetti.

  La Decisione ha previsto altresì che gli Stati membri possano applicare la protezione temporanea o una protezione adeguata secondo il proprio diritto nazionale nei confronti degli apolidi e cittadini di Paesi terzi diversi dall'Ucraina che possono dimostrare che soggiornavano legalmente in Ucraina prima del 24 febbraio 2022, sulla base di un permesso di soggiorno permanente valido rilasciato conformemente al diritto ucraino e che non possono ritornare in condizioni sicure stabili nel proprio Paese o regione di origine.
  In esecuzione della predetta Decisione, in data 28 marzo 2022, è stato adottato dal Presidente del Consiglio un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che recepisce i termini della Decisione europea.
  Segnalo, inoltre, che, analogamente ad altri Stati membri, abbiamo deciso di concedere la protezione temporanea anche agli apolidi e ai cittadini di Paesi terzi diversi dall'Ucraina che possono dimostrare di essere titolari di un permesso di lungo soggiorno, in Ucraina, da prima del 24 febbraio e che non possono ritornare in condizioni sicure e stabili nel proprio Paese o regione di origine.
  A questo proposito è importante puntualizzare che, con propria Comunicazione del 21 marzo scorso, la Commissione europea ha fornito agli Stati membri specifici orientamenti operativi per l'attuazione della predetta Decisione, precisando che la protezione temporanea si applica alle categorie di soggetti sopra ricordate che siano sfollati – è questo un punto centrale posto dalla Commissione – a partire dal 24 febbraio 2022 e ai relativi familiari. Tale orientamento corrisponde esattamente ai contenuti dei provvedimenti assunti in materia dall'Italia. Ed infatti, in coerenza con tale orientamento, anche la circolare del Ministero dell'interno del 10 marzo 2022, citata dagli On.li interroganti, riflette i contenuti della più volte citata Decisione europea, che, come detto, sono successivamente confluiti nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Con tale circolare è stata resa nota anche l'implementazione delle piattaforme informatizzate per l'acquisizione delle nuove istanze di protezione temporanea.
  Preciso inoltre che, con successiva circolare del Ministero dell'interno del 16 aprile scorso, sono state fornite puntuali indicazioni al fine di uniformare l'attività amministrativa e le procedure propedeutiche al rilascio dei titoli di soggiorno.
  Evidenzio, infine, che avendo la protezione temporanea così come delineata dalla Decisione europea natura straordinaria anche nei suoi limiti temporali, resta fermo il canale ordinario di ottenimento della protezione internazionale, basato sul ricorso alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale ovvero quello della protezione speciale ai sensi dell'articolo 19 del Testo Unico dell'immigrazione, per gli sfollati non inclusi nelle categorie contemplate dalla più volte citata Decisione UE.