• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07645 (5-07645)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07645presentato daDE FILIPPO Vitotesto diGiovedì 3 marzo 2022, seduta n. 650

   DE FILIPPO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   il Centro nazionale trapianti (Cnt), istituito con la legge 1° aprile 1999, n. 91, presso l'istituto superiore si sanità è l'organismo tecnico-scientifico preposto al coordinamento della Rete nazionale trapianti di cui si avvalgono il Ministero dalla salute, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano ed opera secondo le linee di indirizzo e programmazione fornite dallo stesso Ministero della salute, d'intesa con le regioni e le province autonome;

   nonostante tale inquadramento giuridico, attualmente il Cnt ha come unici interlocutori i centri regionali e le società scientifiche, ma a quanto consta all'interrogante, non intrattiene alcun contatto regolare né con il Ministero della salute né con le regioni, mancando così quella necessaria spinta politica nazionale che una materia così delicata richiede;

   in particolare, la politica del Cnt si trova ad essere condizionata, ad avviso dell'interrogante, da alcune regioni quali Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana, dalla Società italiana trapianti di organo e dai centri chirurgici più forti, che comunque non risparmiano allo stesso, nel contempo, aspre critiche, facendo sì che il sistema nazionale istituito dalla legge n. 91 del 1999 oggi appare molto debole e lo stesso Cnt sembra non avere progetti costruttivi concreti né una visione precisa del futuro;

   nell'ultimo report pubblicato ai primi di gennaio 2022 si evince che nel 2021 il tasso di donazione è risalito a 22,9 donatori per milione di abitanti, meglio del 2020 (20,5) e del 2019 (22,8) ben lontani comunque dal 23,7 del 2017;

   inoltre, le regioni del Centro-Sud restano ancora molto indietro rispetto a quelle settentrionali anche se si nota un recupero in particolare della Basilicata (che sale da 5,3 a 18,1), dell'Abruzzo (+8,6) e di Puglia e Sicilia (+5,4);

   per quanto attiene ai trapianti nel 2021 ne sono stati eseguiti 3.778, 341 in più rispetto al 2020 (+9, 9 per cento), ma i dati sono comunicati solo su base regionale, senza riferimenti alla popolazione. In tale situazione è evidente che la Lombardia, che ha un dato mediocre sulle donazioni, figura al primo posto per i trapianti, semplicemente perché la Lombardia ha il doppio degli abitanti;

   solo i trapianti di fegato sono in aumento, gli altri sono sui livelli degli anni precedenti escluso il 2020 (anno di crisi) o su livelli inferiori. In particolare, il trapianto di rene, in Italia, ha un numero complessivo esiguo e molto inferiore proporzionalmente a quello dei principali Paesi europei. Fa eccezione il trapianto di pancreas, la cui percentuale in termini assoluti è minima che, seppur aumentata è comunque inferiore a quella degli anni precedenti;

   in definitiva, il numero assoluto dei trapianti e delle donazioni che, nel 2021 è tornato a livelli pre-Covid del 2018-2019, è comunque ancora lontano dai numeri del 2017;

   sicuramente, il calo delle donazioni e dei trapianti non può essere ascrivibile unicamente alla pandemia ma anche ad una necessaria revisione di tutta la normativa, prima fra tutte la legge n. 91 del 1999 –:

   se non ritenga necessario adottare le iniziative di competenza volte ad approfondire la correttezza delle iniziative e delle procedure adottate dall'attuale Centro nazionale trapianti;

   se non ritenga necessario predisporre un'iniziativa normativa volta alla revisione complessiva della materia dei trapianti;

   se non ritenga necessario attivare urgentemente campagne informative sulla possibilità, e sull'utilità di dare il proprio consenso alla donazione degli organi, quale elemento fondamentale per salvare vite umane, visto che da circa 10 anni non vengono effettuate con determinazione.
(5-07645)