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Atto a cui si riferisce:
C.5/07779 (5-07779)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 29 marzo 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-07779

  Con il documento in esame l'Onorevole interrogante fa riferimento alle disposizioni concernenti gli adempimenti connessi alla comunicazione della proroga dei contratti di locazione in regime di cedolare secca e segnala che l'Agenzia delle entrate «nel caso in cui il contribuente con contratto in regime di cedolare secca ometta di inviare la comunicazione, opera d'ufficio la revoca della cedolare e notifica l'avviso di liquidazione per mancato versamento dell'imposta di registro per annualità successive alla prima, (applicando anche la sanzione del 30 per cento dell'imposta)».
  L'Onorevole interrogante, a tale proposito, rileva che tuttavia con il decreto-legge n. 34 del 2019 «è stato soppresso - per i contratti di locazione stipulati in regime di tassazione agevolata della cedolare secca – l'obbligo (previsto per il contribuente dal comma 3 dell'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23) di comunicazione della proroga dei contratti in tale regime, e conseguentemente, abrogata la relativa sanzione».
  Tanto premesso, l'Interrogante chiede al Ministro dell'economia e delle finanze se «sia a conoscenza di quanto in premessa e se non ritenga di intervenire con urgenza per superare questa situazione di confusione, obbligando l'Agenzia delle entrate a effettuare i dovuti controlli prima di procedere con la notifica degli avvisi di liquidazione».
  Al riguardo, sentiti gli Uffici competenti, si rappresenta quanto segue.
  Con l'articolo 3-bis del decreto-legge n. 34 del 2019, inserito in sede di conversione ad opera della legge 28 giugno 2019, n. 58, è stato abrogato l'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, al fine di sopprimere la sanzione prevista per il caso di omessa comunicazione «relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contatto di locazione per il quale è stata esercitata l'opzione per l'applicazione della cedolare secca».
  Per effetto della previsione recata dal vigente comma 3 dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 23 del 2011, è, inoltre, previsto che la mancata comunicazione della proroga del regime della cedolare secca non comporta la revoca dell'opzione se il contribuente ha tenuto un comportamento coerente con il regime in argomento, versando l'imposta sostitutiva e indicando i relativi redditi in dichiarazione in maniera appropriata.
  In applicazione di tale disposizione, gli uffici dell'Agenzia verificano il comportamento tenuto dal contribuente e il versamento dell'imposta sostitutiva prima di procedere all'invio degli avvisi di liquidazione relativi all'imposta di registro eventualmente dovuta per la proroga del contratto in caso di decadenza dal regime della cedolare secca.
  Tanto premesso, l'Agenzia osserva che la genericità della segnalazione riportata nell'interrogazione in esame non consente di individuare le fattispecie in relazione alle quali sono emerse le lamentate criticità.
  L'Agenzia resta comunque a disposizione per effettuare i necessari approfondimenti con il coinvolgimento anche degli uffici territorialmente competenti laddove vengano forniti ulteriori elementi che consentano di individuare i casi di erronea applicazione dell'imposta di registro e decadenza dal regime della cedolare secca a seguito dell'omessa presentazione della comunicazione di proroga.