• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11466 (4-11466)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11466presentato daDIENI Federicatesto diVenerdì 25 febbraio 2022, seduta n. 646

   DIENI, SEGNERI, SERRITELLA e TERZONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 1, comma 1, lettera b) del decreto-legge n. 5 del 4 febbraio 2022 stabilisce che «a coloro che sono stati identificati come casi accertati positivi al COVID-19 a seguito del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo, è rilasciata, la certificazione verde COVID-19 di cui al comma 2, lettera c-bis dell'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021, ossia il cosiddetto green pass rafforzato che ha validità a decorrere dall'avvenuta guarigione senza necessità di ulteriori dosi di richiamo»;

   la circolare del Ministero della salute del 4 agosto 2021 stabilisce che i cittadini italiani iscritti al Servizio sanitario nazionale vaccinati o guariti all'estero contro il COVID-19 potranno richiedere, se si trovano già sul territorio italiano, il rilascio delle certificazioni verdi COVID-19 (cosiddetto EU Digital Covid Certificate) per vaccinazione o per guarigione. Per farlo, i cittadini dovranno recarsi presso le aziende sanitarie locali di competenza territoriale e presentare: le informazioni sulla precedente infezione da COVID-19 successivamente a tampone molecolare positivo; i dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato (Stato, autorità sanitaria); documento di riconoscimento e codice fiscale;

   l'EU Digital Covid Certificate stabilito dalla Commissione europea è ottenibile senza alcuna distinzione «base» o «rafforzata» prevista solo nel nostro Paese dell'Unione europea;

   in merito alla certificazione verde COVID-19, le diverse normative sviluppate in Italia, oltre a creare una certa confusione, dimostrano un approccio al tema molto più stringente ed eccessivo rispetto a quello adottato dall'Unione europea;

   tale eccesso è stato funzionale ad un contenimento dei contagi e ad incentivare la vaccinazione ma, ad una risposta diligente dei cittadini italiani, sembra non corrispondere un'altrettanta linearità e «semplicità» nell'applicazione, controllo ed eventuale sanzione da parte delle autorità;

   secondo fonti stampa, una studentessa genovese – Anna Fossi, di 21 anni – si è trovata, suo malgrado, a fare i conti con le «follie burocratiche» del green pass rafforzato, nonostante il rispetto delle disposizioni sopradescritte;

   la ragazza è stata costretta a scendere alla stazione di Pavia dove da sola, di notte, al freddo, ha dovuto attendere la madre che venisse a prenderla. Il tutto è accaduto dopo che i controllori, nello svolgere regolarmente la loro attività, hanno certificato che il Green Pass della ragazza non fosse valido;

   il certificato risultava scaduto il 12 febbraio 2022, esattamente 6 mesi dopo il completamento del primo ciclo vaccinale (12 agosto 2021). Dopo questa data, la ragazza si è recata in Erasmus in Francia dove, nel mese di gennaio 2022, è risultata positiva al Covid-19 e successivamente guarita;

   la studentessa che tornava in Italia proprio per avere il green pass rafforzato valido solo in Italia (ai sensi dell'articolo 1 sopra descritto) viaggiava con il certificato francese attestante la positività al Covid-19 (tampone molecolare) e con il relativo green pass base da tampone antigenico negativo. Con questi documenti ha viaggiato senza problemi da Bruxelles a Milano, passando per Malpensa. Poi, dal treno per la Liguria, è stata costretta a scendere;

   qualsiasi violazione di un obbligo, come quello relativo all'impiego del green pass rafforzato sui mezzi di trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale (ai sensi del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229) non può comportare, per l'interrogante, in nessun caso, un pregiudizio grave come quello di far scendere una persona dal treno, ma ad esso deve corrispondere una sanzione amministrativa –:

   se siano a conoscenza di quanto accaduto ed esposto in premessa;

   se non si ritenga assolutamente da evitare che l'applicazione della disciplina in questione possa portare ad esporre la persona a situazioni di pericolo, posto che nel caso specifico non era peraltro immaginabile chi sarebbe potuto intervenire a difesa della stessa;

   se non si ritenga che sia necessario adottare iniziative di competenza per garantire sempre la possibilità di far valere un'autocertificazione relativa al green pass, anche se il proprio dispositivo è fuori uso o non si ha a disposizione il cartaceo.
(4-11466)