• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/07644 (5-07644)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07644presentato daFRASSINETTI Paolatesto diMercoledì 2 marzo 2022, seduta n. 649

   FRASSINETTI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. — Per sapere – premesso che:

   nei giorni scorsi su numerosi organi di stampa nazionale è circolata la notizia di un evento denominato il «Salone della fertilità – un sogno chiamato bebè» che dovrebbe svolgersi nella città di Milano nel mese di maggio 2022;

   tale evento era stato già anticipato nel corso della Fiera «Désir d'enfant» – dedicata alla fecondazione artificiale e alla pubblicizzazione della surrogazione di maternità, dove hanno partecipato diversi operatori commerciali che curano l'offerta di pacchetti a pagamento per la fecondazione artificiale;

   la maternità surrogata consiste in una pratica clinica e commerciale internazionale, che inizia con la produzione di embrioni in laboratorio, prosegue con la loro consegna a corrieri che li portano nelle cliniche dove, a fronte i compensi, vengono impiantati negli uteri di donne a loro volta pagate per la gravidanza e si conclude con l'affidamento del neonato alla coppia richiedente;

   l'evento di Parigi ha mostrato con chiarezza come, nella consapevolezza dell'illiceità della pratica operatori del settore offrono la possibilità di valersi dell'utero in affitto in Paesi dove la pratica è ammessa così determinando la creazione di un vero e proprio «mercato dei figli su richiesta», anche nei Paesi dove la surrogazione di maternità e la sua pubblicizzazione sono vietate;

   in Italia, la surrogazione di maternità è una pratica espressamente vietata dall'articolo 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, che commina la reclusione tra tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro a «chiunque, in qualsiasi forma, realizza organizza o pubblicizza (...) la surrogazione di maternità»;

   tale norma vieta il contratto di maternità surrogata in quanto in contrasto con le norme imperative e, pertanto, in particolare con il principio sancito dall'articolo 269, comma 3, del codice civile, secondo il quale la maternità è attribuita soltanto alla donna partoriente;

   attraverso lo sviluppo e l'utilizzo di queste nuove tecniche di procreazione, assumono rilievo diverse posizioni soggettive che richiedono tutela, in quanto vengono coinvolti diritti fondamentali della persona sanciti nella Costituzione. Il diritto della madre gestante di non essere oggetto o mezzo di pretese altrui trova il proprio fondamento negli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, cioè nello specifico nei «diritti inviolabili dell'uomo» ai sensi dell'articolo 2, nella «pari dignità sociale» di ogni persona, ai sensi dell'articolo 3 e nel divieto di «violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana» ai sensi dell'articolo 32 della costituzione;

   a dichiarare che: la surrogazione «offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane» è giunta pure la Corte costituzionale, con la sentenza n. 272 del 2017;

   l'utero in affitto è a titolo oneroso, così violando le disposizioni che riconoscono una violazione della dignità umana nella riduzione a merce di scambio di beni e valori che non hanno di per sé natura commerciale;

   sul tema si rilevano anche la Convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina del 1997 e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che sanciscono, il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro;

   la diffusione di pratiche di «surrogacy» può esser associata a serie violazioni di diritti fondamentali, inclusa la violenza sulle donne e il traffico di esseri umani e si pone in conflitto anche con l'istituto dell'adozione –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non intenda assumere iniziative di carattere normativo volte a rendere ancor più stringente e univoca la disciplina, al fine di contrastare efficacemente anche ogni azione commerciale in materia che comporti una violazione dei principi sopra richiamati.
(5-07644)