• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11362 (4-11362)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11362presentato daLONGO Faustotesto diMartedì 15 febbraio 2022, seduta n. 638

   LONGO. — Al Ministro per le disabilità, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   l'Isee è stato istituito dall'articolo 5 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, cosiddetta «legge Salva Italia» e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013;

   ai sensi della sentenza n. 842/2016 del Consiglio di Stato (Sentenza n. 842/2016), «[...] l'indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie servono non a remunerare alcunché, né certo all'accumulo del patrimonio personale, bensì a compensare un'oggettiva ed ontologica (cioè indipendente da ogni eventuale o ulteriore prestazione assistenziale attiva) situazione d'inabilità che provoca in sé e per sé disagi e diminuzione di capacità reddituale. Tali indennità o il risarcimento sono accordati a chi si trova già così com'è in uno svantaggio, al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi non soffre di quest'ultimo e a ristabilire una parità morale e competitiva. Essi non determinano infatti una “migliore” situazione economica del disabile rispetto al non disabile, al più mirando a colmare tal situazione di svantaggio subita da chi richiede la prestazione assistenziale, prima o anche in assenza di essa. Pertanto, la “capacità selettiva” dell'Isee, se deve scriminare correttamente le posizioni diverse e trattare egualmente quelle uguali, allora non può compiere l'artificio di definire reddito un'indennità o un risarcimento, ma deve considerarli per ciò che essi sono, perché posti a fronte di una condizione di disabilità grave e in sé non altrimenti rimediabile.»;

   la legge 26 maggio 2016, n. 89, ha introdotto nel decreto-legge n. 42 del 2016 l'articolo 2-sexies, il quale specifica che dal reddito disponibile vanno esclusi i trattamenti erogati da amministrazioni pubbliche in ragione di una condizione di disabilità; pertanto, i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari (incluse carte di debito), a qualunque titolo erogati da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità (cioè le cosiddette prestazioni di assistenza), laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo ai fini Irpef, sono esclusi dalla nozione di «reddito disponibile» di cui all'articolo 5 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011. Se i suddetti trattamenti sono percepiti per ragioni diverse dalla condizione di disabilità, sono da includere nella nozione di reddito disponibile riportata nell'articolo 5 del decreto-legge citato. Ai sensi dall'articolo 4, comma 4, lettere b), c) e d), del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, è applicata la maggiorazione dello 0,5 al parametro della scala di equivalenza. Sono escluse le indennità percepite a seguito di risarcimento danni a favore della persona con disabilità, poiché vengono indicate solo le prestazioni di assistenza;

   nonostante ciò, ancora oggi succede che le somme risarcitorie per la morte di un genitore vengano calcolate ai fini dell'Isee anche se i figli sono dei minori e le somme sono vincolate fino alla maggiore età dal giudice tutelare;

   per non penalizzare minori e disabili è indispensabile, dar seguito alla sentenza del Consiglio di Stato disponendo almeno lo scorporo delle somme ottenute a titolo di risarcimento danni –:

   se i Ministri interrogati non ritengano, con urgenza, di predisporre le necessarie iniziative affinché l'Isee venga effettivamente calcolato secondo la vigente disciplina normativa, ovverosia secondo quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 5 dicembre 2013, nel testo risultante dalle sentenze del Tar Lazio, Sez. I, n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15 e del Consiglio di Stato con Sentenza 842/2016, chiarendo che, nel caso in cui i sistemi informatici dell'Inps calcolassero illegittimamente l'Isee, sarà onere dell'amministrazione provvedere al corretto ricalcolo, disapplicando l'Isee illegittimamente fornito dall'Inps.
(4-11362)