• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11652 (4-11652)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11652presentato daCIRIELLI Edmondotesto diMercoledì 23 marzo 2022, seduta n. 663

   CIRIELLI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

   l'Europa sta vivendo una profonda crisi umanitaria senza precedenti nel dopoguerra a causa della drammatica azione bellica che la Russia ha intentato contro l'Ucraina e il suo popolo, mietendo vittime tra i civili, purtroppo anche bambini, oltre che provocando devastazioni inimmaginabili;

   molti Paesi dell'Unione europea, tra cui anche l'Italia, hanno deciso di compattarsi dopo l'invasione russa e inviare armamenti alle forze armate ucraine per rafforzare la difesa militare; il Consiglio dei ministri italiano, al pari degli altri Stati, ha infatti di recente adottato provvedimenti di urgenza per l'adozione di misure per fronteggiare la crisi ucraina;

   le immagini che ci vengono trasmesse mostrano le città ucraine rase al suolo, bombardate di continuo e assediate da mezzi blindati russi, molti dei quali acquistati proprio dagli Stati europei negli anni in cui Vladimir Putin rappresentava uno dei principali clienti dell'industria europea di armi;

   secondo i dati del gruppo di lavoro sulle esportazioni di armi convenzionali del Consiglio Ue (Coarm) analizzati da Investigate Europe, tra il 2015 e il 2020 oltre dieci Paesi, tra cui anche l'Italia, hanno esportato 346 milioni di euro di armi a Mosca, nonostante dall'agosto del 2014, a seguito dell'annessione illegale della Crimea, l'Unione europea avesse imposto un embargo sul materiale bellico destinato alla Russia da parte degli Stati membri;

   attraverso l'adozione da parte del Consiglio europeo della Decisione 2014/512/CFSP è stato proibito agli Stati membri di vendere, fornire, trasferire o esportare armi e materiale accessorio di qualsiasi tipo verso la Russia, inclusi munizioni, veicoli ed equipaggiamenti militari completi o loro parti;

   l'embargo non è servito ad arrestare le esportazioni di armamenti verso la Russia, molti dei quali oggi sono utilizzati nei barbari attacchi contro il popolo ucraino;

   anche la nostra Nazione non è esente da tale accusa atteso che, nel 2015, il Governo Renzi autorizzò la vendita di veicoli blindati terrestri per un valore di 25 milioni di euro, di cui 22,5 milioni di euro di blindati Iveco sono stati forniti alla Russia. Si tratta del modello «Lince», assemblato in Russia in uno degli stabilimenti Iveco, con componenti italiani, filmato a inizio marzo 2022 sul fronte ucraino, in un servizio della trasmissione «Piazzapulita»;

   dopo il 2015, l'esportazione di armamenti dall'Italia nei confronti della Russia ha registrato un'impennata nel 2020-2021 in cui sarebbero stati ceduti 21,9 milioni di euro di armi e munizioni; l'elusione dell'embargo imposto sarebbe stato possibile da parte dell'Italia in virtù dei fatto che la decisione assunta dall'Unione europea non prevedeva sanzioni nei confronti di chi avesse continuato a fornire armamenti alla Russia e, soprattutto, prevedeva un'esenzione per i contratti di fornitura sottoscritti prima del 2014;

   nonostante ciò, i Governi italiani – prima nel 2015 e successivamente nel 2020-2021 – avrebbero dovuto tenere conto non solo della decisione dell'Unione europea, ma altresì del contesto sociale e politico entro cui operavano, potendo giungere a rifiutare la fornitura di armi in favore di un Paese che presentava evidenti segni di belligeranza in virtù degli scontri avvenuti in Crimea e, successivamente, per la nota instabilità nei rapporti con l'Ucraina –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, considerata la gravità degli stessi, se non intenda verificare e chiarire se l'esportazione di armamenti in favore della Russia da parte dell'Italia a partire dal 2015 sia avvenuta nel rispetto della normativa nazionale e sovranazionale vigente.
(4-11652)