• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06889 PARAGONE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che: come denunciato da diverse associazioni di risparmiatori vittime di truffe bancarie, ad oggi, risulterebbero essere...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06889 presentata da GIANLUIGI PARAGONE
martedì 5 aprile 2022, seduta n.422

PARAGONE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

come denunciato da diverse associazioni di risparmiatori vittime di truffe bancarie, ad oggi, risulterebbero essere circa 4.000 i soggetti esclusi dai risarcimenti del fondo indennizzo risparmiatori (FIR) per errata compilazione delle domande;

la normativa in materia prevede che chi abbia un reddito inferiore a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro possa beneficiare di una procedura semplificata per il rimborso. Contrariamente, a carico di chi superi tale soglia sussiste l'onere di allegare documentazione finalizzata a provare di avere subito un danno economico imputabile alle condotte delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa tra il 16 novembre 2015 e il 1 gennaio 2018;

il TAR del Lazio, con sentenza del 23 marzo 2022, ha accolto il ricorso di Federconsumatori per conto di un risparmiatore che si era visto escluso da CONSAP per assenza dei requisiti patrimoniali. Il risparmiatore aveva ricevuto la comunicazione del respingimento della domanda di rimborso da parte di CONSAP perché aveva presentato il ricorso come forfettario, mentre gli accertamenti svolti dalla stessa avevano dato esito contrario, impedendo di fatto al cittadino di integrare la documentazione e ricevere l'indennizzo in maniera non forfettaria. Il TAR del Lazio ha riconosciuto l'ingiusta esclusione e ne ha annullato gli effetti, affermando che il diritto all'accesso al FIR spetta a prescindere dalla sussistenza dei requisiti patrimoniali e reddituali, utili invece per accedere prioritariamente ad una o all'altra procedura, tanto più che, nella seduta pubblica del 6 agosto 2020, la commissione tecnica preposta all'erogazione dell'indennizzo aveva auto-vincolato il proprio modus agendi nel seguente modo: "quanto alle domande di accesso all'indennizzo forfettario con dichiarazione sul possesso di un reddito inferiore a 35.000 euro, nei casi in cui il controllo presso la banca dati dell'Agenzia delle Entrate dia esito negativo, sarà verificata la sussistenza o meno delle fattispecie evidenziate anche alla luce della risposta resa dall'Agenzia in merito ad un recente interpello sul tema della determinazione del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che, al riguardo, include anche gli eventuali redditi d'impresa o di attività professionali svolte dall'istante. Qualora ricorrano tali ipotesi, nello specifico, sarà inviata all'utente apposita richiesta di integrazione istruttoria al fine di raccogliere, in primo luogo, l'eventuale dichiarazione sul possesso del requisito patrimoniale (

come si legge nella sentenza, "i requisiti patrimoniali e reddituali ex art. 1, comma 502 bis, della legge n 145 del 2018 non vanno intesi quale condizione di accesso all'indennizzo de quo, bensì unicamente quale condizione di accesso ad una sola delle due procedure (tra loro alternative) volte all'attribuzione di tale beneficio. Al summenzionato autovincolo non si è conformata Consap con il provvedimento gravato, atteso che quest'ultima ha disposto il 'mancato riconoscimento dell'indennizzo richiesto ai sensi della L. 30.12.2018 n. 145' soltanto perché 'non sono soddisfatti i requisiti reddito-patrimoniali ai fini dell'accesso alla procedura di indennizzo forfettario di cui all'art. 1, co. 502 bis, L. 30.12.2018, n. 145'. Tale difformità rispetto all'autovincolo non può che condurre ad una declaratoria di illegittimità del provvedimento gravato per difetto di istruttoria e motivazione";

considerato che:

in linea con quanto disposto dalla sentenza del TAR del Lazio, alcune associazioni, a tutela dei circa 4.000 esclusi, avevano proposto una modifica normativa per consentire l'integrazione dei documenti per la domanda di accesso al FIR che, però, non ha trovato accoglimento;

qualora non si intervenisse a livello normativo, i risparmiatori esclusi per incolpevole errata compilazione delle domande, allo stato dei fatti, potrebbero dover rispondere del reato di falso in dichiarazioni patrimoniali,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi urgentemente, per quanto di competenza, al fine di modificare le disposizioni di legge attualmente vigenti per consentire, in tempi brevi, ai 4.000 soggetti esclusi di rettificare la propria posizione e accedere al FIR, visto quanto disposto dal giudice amministrativo.

(4-06889)