• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/03142 BITI, PARRINI, ASTORRE, BOLDRINI, CERNO, CIRINNA', COLLINA, COMINCINI, D'ALFONSO, D'ARIENZO, FEDELI, FERRARI, FERRAZZI, GIACOBBE, IORI, LAUS, MANCA, MARCUCCI, MARGIOTTA, MARILOTTI, PINOTTI,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03142 presentata da CATERINA BITI
mercoledì 9 marzo 2022, seduta n.412

BITI, PARRINI, ASTORRE, BOLDRINI, CERNO, CIRINNA', COLLINA, COMINCINI, D'ALFONSO, D'ARIENZO, FEDELI, FERRARI, FERRAZZI, GIACOBBE, IORI, LAUS, MANCA, MARCUCCI, MARGIOTTA, MARILOTTI, PINOTTI, PITTELLA, PORTA, RAMPI, ROJC, ROSSOMANDO, STEFANO, TARICCO, VALENTE, VATTUONE, VERDUCCI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che:

il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) contiene nel proprio programma "Sport e inclusione sociale" specifiche misure per gli investimenti in impiantistica sportiva nei comuni, con l'obiettivo di realizzare almeno 100 nuovi impianti entro il 2026. In particolare, i vincoli posti dall'Unione europea per spendere le risorse sono di stanziare almeno il 50 per cento dei fondi per nuovi impianti e di stanziare almeno il 40 per cento dei fondi complessivi al Sud;

come descritto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per lo sport, Valentina Vezzali, in audizione presso la VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati il 23 febbraio 2022, nell'ambito dell'esame della relazione sullo stato di attuazione del PNRR, il totale delle risorse a disposizione per gli investimenti in sport ammonta a 700 milioni di euro, suddivisi in tre linee di finanziamento: la prima dedicata ai nuovi impianti per almeno 350 milioni di euro, la seconda dedicata alla rigenerazione di impianti esistenti per 188 milioni di euro, la terza per la realizzazione o rigenerazione di impianti esistenti di proprietà delle federazioni sportive per 162 milioni di euro;

i primi due interventi (nuova realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi, rispettivamente) sembrano destinati a Comuni capoluoghi di provincia e di regione, con popolazione residente superiore ai 20.000 abitanti, e ai Comuni con una popolazione residente superiore ai 50.000 abitanti;

tale platea di potenziali beneficiari esclude categoricamente i Comuni medio-piccoli, con popolazione residente inferiore ai 50.000 abitanti o che non siano sede di capoluogo, generando un profondo squilibrio nella ripartizione dei fondi per l'impiantistica sportiva e ignorando le esigenze di investimento che invece i Comuni medio-piccoli hanno, soprattutto stante l'impossibilità frequente di reperire altrove risorse necessarie agli investimenti in opere pubbliche;

tale esclusione si aggiunge alle altre, già presenti nei provvedimenti attuativi degli strumenti PNRR e delle linee di finanziamento esistenti per gli investimenti nei Comuni, consolidando una tendenza, tanto generalizzata quanto sbagliata, alla sistematica esclusione dei Comuni medio-piccoli dall'accesso alle risorse pubbliche per investimenti sul territorio;

considerato che lo sport è un vettore di crescita educativa, di inclusione sociale e di promozione del benessere psicofisico, e come tale da tutelare e promuovere anche e soprattutto nei comuni medio-piccoli, che spesso vivono in condizioni di disparità l'accesso alle opportunità anche sportive che sono riservate agli agglomerati urbani di più grande dimensione,

si chiede di sapere:

quali siano le motivazioni alla base della definizione della platea che esclude i Comuni medio-piccoli dall'accesso alle risorse per l'impiantistica sportiva;

quali misure urgenti il Governo intenda adottare al fine di superare questa disparità di trattamento, prevedendo apposite linee di finanziamento a fondo perduto per l'impiantistica sportiva nei Comuni medio-piccoli.

(3-03142)