• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11922 (4-11922)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11922presentato daLO MONTE Carmelotesto diMartedì 26 aprile 2022, seduta n. 682

   LO MONTE. — Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, al Ministro per il sud e la coesione territoriale. — Per sapere – premesso che:

   nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per l'ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie della Sicilia figura un investimento per circa 1,5 miliardi di euro;

   spiccano i pubblicizzatissimi interventi sull'alta velocità ferroviaria Palermo- Catania-Messina (1,44 miliardi i finanziamenti previsti al momento), altri fondi per la Circumetnea (82 milioni per rimuovere passaggi a livello e rendere più sicura la rete) e 700 milioni di altri investimenti su un lungo elenco di tratte ferroviarie (dalla linea «dei Templi» fra Palermo, Agrigento e Porto Empedocle al nodo di Catania, fino ad arrivare ai collegamenti a servizio del porto di Augusta e dell'aeroporto di Trapani, ovviamente transitando per la Palermo-Trapani via Milo);

   non mancano gli investimenti sulle stazioni (Acireale, Marsala, Messina centrale e marittima, Milazzo, Palermo Notarbartolo, Siracusa e Trapani Birgi);

   purtroppo, sembra che si finanzino opere infrastrutturali sulla rete ferroviaria già programmate o addirittura in fase di realizzazione con fonti di finanziamento nazionali;

   è quanto emerso recentemente in commissione IV Ambiente e Territorio dell'Ars nella quale si è tornato a parlare di Pnrr e investimenti sulla rete ferroviaria nel corso di un'audizione con il dirigente regionale Fulvio Bellomo e i vertici di RFI e Trenitalia;

   se così fosse, dopo mesi di richieste per conoscere quali progetti fossero inseriti nel Pnrr, si confermerebbe quello che le deputate regionali Giusi Savarino di «Diventerà Bellissima» e Angela Foti di «Attiva Sicilia» denunciavano da tempo: «ossia il finanziamento a valere sul Pnrr di opere già, programmate con altre fonti di finanziamento»;

   la vicenda si aggrava ulteriormente sia considerando che una buona parte dei fondi del Pnrr sono somme in prestito dell'Unione europea che andranno poi restituite, sia, come evidenziato da diversi studi che c'è un divario di infrastrutture e di fondi, nell'attuazione del Pnrr a discapito del Meridione d'Italia;

   «Sul Pnrr – afferma la vicepresidente dell'Ars, Angela Foti – non avevamo notizie di interventi infrastrutturali che non fossero già stati programmati e finanziati da fondi Cipe. L'impressione diventata poi certezza è che sia cambiata soltanto la fonte di finanziamento, ma gli investimenti siano rimasti gli stessi, con l'aggravante che le somme del Pnrr dovranno essere restituite. Stiamo parlando di 1 miliardo e 439 milioni di euro di risorse che spettano alla Sicilia e che potrebbero essere riallocate.»;

   se i fatti evidenziati risultassero veri, ci troveremmo di fronte a qualcosa che assomiglia molto da vicino a una truffa nei confronti della Sicilia –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga di dover effettuare una approfondita istruttoria al fine di verificare se hanno fondamento le ipotesi denunciate dai deputati dell'Ars, e cioè che i fondi già destinati alla Sicilia per infrastrutture ferroviarie sono adesso indebitamente sostituiti da fondi Pnrr;

   se non ritenga opportuno verificare, con solerzia, se i fondi del Pnrr destinati al Sud siano ancora coerenti sia con i princìpi previsti per gli interventi del Pnrr sia con i princìpi del pilastro europeo dei diritti sociali che promuovono la cessione e la risoluzione degli squilibri territoriali.
(4-11922)