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Atto a cui si riferisce:
C.4/11090 (4-11090)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 30 marzo 2022
nell'allegato B della seduta n. 668
4-11090
presentata da
CIABURRO Monica

  Risposta. — Con l'atto di sindacato ispettivo in esame l'interrogante chiede di chiarire se gli incentivi di cui ai commi 1 (contributo in forma di credito d'imposta, fino all'80 per cento delle spese sostenute per interventi di varia natura legati all'efficientamento energetico e alla ristrutturazione edilizia) e 2 (contributo a fondo perduto non superiore al 50 per cento delle spese sostenute per gli stessi interventi, realizzati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2024) dell'articolo 1 del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, siano applicabili anche alle cosiddette «case per ferie».
  Al riguardo, va considerato che gli incentivi indicati sono riconosciuti alle imprese alberghiere alle imprese che esercitano attività agrituristica, alle imprese che gestiscono strutture ricettive all'aria aperta, alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, acquatici e faunistici.
  Le case per ferie possono ritenersi incluse tra le strutture ricettive extralberghiere in quanto generalmente attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite da enti, associazioni, imprese o altre organizzazioni, pubblici e privati, operanti statutariamente senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, per il soggiorno dei propri dipendenti, assistiti e loro familiari, degli associati e dei soggetti destinatari dell'attività associativa con relativi accompagnatori.
  Tuttavia, il richiamato comma 4 dell'articolo 1 del citato decreto-legge 6 novembre 2021 n. 152, ammette ai descritti benefìci solo gli operatori economici che svolgano la propria attività in forma imprenditoriale e, quindi, è diretto alle attività economiche organizzate, esercitate in via abituale e professionale dall'imprenditore, dirette alla produzione e allo scambio di beni e servizi (secondo la definizione di cui all'articolo 2082 del codice civile), finalizzate al conseguimento di un profitto utile.
  Ne consegue che le «case per ferie» possono essere ammesse ai benefìci in questione se ricorrono i presupposti e le condizioni previsti dalla normativa di riferimento.
  Tuttavia, condividendo quanto evidenziato dall'interrogante in merito all'innegabile importanza di tali strutture ricettive, espressione del turismo sociale – finalizzato a rendere accessibile ad una gran parte di persone, anche alle classi sociali più svantaggiate, la pratica turistica – questo Ministero limitatamente alle proprie competenze, è disponibile a valutare, con le altre amministrazioni competenti, ogni possibile proposta di valorizzazione delle «case per ferie».
  
Il Ministro del turismo: Massimo Garavaglia.